Vertenza SystemHouse, protesta Usb e lavoratori

 

Il sindacato di base denuncia una pensante riorganizzazione del lavoro che ha portato ad otto giorni di sciopero
pubblicato il 17 Settembre 2020, 17:50
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Una conferenza stampa convocata dall’Usb Taranto, presso la sede in Corso Umberto 169 a Taranto, per ritornare sulla vertenza dei lavoratori di SystemHouse che chiedono “un’equa distribuzione dei nuovi carichi di lavoro. Da qui la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori del call center che hanno deciso di mobilitarsi, con la manifestazione di sciopero di otto giorni che terminerà sabato 19 settembre”. E’ quanto si legge in una nota da firma di Giuseppe Maniglia, Coordinatore del settore USB TLC Taranto e Francesco Marchese del Coordinamento Provinciale Usb Taranto.

Al centro del contendere “l’estensione delle attività del servizio clienti a 7 giorni settimanali, avvenuta senza un reale confronto con le rappresentanze sindacali, che ha determinato un netto peggioramento nella conciliazione dei tempi di vita delle lavoratrici e dei lavoratori del call center tarantino. Fino al punto da determinarne la lunga mobilitazione in atto” affermano dall’Usb.

Prima dell’estate, ricordano dall’Usb, “il tentativo aziendale di imporre la stessa riorganizzazione del lavoro era fallito sotto i colpi della protesta, ma a distanza di poco più di un mese la direzione dell’ RTI System House-System Data Center che gestisce le attività del call center di via della Transumanza è tornata alla carica, introducendo i nuovi turni di lavoro e rinviando nuovamente il confronto con le organizzazioni sindacali”.

“Il problema non è l’estensione dei turni al sabato e alla domenica – proseguono i sindacalisti – ma la ripetuta indifferenza aziendale di fronte alle comprensibili richieste dei lavoratori che chiedono un’equa distribuzione dei nuovi carichi di lavoro e interventi per migliorare la conciliazione dei tempi di vita familiare. Queste sacrosante necessità potevano e dovevano essere affrontate con un confronto reale con le organizzazioni sindacali, ma l’azienda ha deciso di forzare la mano e imporre unilateralmente la sua decisone. Da qui la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori del call center che hanno deciso di mobilitarsi, proclamando 8 giorni di sciopero fino al 19 settembre”.

“Nonostante l’alta partecipazione allo sciopero, mancano tuttavia segnali di una concreta disponibilità al confronto. Anzi – aggiungono i due rappresentanti dei lavoratori – abbiamo notizia del tentativo aziendale di rompere l’unità dei lavoratori attraverso convocazioni separate delle organizzazioni sindacali di categoria, in date differenti. Per scongiurare l’ipotesi di una simile strategia, che mira ad indebolire le capacità negoziali dei lavoratori – concludono i due sindacalisti – nei prossimi giorni ci riuniremo nuovamente in assemblea per valutare le modalità per proseguire la mobilitazione”.

(leggi gli articoli sulla vertenza System House https://www.corriereditaranto.it/?s=sistem+house&submit=Go)

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