“Piscina abbandonata alla Salinella: perchè non recuperarla?”

 

L'idea dell'ex consigliere comunale Stea: "Cambio destinazione d'uso e utilizzo degli spazi a favore delle società sportive"
pubblicato il 24 Settembre 2020, 16:21
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Giuseppe Stea è stato in passato consigliere comunale a Taranto. Attento osservatore politico, presidente dell’ANPI sezione di Taranto, non manca di lanciare idee sulla città.

Come in questo caso, riguardo quella che un tempo fu annunciata come piscina comunale e di quartiere, alla Salinella, all’interno di un’area che poteva diventare una vera e propria ‘cittadella dello sport’, com’egli stesso ricorda. Ecco la sua lettera inviata al sindaco Melucci e agli amministratori comunali su quella struttura abbandonata da decenni e che potrebbe recuperarsi.

Il ripristino del pattinodromo, il recupero del “PalaRicciardi”, l’imminente inizio dei lavori per la ristrutturazione completa del camposcuola d’atletica leggera sono dei bei segnali sia per chi, a Taranto, ama lo sport che per la Città tutta.
Alla luce di questi segnali positivi, guardando quella che, finalmente, potrebbe diventare, a oltre quaranta anni dalla sua progettazione e costruzione, la “cittadella dello sport”, si resta sempre colpiti, sfavorevolmente, dal manufatto, abbandonato da quasi quaranta anni, di quella che avrebbe dovuto essere una piscina: venticinque anni fa, fu organizzata anche una petizione, sottoscritta da centinaia di cittadini di Taranto, affinchè quella piscina venisse completata: non se ne fece niente; rimase, purtroppo, un appello inascoltato.
Allora: visto che, per difficoltà varie, nel corso di questi ultimi quaranta anni non è stato possibile completare i lavori per farne una piscina, perché lasciare abbandonato quel manufatto?
Avanzo, perciò, una proposta per un suo completamento e pieno utilizzo: se ne cambi la destinazione d’uso e si utilizzino gli spazi disponibili, che sono tanti, per realizzare dei locali confortevoli, da adibire a sede sociale, ed eventuali depositi per materiale sportivo, da assegnare a società sportive che ne facciano richiesta, in comodato d’uso gratuito o con un fitto basso (insieme alle spese di ordinaria gestione, come, per esempio, luce e acqua).
Quella struttura abbandonata potrebbe diventare, così, una struttura molto utile per le società sportive ed anche un luogo d’incontro dei giovani atleti tarantini, dei dirigenti delle società, proprio a pochi passi dalle strutture dove svolgono la loro attività sportiva”.

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