Taranto: l’anno del low cost-profile comincia con il Picerno

 

pubblicato il 25 Settembre 2020, 21:30
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Il Taranto si appresta a disputare il suo ottavo campionato di serie D negli ultimi nove anni. Domenica sarà in campo sul neutro di Val D’Agri per affrontare il Picerno, retrocesso d’ufficio dalla Lega Pro appena lo scorso 11 settembre dopo l’illecito sportivo commesso nella stagione 2019-2020.

Il club rossoblù ha sposato la parola inglese low (basso) per la nuova stagione. Low budget (totale ingaggi giocatori inferiore alle ultime stagioni ma in realtà sempre tra i più alti del girone), low profile (pochissime uscite pubbliche, comunicazione ridotta all’osso). Di conseguenza è low anche l’interesse intorno a questa squadra perché la gente si è disamorata, stagione deludente dopo stagione deludente e gli ultras sono in aperta contestazione con il presidente Giove e chiunque gli ronzi attorno. Tra l’altro, con riferimento all’inchiesta giudiziaria che vede coinvolto proprio Giove, facendo parte del suo patrimonio personale, sono state sottoposte a sequestro preventivo il 93% delle quote del Taranto FC 1927 di proprietà dello stesso imprenditore tarantino che non pregiudicherebbero però l’attività economica-finanziaria del club.

Nonostante queste premesse, apprezzabile, in sede di mercato, è stato il lavoro sottotraccia, tra tante difficoltà, del diesse Montervino che ha allestito una squadra che non dispiace. Il periodo è quello che è, il Taranto parte a fari spenti. Davanti a sé ha almeno un paio di squadre (Casarano-Lavello) stando ai pareri raccolti tra gli addetti ai lavori, senza dimenticare le due retrocesse d’ufficio, il già citato Picerno ed il Bitonto di Ragno e Genchi.

  E’ una squadra di categoria, fatta da giocatori di categoria, specie dalla cintola in su. Di categoria nel senso che in molti conoscono bene il girone H. Il reparto offensivo è un’incognita, una scommessa che Montervino & Co sperano di vincere. Rodriguez, Santoro,Liurni, Santaniello, Lattanzio e Palazzo, ossia gli attaccanti più ambiti, sono altrove. Ma ecco nel dettaglio un’analisi ruolo per ruolo, reparto per reparto del Taranto 2020-21.

PORTIERI

Quasi tutte le squadre di serie D giocano con l’under in porta ed anche il Taranto ha sempre operato questa scelta. Sposito, con le sue 60 presenze in cateogria, offre buone garanzie. Il suo sostituto, Stasi, stando agli addetti ai lavori è all’altezza. E’ importate avere un estremo difensore affidabile perchè, l’esperienza insegna, un under insicuro tra i pali costa sicuramente punti che possono rivelarsi determinati per il raggiungimento dell’obiettivo stagionale.

DIFENSORI

Per quanto riguarda i centrali difensivi il Taranto è coperto molto bene. Giocatori di esperienza, fisicamente integri e di personalità. Guastamacchia (ex Savoia, Turris ed Aversa), l’argentino Gonzalez (ex Fasano), Caldore (ex Casertana) e Rizzo (ex Fasano) rappresentano un blocco affidabile.

Per quanto riguarda i difensori di fascia, tutti under, l’infortunio di Ferrara (menisco) priverà, per qualche settimana, il Taranto, sulla sinistra, di un giocatore fondamentale. Sostituti naturali al momento non ve ne sono. Potrebbe essere arretrato il centrocampista mancino Marino. A destra, invece è a disposizione la coppia, tutta da testare in campo, costituita dall’albanese Shenu e da Boccia.

CENTROCAMPO

Il reparto che appare più solido. Tanti giocatori di buonissimo livello, a partire da capitan Marsili (in grado di dare geometrie, ottimo sui calci da fermo) e Matute ( corsa e contrasto, le sue doti migliori). Senza dimenticare l’ultimo acquisto Acquadro (ex Triestina, Venezia, Fano e Pineto) e i coloured Ba e Diaby, dei quali si dice un gran bene.

ESTERNI OFFENSIVI

Il brutto infortunio occorso al mancino Corvino (tornerà al nuovo anno) ha scompaginato i piani di Mister Laterza che con il suo pupillo a sinistra e l’esperto Guaita a destra, si era garantito, sulle due fasce, uomini in grado di saltare l’uomo, creare superiorità numerica e di crossare in area di rigore avversaria palloni importanti per la longilinea punta centrale. In extremis il club rossoblù si è tutelato con l’ingaggio del brindisino Falcone, giocatore che ha tanta esperienza tra i professionisti, un top in teoria per la D, ma che è stato fermo tre mesi lo scorso anno per un infortunio muscolare e che a quanto pare non avrebbe convinto dal punto di vista fisico i dirigenti della Fermana, club che lo aveva praticamente ingaggiato nei giorni scorsi, prima che si palesasse l’interesse del Taranto. Ci sono poi giovani di belle speranze  come il mancino Marino ed i destrorsi Mastromonaco e Santarpia.

TREQUARTISTA

Ultimo passaggio, estro e fantasia dovrebbero essere garantiti dal  marocchino Lagzir, che viene accompagnato da ottime referenze tecniche, tra l’altro specialista sui calci piazzati. E’ reduce dal campionato di serie A maltese. In serie D, però sinora, ha militato in squadre sconosciute (Budoni, Arconatese, Sporting Recco ), di gironi meno impegnativi rispetto a quello H.

ATTACCO

Il reparto delle scommesse. Se gira bene, il Taranto può aspirare a lottare per i primi posti. Se gira male bisognerà tornare sul mercato. Gli argentini Stracqualursi e Alfageme rappresentano delle incognite sia per quanto riguarda l’età anagrafica ( hanno superato la trentina da un po’) sia per ciò che concerne il numero di presenze e di reti delle ultime stagioni agonistiche, inferiore a quella che è stata la loro onorabile carriera. Stracqualursi non va in doppia cifra dalla stagione 2013-14. Parliamo di altri contesti- tornei sudamericani – e di campionati di categoria superiore. Il secondo, in realtà, non è mai stato un goleador in carriera (nelle ultime due stagioni 5 reti) ma piuttosto un buonissimo squarciatore di difese avversarie.

Completano il reparto due giovani under: Mariano proveniente dal Monopoli, anche in questo caso le referenze sono buone, ed il tarantino Serafino, che galleggerà tra juniores e prima squadra.

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