Scuola precaria. E con i precari sul piede di guerra

 

La grave carenza di docenti (ma non solo) sta mettendo a nudo i limiti di un'organizzazione messa a dura prova. La vicenda graduatorie
pubblicato il 20 Settembre 2020, 10:53
15 mins

E poi c’è la grande e mai risolta questione dei precari. La scuola non ha scoperto oggi, in tempi di Covid, problemi che risalgono a decenni. Ma oggi più che mai la grave carenza di docenti (ma non solo) sta mettendo a nudo una situazione che i vari Governi che si sono succeduti hanno soltanto tamponato.
Scrive il Cnps Taranto (Coordinamento nazionale precari scuola): “Per molte città italiane le scuole sono iniziate, in altre il 21 settembre e in altre ancora il 24. La costante però per tutte sono le cattedre vuote. Infatti, a dispetto di quanto proclamato dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, anche quest’anno la campanella è suonata con tante falle da colmare. E non è il Covid a spaventare i docenti, quanto il fatto che i precari sono ancora in attesa di essere convocati. Se prendiamo ad esempio Taranto e provincia, solo il 16 settembre c’è stata la ripubblicazione delle graduatorie provinciali (che erano state ritirate per le contestazioni di errori nel calcolo dei punteggi, ma che in numerosi casi non ha subito alcuna modifica con conseguenti ulteriori repliche) e le prime convocazioni per la scuola secondaria di primo grado. Ieri invece è toccata alla infanzia e primaria, ma come era prevedibile, la mole di lavoro é stata così intensa per l’opera certosina necessaria nell’analisi dei candidati, che gli uffici del provveditorato provinciale si sono intasati e hanno dovuto rimandare ad oggi (18 settembre) il resto. Di conseguenza ieri sera é giunta comunicazione di annullamento di convocazione per i docenti della scuola secondaria di primo grado. Quindi ribadiamo che quello paventato come un successo dalla ministra é invece un grande caos per docenti, segreterie e ovviamente alunni che, di questo passo, si ritroveranno in classe senza maestri e professori. Non era senza dubbio il momento più adatto per cercare di “restare alla storia” come il ministro dei concorsi: dopo un anno praticamente nullo a causa del lock down (perché la didattica a distanza non ha prodotto i frutti che vengono invece palesati da mesi), riaprire le GPS con modalità discutibili é inutile e dannoso. Ancora una volta la categoria docenti che è di fondamentale importanza, viene bistrattata, maltrattata e usata con una formula usa e getta insopportabile, nonostante la direttiva 1999/70/CE (che prevede la stabilizzazione dei precari dopo 36 mesi di contratto a tempo determinato, esattamente come è accaduto per il personale sanitario) soprattutto da chi della scuola dovrebbe conoscere ogni passaggio perché, a suo dire, ha già vissuto le stesse vicende. I precari sono stati accusati di non voler espletare il concorso: niente di più falso visto che la richiesta è di poter fare un concorso come nel 2018, che avrebbe evitato assembramenti nelle aule informatiche, sostituendo lo scritto computer based con un orale che avrebbe evidenziato le competenze acquisite durante gli anni di servizio con la strutturazione di una lezione e non dando mere risposte nozionistiche. Quindi Non va tutto bene se pensiamo inoltre che genitori, alunni ed insegnanti non sono ancora stati informati ufficialmente su come sarà il nuovo anno scolastico. Nonostante le richieste di distanziamento sociale e attenzione, si assiste alla creazione di classi pollaio (si pensi che nel nostro territorio è stata creata una prima elementare con ben 27 bambini), che vanno contro ogni norma anti covid. Ma purtroppo pare non ci siano altre soluzioni visto che i dirigenti sono stati lasciati soli nelle decisioni, con un organico ridotto e numerose problematiche da affrontare. Tutto a pochissimi giorni dalla riapertura”.

