Porto, l’Authority media tra Yilport e sindacati

 

Nuovo incontro tra le parti negli uffici dell'Autorità Portuale: al centro i numeri del piano industriale che ancora manca
pubblicato il 18 Settembre 2020, 18:02
8 mins

Un incontro per provare a riportare il sereno dopo i nuvoloni minacciosi delle scorse settimane. Ma il percorso da percorrere è ancora lungo. Può essere più o meno questa la sintesi dell’incontro che si è svolto questa mattina presso gli uffici dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, tra il presidente Sergio Prete, i sindacati di categoria FiltCgil, Fitcisl, Uiltrasporti di Taranto e la holding turca Yilport compagnia del gruppo Yildirim Holding a.s., concessionario del molo polisettoriale di Taranto attraverso la società San Cataldo Container Terminal, rappresentata dalla general manager Raffaella Del Prete.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/09/08/porto-lautorita-incontrera-yilport-e-sindacati/)

Nella stringata nota diramata dall’Autorità Portuale, si legge che la riunione odierna era finalizzata “a chiarire alcuni aspetti emersi durante l’ultima riunione relativa alle relazioni industriali tra sindacati e azienda” svoltasi lo scorso 3 settembre negli uffici di Confindustria Taranto.

“Pur nel rispetto dei ruoli – prosegue la nota dell’Authority – è stata ribadita la volontà comune di supporto e valorizzazione del progetto complessivo di sviluppo che deve essere aderente all’atto di concessione e deve contemperare l’ambizione del terminalista e le grandi aspettative territoriali con l’impatto non ancora cristallizzato del Covid”.

Ma è nelle ultime righe della nota stampa che si staglia un aspetto della vicenda, già emerso da tempo. “Dopo approfondita discussione l’AdSP ha proposto un modello di confronto con SCCT finalizzato al monitoraggio e realizzazione degli interventi di riqualificazione del terminal“. In pratica questo significa che a prescindere dalla crisi economica mondiale causata dalla pandemia da Covid-19, lo sviluppo dei traffici dello scalo ionico e l’aumento dei livelli occupazionali, saranno proporzionali allo sviluppo del terminal soprattutto da un punto di vista impiantistico.

Pare infatti che il gruppo turco per il futuro semrebrerebbe deciso a puntare anche su ro-ro, project cargo, general cargo e rinfuse.

Non è un caso se la nota infatti così si conclude: “OO.SS. e SCCT, inoltre, hanno condiviso la necessità di riprendere immediatamente le relazioni industriali al fine di individuare i livelli occupazionali futuri consentendo, altresì, la prosecuzione del percorso per il prolungamento dell’attività dell’Agenzia Taranto Port Workers“. L’Agenzia dove sono confluiti i quasi 500 ex lavoratori TCT

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/09/04/yilport-rivede-il-piano-industriale-sindacati-delusi/)

I numeri della discordia

Dunque, dal prossimo confronto si dovrebbe tornare ad affrontare il tema dei numeri di un piano industriale che al momento è stato soltanto abbozzato dalla società, nella riunione dello scorso 3 settembre.

Nelle slide di presentazione di una bozza del piano industriale e occupazionale che Yilport rese noto lo scorso dicembre, e che noi riusciammo a visionare, i numeri erano questi.

Il traffico merci

Per quanto concerneva il traffico merci, Yilport prevedeva di incrementare il volume dei container a 500 tonnellate entro il 2019. Per poi passare ad 1,6 milioni di tonnellate di TEU (l’unità di misura dei container) tra il 2021 e il 2024, per poi portare il volume a 2,6 milioni entro il 2036 ed infine arrivare alla soglia dei 4 milioni di TEU entro il 2045. Ricordiamo che la concessione richiesta dalla multinazionale turca copre un arco di 49 anni.

Nella riunione del 3 settembre scorso invece, stando alle indiscrezioni pubblicate (sulla stampa specializzata e dal Quotidiano di Taranto) ma che non ci sono state confermate, Yilport stimerebbe nel 2021 un traffico pari a 65mila Teu, nel 2022 si passerebbe a 115mila, nel 2023 a 291mila ed infine nel 2024 450mila.

Di fatto dunque, un traffico inferiore per i prossimi cinque anni anche alla sola prospettiva del 2019.

(leggi tutti gli artcoli sulla Yilport https://www.corriereditaranto.it/?s=yilport&submit=Go)

Il piano occupazionale

Per quanto riguardava invece il piano occupazionale, sempre secondo le slide che visionammo, la forbice era più ampia e copriva un arco di tempo che andava dal 2019 al 2064. E copriva quattro categorie di personale: operai, impiegati, magazzini e manutenzione.

Per il 2019 era prevista un’occupazione pari a 108 unità; per il 2022 erano previste 425 unità; per il 2029 si parlava di691 unità; per il 2036 si arrivava a 798 unità; per il 2039 si raggiungeva la quota di 851 unità, che sale a 1.091 nel 2049, 1.404 nel 2059, 1.509 nel 2062 ed infine nel 2067 si toccherebbe la cifra di 1.706 unità. L’aumento cresente e maggiore si registrava nella categoria degli operai.

Nella riunione di giovedì 3 settembre invece, Yilport avrebbe comunicato questi numeri, a fronte del riassorbimento dei primi 68 lavoratori ex Tct nei mesi scorsi: 107 assunzioni a fine 2020 che diventerebbero 188 nel 2021, salirebbero a 276 nel 2022 e arriverebbero a 335 nel 2023.

Anche in questo caso i numeri dei prossimi quattro anni sarebbe inferiori a quelli previsti inizialmente per il 2022.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/01/10/porto-yilport-inizia-selezione-lavoratori-ex-tct2/)

Tempi più lunghi anche per il revamping delle gru e della messa in esercizio

Dalle poche righe diramate dai sindacati e dalle poche dichiarazioni rilasciate dopo l’incontro delle settimane scorse, è sembrato di capire che non ci sia grande soddisfazione nemmeno nella gestione dei cantieri attualmente aperti per il revamping delle gru. Per il quale Yilport prevede di spendere 23 milioni di euro sino al 2023, a cui seguiranno due mesi di verniciatura per ogni singola grue altri due mesi per il processo di rimessa in servizio. Di fatto scavallando il tutto al 2024.

Infine, il revamping della prima locomotiva per la riqualificazione dei collegamenti ferroviari (che Yilport e Autorità Portuale ritengono strategica per il futuro) è previsto per il 2021, con il revamping della seconda previsto soltanto in funzione dei volumi dei futuri traffici.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/01/15/porto-yilport-commessa-revamping-gru-ad-azienda-finlandese/)

Il porto strategico per il futuro: non si dovranno perdere altri anni

Certamente toccherà all’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio, guidata da Sergio Prete, continuare a ricoprire il ruolo non semplice di mediatore tra le parti.

Bisognerà adesso capire il perché siano stati modificati e rivisti in questa quantità i numeri del piano industriale triennale. Certamente anche i cantieri in corso, dopo la sospensione durante i lockdown, hanno subito un rallentamento.

Ma è d’obbligo ritrovare la giusta serenità tra le parti e soprattutto è necessaria grande chiarezza da parte della società, visto che il porto, e tutto ciò che è ad esso connesso, è l’architrave su cui si dovrà reggere il futuro economico della città di Taranto e della sua provincia (come cerchiamo di far capire da almeno 20 anni). Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sul porto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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