Aeroporto ‘Arlotta’, la Tayaran Jet ci ha provato

 

Subito disponibile, la compagnia bulgara, dopo aver fatto richiesta alla Regione, non ha più ritenuto “sostenibile il progetto”
pubblicato il 18 Settembre 2020, 19:30
3 mins

Aeroporto ‘Arlotta’ Taranto-Grottaglie, uno degli oggetti del ‘desiderio’ di una comunità che non riesce proprio a sfruttare. Eppure, è lì. Eppure, è efficiente. Eppure, viene utilizzato per i Dreamlifter, così come per voli di Stato, per i charter. Eppure, viene usato per testare i droni. Insomma, uno scalo aereo pronto. Eppure… non per i voli passeggeri.
Già, perchè negli anni la Regione Puglia, e di conseguenza Aeroporti di Puglia, ha sempre mostrato – diciamo così – difficoltà nel reperire compagnie aeree disponibili per l’utilizzo passeggeri dell’Arlotta. Ciò nonostante l’inserimento tra gli aeroporti nazionali, ciò nonostante ancora la possibilità di sfruttare la Continuità territoriale. Fermiamoci qui, perchè negli anni qualche timido (o forse no…) approccio da parte di alcune compagnie c’è stato, ma non se n’è mai fatto nulla. Questione di bandi? Di campanilismo? Di strategie differenti (quante vote abbiamo sentito parlare di voli cargo, suborbitali o altro ancora)? Diciamo anche che la storia la conoscono un po’ tutti, ma è netta la sensazione che per l’Arlotta un futuro differente da quello attuale sembra non faccia parte dell’attuale indirizzo politico.

Detto questo, e al netto delle polemiche che ciclicamente si ripropongono tra associazioni (ma non solo) che si battono per la riapertura dell’Arlotta e la Regione Puglia, c’è un fatto reale che va raccontato.

Nei primi mesi di quest’anno (parliamo tra gennaio ed aprile, con tanto di richiesta ufficiale) la compagnia bulgara Tayaran Jet ha avanzato richiesta di poter utilizzare l’aeroporto ‘Arlotta’ per rotte verso Roma, Milano, Catania e Tirana (o altre eventuali), puntando anche sulla possibilità di sfruttare incentivi economici quali co-marketing, lowcost (per traffico inferiore a 1 milione di passeggeri), ma anche puntando sul fatto che lo scalo è aeroporto di Continuità territoriale. Insomma, la Tayaran Jet guardava al potenziale bacino d’utenza tra bassa Puglia, Basilicata e Nord Calabria. Spingendosi, secondo nostre informazioni riscontrate, anche con disponibilità immediata con o senza incentivazioni economiche regionali. Per la cronaca, la Tayaran Jet era già in grado di utilizzare tre Boeing 737-300 (circa 150 passeggeri).
Vi chiederete: com’è andata a finire? Sapete già la risposta: nulla di fatto. La notizia abbiamo voluto verificarla interpellando direttamente la compagnia. Ecco la risposta: “Buonasera direttore, le confermo dei contatti con la governance degli aeroporti di Puglia per attivare delle rotte. Come accade in ogni trattativa, non abbiamo trovato sostenibile il progetto. Nient’altro”, a firma del dott. Gabriele Giannone, capo dell’Ufficio Stampa della compagnia.
Commenti? Li lasciamo volentieri a voi lettori…

Condividi:
Share
Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

5 Commenti a: Aeroporto ‘Arlotta’, la Tayaran Jet ci ha provato

  1. Gico

    Settembre 18th, 2020

    Il tarantino è amante dell’orto altrui. Preferisce usufruire di aeroporti, università stazioni ferroviarie di altre città ma non averne una vicino al suo concittadino perché potrebbe trarne un piccolo ritorno economico. Si pavoneggia quando i figli frequentano università lontane, usufruisce dell aeroporto di Bari etc. Sia chiaro che a queste condizioni nessuno degli amati forestieri con altruismo si priverà di sedi universitarie, aeroporti e quindi della relativa economia di ritorno. A Taranto ancora non si è capito che bisogna remare tutti insieme con un pizzico di egoismo e battere i pugni sui tavoli che contano senza farsi corrompere per un piatto di lenticchie. Infine la popolazione deve svegliarsi, essere partecipe e ribellarsi non : ( ” ce me ne futt a me ” )

    Rispondi
  2. Domenico

    Settembre 19th, 2020

    Forse la soluzione potrebbe essere consorziare i tre aereoporti di Bari, Brindisi e Taranto (Grottaglie). Invece di mettersi in concorrenza, potrebbero integrarsi per offrire, al bacino di utenza, una proposta di destinazioni più ricca, attraente e sinergica. Per farlo, è indispensabile migliorare i collegamenti fra le tre sedi (ferroviario, stradale e con adeguati servizi navetta accessibili), rendendoli più rapidi ed efficienti. Voler procedere da soli, con tre Direzioni e tre apparati organizzativi distinti, è una soluzione costosa e, concorrenzialmente, improponibile.

    Rispondi
  3. Fra

    Settembre 19th, 2020

    Sicuramente voi giornalisti avete il quarto potere che non sapete usare probabilmente e me ne dispiace ,si perché a volte riuscite a cambiare le menti dei più labili e a confondere anche i più scettici . Taranto ha bisogno di più informazione e coinvolgimento ,gli amici del pro aeroporto tacciono o parlano soltanto quando il misfatto è compiuto . Adesso parliamo di Emiliano e teniamoci pronti a farlo fuori ne abbiamo piene le balle di lui ,delle sue menzogne e di Brindisi e Bari che temono la concorrenza . Ammetto le nostre incapacità strutturali dovuto a tanti anni di dissesto e quant’altro ,ma non dimentichiamo chi ci ha fatto da rappresentanza in questi anni ,Borraccino ,l’onorevole Ermellino e tutti gli scagnozzi che ci hanno remato contro ,tarantini sveglia questa gente ci sta distruggendo e non fa che parlare di Ilva e basta ,ma Taranto merita altro più che un acquario abbiamo bisogno di infrastrutture serie e concrete che ci portino via e subito da questo inferno .

    Rispondi
  4. jacopo

    Settembre 20th, 2020

    I soldi spesi per l’aerostazione, il piazzale sosta e la taxiway sono stati buttati nel cesso. Che compagnia mai potrà decidere di andare in un aeroporto senza nulla avendone due a 5o km? Solo degli illusi o fantasiosi “esperti” possono crederci.
    Hanno aperto un bando per l’aviazione generale ed ha risposto 1 solo. Mesi fa ne fecero uno per le compagnie e hanno risposto… zero!
    P.s.
    Tyaranjet ha solo 2 obsoleti 737-300 e fa già 5 scali. Cosa poteva assicurare sono solo le illusioni di qualcuno.

    Rispondi
  5. Antonio

    Settembre 20th, 2020

    Alla vigilia di ogni elezione ritorna a galla l’aeroporto civile di Grottaglie.
    Già nel 1970 c’erano i voli con i DC9 della compagnia ATI che pensate provenivano da Brindisi. Dopo un po’ di tempo si chiuse tutto, ed eravamo in pieno boom economico. Il suo momento di gloria, l’aeroporto di Grottaglie , lo ha vissuto durante la guerra dei Balcani, dopo il buio.
    Possiamo pensare che dopo 50 anni, in piena crisi economica, si possa aprire ai voli civili?

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)