Porto, l’arrivo dei container è rinviato al 2021

 

Nuovo 'turbolento' incontro tra i sindacati di categoria e la San Cataldo Container Terminal. Uiltrasporti abbandona vertice
pubblicato il 23 Settembre 2020, 20:58
10 mins

Nuovo incontro tra i sindacati di categoria FiltCgil, Fitcisl, Uiltrasporti di Taranto e la holding turca Yilport compagnia del gruppo Yildirim Holding a.s., concessionario del Molo Polisettoriale di Taranto attraverso la società San Cataldo Container Terminal, rappresentata dalla general manager Raffaella Del Prete.

Ancora una volta però, dopo la mediazione della scorsa settimana da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio seguita alla rottura dello scorso 3 settembre, si è registrata tensione tra le parti. In particolar modo con il segretario generale della Uiltrasporti, Carmelo Sasso, che ha deciso di abbandonare l’incontro perché insoddisfatto delle risposte fornite dalla società su vari aspetti, a differenza degli altri due segretari della Filt Cigl e della Fit Cisl, De Ponzio e Oronzo Fiorino che hanno ritenuto opportuno non far saltare il tavolo “nel rispetto dei 500 lavoratori collocati in TPWA ed ancora con un futuro incerto” ha commentato a fine incontro lo stesso Fiorino.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/09/04/yilport-rivede-il-piano-industriale-sindacati-delusi/)

Al centro dell’incontro, così come nelle precedenti occasioni che avevano generato le prime frizioni tra la società concessionaria e i sindacati di categoria, innanzitutto il completamento delle prime 71 assunzioni previste dal piano provvisorio per la ripartenza del terminal, attingendo dal bacino dei quasi 500 ex lavoratori TCT confluiti nel 2016 nell’Agenzia Taranto Port Workers (l’agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale dei lavoratori ex Tct).

Assunzioni che “abbiamo messo a verbale saranno immediate” commenta Fiorino al termine dell’incontro, mentre per la Uiltrasporti su questo fronte sarebbero mancate le dovute garanzie da parte della società. Lo stesso dicasi per le mancate informazioni sul servizio di vigilanza in outsourcing, che a detta della Uiltrasporti avrebbe consentito l’assunzione di altri lavoratori. Così come il mancato accoglimento sulla trasformazione dei contratti a tempo indeterminato dei così detti rizzatori (la cui principale mansione è quella di bloccare e sbloccare i container) che hanno lavorato duramente in questi mesi di ripartenza del Molo Polisettoriale, a cui la società si sarebbe disponibile soltanto a valutarne l’eventuale riconferma attraverso contratti a tempo determinato.

Inoltre, si è appurato che a partire da dicembre sarà disponibile la prima gru di banchina e che nel mese di marzo sarà consegnata anche la seconda, assieme a gru di piazzale e mezzi gommati per favorire all’inizio del 2021 l’arrivo di navi madri, dunque rinviando di quasi . Anche perché, come sostenuto dallo stesso Fiorino, “oggi con le semoventi non si può purtroppo pretendere navi con carichi importanti, non siamo in condizione di sbarcare i container”.

Confermando quanto emerso durante l’incontro dello scorso 3 settembre, in merito l revamping delle gru. Per il quale Yilport prevede di spendere 23 milioni di euro sino al 2023, a cui seguiranno due mesi di verniciatura per ogni singola grue altri due mesi per il processo di rimessa in servizio. Di fatto scavallando il tutto al 2024.

Il revamping della prima locomotiva per la riqualificazione dei collegamenti ferroviari (che Yilport e Autorità Portuale ritengono strategica per il futuro) è invece previsto per il 2021, con il revamping della seconda previsto soltanto in funzione dei volumi dei futuri traffici.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/01/15/porto-yilport-commessa-revamping-gru-ad-azienda-finlandese/)

Inoltre, si apprende che la società durante l’incontro ha fornito i dati relativi al ripristino e presa in carico delle infrastrutture uffici, spogliatoi, gate, manutenzione.

Infine, per quanto concerne il piano industriale, così come deciso nell’incontro tenuto con il Presidente dell’AdSP Sergio Prete la scorsa settimana, si attenderà che nel mese di ottobre vengano resi noti i dati sulla movimentazione dei container, per capire in che misura abbia inciso la pandemia da Covid-19, “per poter meglio ragionare nel merito dei carichi di lavoro e della conseguente occupazione” conclude la Fit Cisl. Anche in questo caso però, l’ennesimo rinvio a data da destinarsi sulla presentazione del piano industriale triennale non è piaciuto alla Uiltrasporti, che nei prossimi giorni potrebbe organizzare diverse iniziative di protesta.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/09/09/porto-traffico-in-calo-del-31-nel-primo-semestre/)

I numeri della discordia

Dunque, il confronto sui numeri di un piano industriale triennale, che al momento è stato soltanto abbozzato dalla società, nella riunione dello scorso 3 settembre, si avrà soltanto in un prossimo futuro.

