“Tutti a scuola!”. E speriamo bene…

 

Il 24 per gli studenti pugliesi suona la campanella. Tra classi dimezzate, didattica a distanza, mascherine e distanziamento. E qualche sciopero alle porte
pubblicato il 20 Settembre 2020, 10:49
10 mins

Tutti a scuola!”. E’ l’imperativo categorico ormai da giorni, non c’è dubbio. Perchè… banco di prova del sistema complessivo anti-Covid: se tutto va bene, i contagi restano sotto controllo – è la teoria – il Paese può proseguire nella sua lenta ma costante risalita. Al netto, ovviamente, delle immancabili polemiche.
Se in gran parte d’Italia gli studenti sono tornati nelle aule – con tutte le contraddizioni e i problemi che già sappiamo – in Puglia la campanella suonerà il 24. Come?
Abbiamo provato a sentire un po’ in giro come si sono organizzate le scuole. Tra banchi che stanno arrivando, carenza di docenti e personale, dispositivi di protezione che quotidianamente dovranno essere utilizzati (mascherine e gel igienizzante soprattutto) e reperimento di aule per quel famoso distanziamento sociale che costringono i dirigenti scolastici a dimezzare le classi. Quindi, tutti a scuola ma con tante difficoltà.
Per esempio, al liceo ‘Aristosseno‘ – una scuola che conta circa 1.600 studenti e qualche centinaio di docenti e altro personale – le classi entreranno a orari differenti e da ingressi differenti. Non solo. In aula numero degli studenti dimezzati, con gli altri impegnati nella didattica a distanza: questo a giorni alterni.
Stessa cosa, almeno grosso modo, per l”Archita‘, dove si partirà nelle prime due settimane con orario ridotto e classi spezzate se troppo numerose: dunque, didattica mista, tra l’altro con problemi di spazi ed aule.
Al ‘Battaglini‘ sono riusciti a reperire alcune aule all”Acanfora‘, ma anche qui bisognerà fare i conti con i numeri e la didattica a distanza.
Insomma, è facile immaginare che per le scuole ad alto numero di iscritti i problemi non mancheranno, nonostante l’impegno del personale.
Alla ‘Vico-De Carolis‘, per esempio (tre plessi: ‘Vico’ e ‘Deledda‘ infanzia e primaria, ‘De Carolis’ secondaria), la dirigente prof.ssa Giovanna Lato ci fa sapere che dispongono “di spazi sufficienti per accogliere tutti gli alunni, con le referenti per la sicurezza abbiamo elaborato un protocollo tecnico-organizzativo contenente disposizioni per gli ingressi e le uscite, che condivideremo con le famiglie nelle assemblee informative. Abbiamo previsto ingressi differenti per l’entrata e l’uscita per tutti i plessi, per la scuola dell’infanzia un genitore potrà accompagnare il bambino all’ingresso, mentre alla primaria un solo genitore accompagnerà il bimbo nelle postazioni esterne assegnate a ciascuna classe. Le insegnanti accompagneranno i bambini in classe. Per la secondaria invece, prevediamo il primo giorno un’accoglienza per gli alunni delle classi prime. Le entrate e le uscite saranno scaglionate, i genitori attenderanno fuori dall’edificio scolastico. Le docenti referenti per l’inclusione hanno elaborato un protocollo specifico per gli alunni disabili, a cui la nostra scuola dedica sempre una grande attenzione. Per quanto riguarda le risorse umane attendiamo in questi giorni l’arrivo di nuovi docenti, soprattutto alla secondaria di primo grado, e l’arrivo di nuove risorse per l’organico aggiuntivo, detto organico covid. Speriamo davvero di poter partire con tutti i docenti e soprattutto con i docenti di sostegno. Vorrei sottolineare l’importanza del ruolo delle famiglie in questo anno scolastico, così fuori dall’ordinario. L’alleanza Educativa scuola – famiglia e l’assunzione di responsabilità dei genitori in un rinnovato patto di corresponsabilità possono fare la differenza. Non possiamo impedire la circolazione del virus, ma possiamo mettere in atto misure di prevenzione per contrastarne la diffusione :è fondamentale che la misurazione della febbre venga effettuata a casa tutti i giorni, che i genitori preparino i loro figli ad una scuola un pò diversa, fatta di regole nuove, i docenti supporteranno alunni e famiglie in questo processo. Cogliamo questa opportunità per sperimentare forme di collaborazione e solidarietà collettiva. Insieme ce la faremo”.
