La Cantiga de la Serena: viaggio nel Mediterraneo raccontando la sorte

 

Per “Pontos. Il mare che unisce” nel chiostro del MArTA il concerto de La Cantiga de la Serena coi i suoni dei popoli del Mare Nostrum
pubblicato il 20 Settembre 2020, 18:19
3 mins

Un progetto che spazia in tutto il Mediterraneo non tralasciate né la cultura locale, quella pugliese, né quella mediorientale o spagnola. Quindi il filo conduttore è il mare per La Cantiga de la Serena che si esibito quest’oggi per “Pontos. Il mare che unisce”, una rassegna di eventi artistici legati alla cultura del mare, comunità e identità grazie al progetto FISH & C.H.I.P.S (Fisheries and Cultural Heritage, Identity, Participated Societies) – finanziato dal Programma INTERREG V/A GRECIA – ITALIA 2014/2020, di cui il MArTA è partner progettuale associato.

E proprio nel chiostro dei museo i tre musicisti Fabrizio Piepoli (voce, santur, shruti box, chitarra, tar), Adolfo La Volpe (oud, cetra corsa,bouzouki irlandese) e Giorgia Santoro (flauto, flauto basso, bansuri, xiao, cimbali) hanno presentato il loro ultimo lavoro nello spettacolo “La Fortuna canti di gioia, di preghiera e d’amore dal Mediterraneo”.

“Il primo disco si chiama ‘La serena’” racconta Giorgia Santoro, “che è il canto della sirena e parla proprio di storia del mare. Il secondo è ‘La Fortuna’, che è la sorte, la storia di un uomo in mezzo al mare che incontra la sua sorte. Il progetto nasce con l’intenzione di recuperare e rielaborare la musica antica del bacino del Mediterraneo, spaziamo dalla musica ebraico-sefardita, alle cantigas de Santa Maria, alle tarantelle del Gargano, fino alla musica provenzale, a quella che viene dalla Macedonia e ai canti del Salento.

C’è una grossa ricerca, non solo musicale, ma anche dei testi e della lingua. Infatti usiamo diverse lingue, come il ladino che è quella degli ebrei sefarditi, poi il provenzale o l’arabo, perché il nostro progetto vuole essere un incontro di culture, per cui nella danza sefardita inseriamo un canto arabo.”

Il vostro è un pubblico scelto, come reagisce alle vostre sonorità e soprattutto stanno aumentando i cultori che apprezzano questo genere? “Sì, la risposta del pubblico è sempre molto entusiasta e curiosa. Ci chiedono informazioni sulla storia dei brani, sulla lingua, sul perché abbiamo scelto questo genere e noi raccontiamo che questo repertorio rappresenta uno spaccato di un periodo, di una Spagna illuminata, di re Alfonso X, nel quale convivevano pacificamente tre religioni, quindi un incontro di culture, di tradizioni musicali che diventano arricchimento reciproco. Quindi attraverso la musica veicoliamo questo messaggio.”

Un viaggio musicale seducente, ricco di spiegazioni e di sonorità ancestrali e popolari, pieno di evocazioni, di rive e di approdi.

 

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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