Marsili: il capitano che preferisce i fatti alle parole

 

pubblicato il 18 Settembre 2020, 15:11
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Max Marsili, centrocampista di 33 anni, romano di nascita ma ormai tarantino d’adozione (vive a Taranto avendo sposato una nostra concittadina) è alla sua quarta esperienza in riva allo jonio. Ha, infatti, vestito il rossoblù nella stagione 2007/08 (21 presenze), nelle stagioni dal 2014 al 2016 (63 presenze), dal dicembre 2017 al giugno 2019 (46 presenze) e nella stagione che sta per cominciare essendo stato ingaggiato dalla stessa società che lo scorso anno lo lasciò andare a Bitonto. Lo abbiamo intervistato per sapere qualcosa di più su questo nuovo Taranto, partendo dalle sue sensazioni personali. Più a suo agio in campo, Marsili, ha risposto alle nostre domande in maniera telegrafica, compita, a tratti diplomatica, in linea con la nouvelle vague della comunicazione attuale del club rossoblù che vuole tenere quanto più distante la squadra dal clima esterno, contestatorio, polemico e sarcastico degli ultimi mesi.

Ti ha fatto male lo scorso anno lasciare Taranto?

E’ chiaro che mi sarebbe piaciuto restare ma è stata una decisione presa dallo staff tecnico quella di non confermarmi.

Ora ti hanno affidato la fascia di capitano. Cosa significa per te?

Significa tanto, a Taranto mi sento di casa, conosco bene l’ambiente ed è una responsabilità della quale vado orgoglioso.

Hai militato con il Taranto per ben quattro delle ultime otto stagioni di serie D. Per uscire venire fuori dai Dilettanti cosa serve?

Non c’è una ricetta particolare. Oltre ad avere una squadra competitiva, di sicuro serve fortuna, unità d’intenti e saper affrontare i tanti ostacoli che si trovano sul cammino.

Come si affronta il clima di diffidenza che c’è intorno a questa squadra?

Vincendo le partite, lottando su ogni pallone e sudando la maglia. Si sa che quella che indossiamo è una maglia molto importante. Se i tifosi vedranno fare ai giocatori quello che ho detto prima, l’entusiasmo potrà tornare gradatamente. Ripeto i tifosi dai giocatori vogliono vedere grinta ed attaccamento alla maglia.

Cosa manca alla rosa attualmente a disposizione del tecnico Laterza?

Per me stiamo bene così. Stiamo migliorando sempre più la nostra condizione fisica e stiamo cercando di trovare il giusto affiatamento in campo. Il mercato? Sono questioni della società. Sa bene come operare.

Una caratteristica che risalta all’occhio del nuovo Taranto è che ci sono tanti giocatori longilinei, in molti superano i 180 cm di altezza. Rispetto al passato si potrebbero sfruttare meglio le palle alte?

Il mister sa come far emergere al meglio le caratteristiche di ognuno di noi. E’ normale che una squadra con molti giocatori alti può essere sfruttata in maniera differente.

Un ultima domanda. Ti piacerebbe chiudere la carriera in maglia rossoblù?

Certo che si. Me lo auguro. Ho la mia famiglia qui. Vivo da anni a Taranto. Non è una piazza come tutte le altre, ti entra nel cuore.

credit foto – pagina fecebook taranto fc1927

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