Ecco, parole sacrosante queste ultime. Perchè, putroppo, i problemi sono davvero tanti e occorrerebbe grande collaborazione tra scuola, studenti, famiglie e, aggiungiamo, anche tutto ciò che ruota intorno (pensiamo ai trasporti, per esempio) affinchè l’emergenza sanitaria non abbia il sopravvento. Perchè, diciamolo a chiare lettere, il ‘rischio zero’ non esiste, figuriamoci nelle scuole.
Tra l’altro bisognerà capire come il sistema dei trasporti agevolerà il flusso degli studenti. Tenendo conto che nella nostra città convergono migliaia e migliaia di studenti da tutta la provincia, che molti studenti residenti utilizzano i bus urbani, è anche qui facile immaginare come le famiglie saranno super-impegnate: in tanti, infatti, preferiranno accompagnare i figli in auto piuttosto che farli rischiare a bordo dei bus dove, tra l’altro, ci saranno limitazioni nei posti. E metteteci quindi traffico in più, stress in più e quindi organizzazione familiare rivoluzionata.
Per quel che riguarda i bus di città, Kyma Mobilità fa sapere di aver predisposto per tutte le linee sensibili all’utenza scolastica un servizio bus aggiuntivo che supporti l’aumento dei passeggeri. Alle fermate dove si è riscontrato in passato una concentrazione di studenti ci sarà il supporto dei volontari della Protezione Civile che disciplineranno gli accessi. Su tutti gli autobus sono state installate le colonnine per la distribuzione di gel disinfettante e affissa la grafica delle informazioni Covid per gli utenti. Sono inarrivo, inoltre, due torpedoni che all’occorrenza saranno introdotti nel servizio qualora ve ne sia la necessità. Specie nelle periferie, aggiungiamo noi, andrà verificato se il numero delle corse sarà sufficiente.
E i bus extraurbani? Qui è tutto da valutare, anche perchè dal 28 prossimo ci saranno grandi limitazioni per l’ingresso in città, con gli utenti che dovranno abituarsi a coincidenze con i bus urbani.
Ah, naturalmente le scuole hanno dovuto e stanno affrontando il ricambio di banchi e sedie, per esempio. Nelle scuole comunali dovrebbero essere arrivati , a quanto ha segnalato l’Amministrazione nei giorni scorsi, 4.782 banchi singoli, 40 sedie e 3.008 sedute innovative. Per gli altri istituti – provinciali e statali – si sono visti in giro tir a scaricare, ma non sappiamo se tutto procede per il meglio…
Infine, detto a parte dei precari della scuola, da valutare la situazione anche alla luce dello sciopero indetto (24 e 25 settembre) dalle sigle Unicobas Scuola e Università, Usb P.I., Cobas Scuola Sardegna e Cub Scuola Università e Ricerca: pur non conoscendo quanti aderiranno, è facile anche qui intuire che disagi ce ne saranno. Come scrive il Corriere della Sera, “la piattaforma delle rivendicazioni è ampia: si sciopera per chiedere investimenti veri nella scuola pubblica statale, classi con 15 alunni al massimo e un piano pluriennale serio per porre in sicurezza l’edilizia scolastica, l’assunzione di 240mila insegnanti, la stabilizzazione dei 150 mila precari con tre anni di servizio attraverso un concorso accessibile a tutti, l’aumento degli organici della Scuola dell’Infanzia, stabilizzazione diretta degli specializzati di sostegno e percorsi di specializzazione per chi ha esperienza pregressa. Oltre all’assunzione di almeno 50mila collaboratori scolastici «per ricoprire i paurosi vuoti in organico per la vigilanza» e l’incremento di 20mila fra assistenti amministrativi ed assistenti tecnici. Le risorse, fanno il conto i sindacati, nel Ricovery Fund ci sono”.
E poi sabato 26 è in programma una manifestazione nazionale del Comitato ‘Priorità alla scuola’ alla quale hanno dato il loro sostegno anche i sindacati rappresentativi del comparto scuola, da Cobas a Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals. Senza dimenticare il dopo-elezioni, con le scuole interessate ai seggi elettorali che andranno immediatamente sanificate.
Insomma, non vorremmo essere nei panni non soltanto del Governo e della ministra Azzolina, ma anche e soprattutto di chi nelle scuola ci lavora e gli stessi studenti. I problemi non mancano e non mancheranno. Speriamo nella sana collaborazione di tutti. Perchè il futuro è per i giovani a cui il Covid ha già tolto tanto. Ed è ai giovani che fanno male slogan e polemiche…

Condividi:
Share
Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

Commenta

  • (non verrà pubblicata)