MediTa: Amii Stewart in “Dear Ennio!”

 

pubblicato il 19 Settembre 2020, 20:53
7 mins

«Sarò sempre riconoscente al maestro Ennio Morricone, per quanto lui ha inciso nella mia vita artistica; insieme a lui ho realizzato un album intero, “Pearls”, da “My heart and I” a “Here’s to you”, proseguendo con i temi della Piovra, Il Segreto del Sahara e Nuovo Cinema Paradiso». Amii Stewart, una delle tre star ospiti nella “tre giorni” del MediTa, la manifestazione promossa dal Comune di Taranto in collaborazione con l’Orchestra della Magna Grecia, è legatissima al nostro Paese nel quale vive da anni. Ha collaborato con grandi artisti, da Moroder a Piovani, da Mike Francis a Morandi, ma Morricone, al quale dedicherà un concerto, “Dear Ennio!”, in programma sulla Rotonda del Lungomare giovedì 24 settembre, è il personaggio al quale è rimasta più legata.

«Mi ha insegnato a non porre limiti alle mie possibilità vocali – dice l’artista americana – confesso che la prima volta che l’ho incontrato ero tesa, direi terrorizzata: temevo di non essere in grado di cantare nel modo in cui a lui sarebbe piaciuto; lui, che aveva immediatamente compreso tutta la mia emozione nel trovarmi di fronte al più grande dei compositori contemporanei, agì con grazia e tatto: mi mise subito a mio agio, trattandomi da artista autentica, facendo anche più del dovuto, incoraggiandomi nel non avere dubbi sul mio talento e credere nel mio strumento vocale. Nonostante avessi avuto un successo internazionale, grazie a quel primo incontro e alle successive collaborazioni, ho avuto più fiducia in me stessa, non solo come cantante, ma anche come persona».

Fra gli ultimi, personali successi di Amii Stewart, la recente collaborazione con Alessandro Quarta con il quale ha tenuto il tour “The Voice & The Violin”, e la partecipazione in veste di ospite allo spettacolo di Gianni Morandi, “Una storia da cantare”. Una delle canzoni a cui è più legata è “Knock on wood”, milioni di copie vendute in tutto il mondo, ma per lei il più grande successo conquistato è la libertà. contribuito a rendere famoso ruota attorno al concetto di libertà: «Sei uomo, donna, gay – ha dichiarato in pubblico – non ci sono differenze, è l’umanità la più grande festa!”».

Una prima esperienza con l’Orchestra della Magna Grecia, cinque anni fa. «Nell’occasione – ricorda l’artista nata a Washington – cantai Morricone, brani italiani popolari in tutto il mondo, i Beatles, momenti piano e voce e un medley dedicato a Duke Ellington, un momento di grande emozione, specie se realizzato con l’ausilio dell’orchestra; quando salgo su un palco, qui in Italia, il mio desiderio è sempre lo stesso: esprimere la mia felicità, il mio amore che ho nei confronti dell’Italia e gli italiani».

Il suo rapporto con la musica, le canzoni e gli autori che interpreta. «Scrivo i testi, non la musica: mi affascina l’idea di mettere su carta un’opera bellissima e far sognare la gente; l’interpretazione della canzone, nasce dal rispetto per l’autore che ha scritto il brano: dopo che l’ho imparato nota per nota, provo a dare il mio contributo di interprete, sempre osservando massimo rispetto per brano e l’autore».

Il successo e il sogno, secondo Amii Stewart. «Il successo è la libertà, dicevo; in quanto ai sogni, ne ho tanti, senza questi saremmo poca cosa: amo riprendere canzoni, tenere concerti sempre diversi fra loro; non nascondo, infine, che mi piacerebbe molto fare cinema; in teatro ho fatto la mia brava esperienza con il musical: lavorare mi fa sentire viva, sempre più dinamica, è un po’ come rigenerarsi».

Ennio Morricone, il grande compositore e direttore premiato con gli Oscar, ha sempre avuto grande rispetto per orchestra e orchestrali. Prima del suo lavoro veniva la gente, i collaboratori, i musicisti con i quali avrebbe lavorato. Fra le rinunce, non esistendo le condizioni giuste, una collaborazione con la Rai, qualcosa che da quel momento cambiò il suo rapporto professionale con la tv nazionale.

«Con la Rai ho chiuso. L’ultima volta mi hanno cercato per un’opera di Alberto Negrin. Mi hanno detto: “Ci sono 10 mila euro per lei e per l’orchestra”. Ora, io posso anche decidere di lavorare gratis per la tv del mio Paese, ma i musicisti vanno rispettati. Incidere una colonna sonora con un’orchestra costa almeno 20, 30, forse 40 mila euro. È stato un momento di grande imbarazzo. Così ho dovuto dire: basta, grazie. Non credo mi richiameranno. È una storia finita. Li capisco. Sono ristrettezze necessarie, le condivido anche; ma non posso chiedere ai musicisti di suonare a loro spese».

Tre gli appuntamenti con il MediTa, Festival della Cultura mediterranea, con la direzione artistica del maestro Piero Romano: Amii Stewart in “Dear Ennio!”, giovedì 24 settembre alle 21.00 (ingresso 25, 20 euro); Sergio Bernal balla il Bolero di Ravel, venerdì 25 settembre alle 21.00 (ingresso 20, 15 euro); Achille Lauro & Orchestra della Magna Grecia, versione sinfonica dei successi del cantautore in anteprima assoluta, sabato 26 settembre alle 21.00 (ingresso 35, 30 euro).

Abbonamenti e biglietti. L’assegnazione dei posti a sedere tiene conto delle norme sul distanziamento imposto dalle norme anti-Covid. A tale proposito, prima degli eventi personale incaricato dall’organizzazione ritirerà moduli di autocertificazione Covid-19, scaricabili dal sito dell’Orchestra Magna Grecia (www.orchestramagnagrecia.it).

Info: Orchestra della Magna Grecia, via Giovinazzi 28 (392.9199935); via Tirrenia 4 (099.7304422) I biglietti per assistere agli eventi in programma al MediTa potranno essere acquistati anche online sulla piattaforma eventbrite

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