In tutto ciò, come già evidenziato dal CNPS, c’è la vicenda che sta creando grandi polemiche come le graduatorie. Ecco la lettera inviataci da docenti precari: “Siamo un gruppo di docenti precari della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, che vorrebbe sottoporre alla Vostra attenzione questa lettera, in cui abbiamo cercato di far chiarezza su quanto sta accadendo nel mondo della scuola circa le graduatorie scolastiche provinciali, altrimenti dette GPS. Da diverse settimane non mancano nei notiziari le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina circa la ripartenza in sicurezza ed efficienza della scuola, prevista per il 14 Settembre. Ora, tralasciando argomenti più dibattuti, quali i banchi monoposto, l’edilizia scolastica e le classi pollaio, non perchè non li riteniamo importanti, anzi, ma per non tediare nessuno con considerazioni ampiamente discusse, vorremmo porre l’attenzione su quello che sta accadendo a noi precari in questi giorni. Non più tardi della scorsa settimana, la Ministra ha dichiarato che quest’anno scolastico partirà senza il “solito balletto dei supplenti”, tuttavia quello che ha omesso è che quest’anno il balletto sarà una vera e propria coreografia di ricorsi. Spieghiamo meglio ciò che sta avvenendo. A partire dal 22 luglio al 6 agosto è stato possibile, per tutti gli aspiranti docenti, compilare l’istanza di iscrizione alle nuove graduatorie provinciali volute dalla Ministra. L’iscrizione veniva fatta online, attraverso una serie di autocertificazioni in cui ciascun candidato dichiarava titoli posseduti e servizi svolti. Una volta terminata la compilazione e l’invio delle domande, una piattaforma digitalizzata assegnava i punteggi alle varie dichiarazioni e un punteggio totale a ciascun candidato, in modo da stilare le suddette graduatorie. Per volere dell’O.M. 60/2020 le graduatorie sono state pubblicate in maniera definitiva e qui si apre la voragine. Alla pubblicazione delle graduatorie, molti di noi si sono visti assegnare punteggi errati, sia in positivo che in negativo, scavalcare da persone con zero punti di servizio e centinaia di punti di titoli, escludere dalle graduatorie stesse, il tutto senza possibilità di replica. A quel punto, ci siamo subito mossi con richieste di accesso agli atti e reclami in autotutela, ma gli errori per ciascuna graduatoria e, al suo interno, per ciascuna classe di concorso sono molti, per cui gli uffici scolastici provinciali si sono trovati con un numero esorbitante di richieste da un lato e la pressione del ministero ad aprire le scuole con “tutti i docenti in cattedra”, dall’altro. Ciò ha comportato la convocazione dei supplenti da graduatorie con evidenti e comprovati errori, che porteranno inevitabilmente a migliaia di ricorsi, ma non solo. Alcuni uffici scolastici hanno deciso di rettificare le graduatorie, ma nelle rettifiche non hanno nè incluso tutti coloro che avevano fatto presente gli errori nè controllato e corretto i punteggi di chi ha dichiarato più titoli di ciò che poteva. Le rettifiche quindi non hanno seguito il principio di non discrezionalità e le convocazioni, quindi, risultano falsate. Ma non è finita qui. Con l’istituzione delle nuove GPS, al momento della stipula di un contratto a tempo determinato, le segreterie scolastiche dovranno controllare tutti i titoli e i servizi svolti dal neoassunto e qualora ci fossero delle incongruenze, il contratto decadrà, ma la supplenza non andrà al candidato immediatamente successivo al neoassunto, ma al primo non occupato della graduatoria (e quindi potenzialmente, anche a un candidato con un punteggio più basso del candidato successivo al neoassunto, che magari, per paura di non lavorare, ha accettato una supplenza lontano da casa o uno spezzone, cioè una supplenza con meno ore di insegnamento e di conseguenza retribuita meno). Ma se pensate che sia finita qui, vi sbagliate, perchè è proprio qui che inizierà la coreografia dei ricorsi, in quanto se si dovesse verificare la situazione sopra descritta, il candidato successivo al neoassunto potrà presentare domanda di ricorso, poiché per far partire la scuola il 14 di settembre, i punteggi non sono stati controllati e si è permesso di convocare da graduatorie