Nelle slide di presentazione di una bozza del piano industriale e occupazionale che Yilport rese noto lo scorso dicembre, e che noi riusciammo a visionare, i numeri erano questi.

Il traffico merci

Per quanto concerneva il traffico merci, Yilport prevedeva di incrementare il volume dei container a 500 tonnellate entro il 2019. Per poi passare ad 1,6 milioni di tonnellate di TEU (l’unità di misura dei container) tra il 2021 e il 2024, per poi portare il volume a 2,6 milioni entro il 2036 ed infine arrivare alla soglia dei 4 milioni di TEU entro il 2045. Ricordiamo che la concessione richiesta dalla multinazionale turca copre un arco di 49 anni.

Nella riunione del 3 settembre scorso invece, stando alle indiscrezioni pubblicate (sulla stampa specializzata e dal Quotidiano di Taranto) ma che non ci sono state confermate, Yilport stimerebbe nel 2021 un traffico pari a 65mila Teu, nel 2022 si passerebbe a 115mila, nel 2023 a 291mila ed infine nel 2024 450mila.

Di fatto dunque, un traffico inferiore per i prossimi cinque anni anche alla sola prospettiva del 2019.

(leggi tutti gli artcoli sulla Yilport https://www.corriereditaranto.it/?s=yilport&submit=Go)

Il piano occupazionale

Per quanto riguardava invece il piano occupazionale, sempre secondo le slide che visionammo, la forbice era più ampia e copriva un arco di tempo che andava dal 2019 al 2064. E copriva quattro categorie di personale: operai, impiegati, magazzini e manutenzione.

Per il 2019 era prevista un’occupazione pari a 108 unità; per il 2022 erano previste 425 unità; per il 2029 si parlava di691 unità; per il 2036 si arrivava a 798 unità; per il 2039 si raggiungeva la quota di 851 unità, che sale a 1.091 nel 2049, 1.404 nel 2059, 1.509 nel 2062 ed infine nel 2067 si toccherebbe la cifra di 1.706 unità. L’aumento cresente e maggiore si registrava nella categoria degli operai.

Nella riunione di giovedì 3 settembre invece, Yilport avrebbe comunicato questi numeri, a fronte del riassorbimento dei primi 68 lavoratori ex Tct nei mesi scorsi: 107 assunzioni a fine 2020 che diventerebbero 188 nel 2021, salirebbero a 276 nel 2022 e arriverebbero a 335 nel 2023.

Anche in questo caso i numeri dei prossimi quattro anni sarebbe inferiori a quelli previsti inizialmente per il 2022.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/01/10/porto-yilport-inizia-selezione-lavoratori-ex-tct2/)

Il porto strategico per il futuro: non si dovranno perdere altri anni

Certamente toccherà all’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio, guidata da Sergio Prete, continuare a ricoprire il ruolo non semplice di mediatore tra le parti.

Bisognerà adesso capire il perché siano stati modificati e rivisti in questa quantità i numeri del piano industriale triennale e quanto la pandemia abbia inciso sui piani iniziali di Yilport. Certamente anche i cantieri in corso, dopo la sospensione durante i lockdown, hanno subito un rallentamento.

Ma è d’obbligo ritrovare la giusta serenità tra le parti e soprattutto è necessaria grande chiarezza e trasparenza da parte della società (la scorsa settimana si è avuta conoscenza di un interessamento di Yilport per il porto di Brindisi in merito però al traffico crocieristico), visto che il porto, e tutto ciò che è ad esso connesso, è l’architrave su cui si dovrà reggere il futuro economico della città di Taranto e della sua provincia (come cerchiamo di far capire da almeno 20 anni). Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sul porto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

2 Commenti a: Porto, l’arrivo dei container è rinviato al 2021

  1. Piero

    Settembre 23rd, 2020

    Mah. Sta cosa non la vedo bene. I turchi nel mediterraneo stanno solo al momento facendo operazioni politico-espansionistiche che non avranno molto successo.
    Il resto d’Europa e d’Italia, fin quando l’economia sarà in decrescita, sicuramente non farà nulla per agevolare il porto di Taranto, in quanto non vorranno certo perdere i loro traffici attuali in favore di qualcun altro. Ciò è stato possibile solo per Gioia Tauro ma sappiamo bene il perchè cosa e chi ci sia dietro.

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  2. Gico

    Settembre 24th, 2020

    Concordo pienamente con Piero insomma per Taranto la vedo nera Quando la siderurgia chiuderà per sempre secondo logiche di mercato come sempre resteremo con il cerino in mano. La speranza stava sullo sviluppo del porto purtroppo la montagna Yilport partorirà un topolino ( solo 276 posti al 2023 e si spera quando saremo morti cioè 2067 più di 1000 posti di lavoro ). Di cosa stiamo parlando : del nulla cosmico in un territorio che ha forte fame di occupazione.

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