Goi, libero di scoprire Taranto

 

pubblicato il 19 Settembre 2020, 10:17
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Una volta, diciamo almeno venticinque anni fa, le squadre di pallavolo del Sud di serie A avevano difficoltà a far scendere campioni stranieri o giocatori italiani provenienti dal Nord. Come ha più volte raccontato coach Di Pinto, la pallavolo italiana al massimo si fermava a Macerata. Poi vennero Roma, Taranto, Vibo Valentia che cominciarono ad acquisire credibilità nell’ambiente e ad ingaggiare giocatori di una certa importanza.

Oggi il gap tra Nord e Sud nel volley si è assottigliato e assistiamo al curioso caso della Prisma Taranto che in squadra, paradossalmente, ha più giocatori provenienti da città distanti centinaia e centinaia di chilometri (Parodi dalla Liguria, Coscione dall’Emilia-Romagna, Alletti e Gironi dalla Lombardia, Hoffer e Cottarelli dal Veneto, Persoglia dal Friuli). Tra questi il libero ventottenne Riccardo Goi, nativo della provincia di Mantova che non ha avuto alcun dubbio nel tentare la prima avventura in carriera nel Sud Italia.

Avevo voglia di fare una esperienza nuova di vita. Ero curioso di vivere una stagione sportiva al Sud. Sono molto contento di questa scelta” – dichiara al telefono – e quando parla del suo approccio con una città dalle mille contraddizioni come Taranto usa un tono entusiasta, come se avesse scoperto una città differente da quella raccontata dai media:”Ne parlavo proprio qualche giorno fa con un amico. Sono venuto apposta una settimana prima dell’inizio del ritiro per ambientarmi, per girare la città e i dintorni. Devo dire che è un peccato che Taranto venga sempre associata all’Ilva. Ha un territorio che offre molto sotto tutti i punti di vista, dal mare all’entroterra. Solitamente è fuori dai classici itinerari turistici della Puglia che però è una regione molto estesa in lunghezza. C’è questa moda di andare a trascorrere le vacanze in Salento mentre la gente riguardo Taranto è frenata e magari non si informa adeguatamente su quanto può offrire ad un turista. E’ stata davvero una bella scoperta”.

Cosa spinge un giocatore di pallavolo, nel pieno della carriera, dopo sette stagioni consecutive in serie A/1 ad accettare una sfida in A/2 e per giunta in un club del Sud a centinaia di chilometri da casa?

Puòsembrare una scelta azzardata ma non lo è. Ho visto il campionato di A/2 crescere tantissimo di livello, credo che il prossimo sarà il più competitivo degli ultimi anni- afferma il giocatore lombardo – “Sono venuto in un club che ha un suo passato, che si è ristrutturato bene ed in pochissimo tempo, che ha una organizzazione da categoria superiore ed una squadra composta da tanti ragazzi che hanno militato in A/1. La mia è stata una scelta ponderata. Ho guardato al progetto propostomi e pensato che sarebbe stato più stimolante togliersi qualche soddisfazione in A/2, magari divertendosi anche, che disputare un campionato anonimo in Superlega.

Hai chiesto informazioni a qualcuno sul tuo nuovo club?

Ex compagni di squadra, a Ravenna, come Patriarca o Bari – che in passato hanno giocato a Taranto – mi hanno parlato molto bene della società e della città.

Se avessi chiesto di Taranto o del club a Cantagalli (suo allenatore a Reggio Emilia e giocatore della Prisma Volley nella stagione 2004-05, quella della retrocessione in A/2) o Bonitta (suo allenatore a Reggio Emilia e Ravenna ed allenatore, poi dimessosi, per circa un mese della Prisma Martina Franca tra novembre e dicembre del 2008) forse non avresti accettato…..

Allora sono stato fortunato a chiedere notizie alle persone giuste (ride….,ndc)

A proposito di coach, che impressione ti ha fatto Di Pinto?

Ottima, stiamo lavorando bene. E’ un allenatore molto competente , pretende tanto da noi ma è giusto così. Dovevamo ritrovare una condizione fisica ottimale specie dopo lo stop per il Covid.

In carriera ti sei ispirato a qualche giocatore del tuo stesso ruolo?

No, però ho avuto la fortuna di aver come compagno di squadra Andrea Bari che mi ha insegnato tante cose ed ha messo la sua esperienza a disposizione dei compagni più giovani. Nonostante con Trento avesse vinto tutto a livello nazionale ed internazionale, quando abbiamo giocato assieme a Ravenna si è rivelata una persona dalla grande umiltà ed ancora oggi mi tornano in mente alcuni suoi consigli tecnici. Mi è sempre piaciuto il suo carattere ed è stato uno che si è guadagnato, con il duro lavoro in palestra, quel che ha raggiunto.

La Prisma Volley è tra le favorite per la vittoria del torneo di A/2. Quali saranno le avversarie più dure da affrontare?

Sarà un torneo di gran livello. Ci sono tante squadre, tutte molto ben attrezzate. Mi vengono in mente Siena, Castellana, Cuneo, Bergamo e Brescia, tutte compagini che potranno lottare per le prime posizioni in classifica. Noi tutti speriamo, anzitutto, di ritornare a giocare e poi di riavere sugli spalti il pubblico. Sono venuto a Taranto anche perchè mi hanno parlato molto del pubblico caloroso e spero di poterlo avere presto come nostro alleato contro i team avversari.

*credit foto: www.legavolley.it – www.trentinovolley.it

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