chiaramente errate o, ancor peggio, rettificate secondo criteri discrezionali e non definiti. Ecco, questo è quello che sta succedendo a noi precari storici della scuola, che non solo ci siamo visti scavalcare da persone con zero punti di servizio, ma che non abbiamo avuto nemmeno il diritto di vedere rettificati gli errori e di essere convocati secondo il giusto ordine in graduatoria. E detta come va detta, questa cosa ci fa arrabbiare moltissimo, soprattutto continuando a sentire dichiarazioni su quanto sia stato efficiente il sistema e su quanto, mai come quest’anno, la scuola ripartirà in ordine. La scuola non è in ordine e nessuno pensa alle conseguenze che tutto ciò avrà sui ragazzi. E’ un anno scolastico estremamente delicato, che segue mesi difficili, che avranno sicuramente degli strascichi a lungo termine e che potrebbe trasformarsi in un altro anno di didattica a distanza. Ma come possono essere fatte certe dichiarazioni? Abbiamo sopportato di tutto nell’anno scolastico 2019/20, sia come docenti di ruolo che come docenti precari, ma è mai possibile che l’opinione pubblica non venga smossa da ciò che in un modo o nell’altro entra in tutte le case? Per questo chiediamo aiuto. Aiutateci a far capire ai nostri colleghi di ruolo, ai dirigenti scolastici, alle famiglie, ai ragazzi quello che sta accadendo, la profonda ingiustizia che, per l’ennesima volta, siamo costretti a subire in silenzio e nell’ombra di dichiarazioni non veritiere. Chi ha scelto questo lavoro lo ha scelto come “Il Lavoro”, ha scelto di mettersi al servizio dei ragazzi e delle comunità, sapendo bene che è difficile, che è un settore in cui è più facile disinvestire che investire, che è un mondo competitivo dove da anni hanno seminato una politica di guerra tra i poveri, ma che è un mondo che regala soddisfazioni immense quando si capisce di aver fatto una piccola, minuscola differenza. Il Presidente dell Repubblica Sandro Pertini ha detto: ”Condizione essenziale di progresso è che all’interno della scuola, prima che altrove, maturi una nuova consapevolezza del valore ineliminabile del lavoro, delle responsabilità individuali, della solidarietà verso gli altri, quali che siano le loro idee, dell’integrità verso la cosa pubblica e nei rapporti privati.” Aiutateci a far si che la scuola sia davvero il posto descritto da Pertini. Aiutateci a sensibilizzare l’opinione pubblica che si è assopita. Aiutateci dando voce a chi voce non ne ha”.
Per questo un sit in sotto l’Ufficio scolastico provinciale, da qui un documento che ogni singolo docente ha inviato allo stesso. Ecco la lettera: “A seguito della convocazione prot. n. AOOUSPTA0010204 del 19/09/2020 con la quale si esplicano le procedure di conferimento dell’incarico di docenza a tempo determinato con la modalità Online, si precisa che la piattaforma prescelta non garantisce le regole di trasparenza e di sicurezza della stessa. Tra i problemi riscontrati: 1) l’impossibilità della ricezione di una copia del documento inviato 2) la facilità di accesso a Google Moduli da parte di chiunque 3) la mancanza di ordini di priorità né alle classi di concorso, né alle sedi, né al sostegno. Inoltre, la scelta delle 30 scuole, così come scritto nella convocazione, non é prevista dalla Ordinanza 60/2020. Le scuole delle provincia ionica, infatti, superano di gran lunga quelle previste dal documento. Ancora, le 30 sedi scelte non sono intese per ciascuna classe di concorso, ma per tutte, riducendo pertanto la scelta per ogni cdc a poche scuole; le convocazioni in presenza assicurerebbero invece di poter avere la disponibilità delle sedi di tutta la provincia in tempo reale. Inoltre tali procedure di convocazione coincidono con le elezioni e molti colleghi sono impegnati nei seggi. Il codice del sostegno della scuola secondaria di secondo grado è sbagliata, la classe di concorso AD01 è stata sostituita dal codice ADSS. Per quanto ciò premesso, chiedo l’annullamento di questa modalità di convocazione e la convocazione in presenza”.
Insomma, un vero e proprio caos. Come ne uscirà la scuola, tra emergenza sanitaria e un’organizzazione che è stata messa ed è a dura prova?

Foto www.ilfaroonline.it

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