Scalfarotto, “Rivoluzione in Sanità: abbattimento liste d’attesa e creazione nuove Case della Salute”

 

pubblicato il 17 Settembre 2020, 16:15
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«Per troppi anni, sulla sanità, in regione ci si è presi in giro. Abbiamo bisogno di rivoluzionare e migliorare il sistema sanitario, e noi abbiamo le idee chiare: creare vere e proprie case della salute diffuse capillarmente sul territorio, replicando il sistema sanitario toscano».

Lo dichiara Ivan Scalfarotto (Italia Viva), candidato alla presidenza della Regione Puglia.

«Le case della salute – continua Scalfarotto – saranno un luogo fisico dove i cittadini troveranno l’assistenza dei medici di base, la guardia medica attiva h24, la possibilità di prenotazione esami e visite attraverso un Cup, ambulatori specialistici, il centro prelievi e vaccinazioni. Queste strutture non sostituiranno gli ospedali, ma andranno ad aggiungersi a loro. Inoltre, all’interno delle case della salute ci saranno servizi di welfare, e daremo soprattutto attuazione all’istituzione della nuova figura dell’infermiere di famiglia che il Governo ha recentemente introdotto con il DL Rilancio».

«L’infermiere di famiglia e comunità è già operativo in altre regioni ed è un professionista responsabile dei processi infermieristici in ambito familiare e di comunità e sarà a disposizione dei cittadini Pugliesi promuovendo l’adozione di corretti stili di vita, comportamenti adeguati e gestione dei processi di salute individuali, familiari e della comunità all’interno del sistema delle cure primarie ponendosi come punto di riferimento per le famiglie. Risponderà, quindi, ai bisogni di salute della popolazione di uno specifico ambito territoriale di riferimento (il distretto), non erogando solo assistenza, ma attivandola e stabilendo con le persone e le comunità rapporti affettivi, emotivi e legami solidaristici che diventano parte stessa della presa in carico».

«Nelle case della salute formeremo vere equipe multiprofessionali: medici di famiglia, pediatri, ma anche assistenti sociali, con i quali gli infermieri condividono molto a livello di attività territoriale quando assistono fragilità e disabilità, gli psicologi, e altre figure professionali come i fisioterapisti, i logopedisti».

«Un’innovazione di questo tipo porterebbe con sè anche modalità di assistenza come la telemedicina, la teleassistenza, il telenursing: la vera novità è la capacità di guardare attraverso punti di vista diversi i bisogni dei nostri cittadini, proponendo una soluzione anche capace di potenziare le terapie domiciliari e riabilitative e la sanità di territorio, fornendo così l’assistenza necessaria alle persone non autosufficienti e con malattie croniche».

«A questo va aggiunto il miglioramento degli attuali ospedali per porre finalmente termine agli strazianti “viaggi della salute”, progettando una rete capillare e solida di medici e servizi sul territorio. Solo conoscendo i propri pazienti ed essendo loro vicini, si garantisce a un tempo la salute del singolo e il benessere della comunità. Introdurremo, inoltre, un sistema di valutazione della qualità della nostra sanità trasparente e centrato sul paziente».

«I soldi per tutto questo ci sono già: è sufficiente prendere i 2,5 miliardi del MES destinabili alla nostra Regione e spenderli bene, per fare del sistema sanitario pugliese un esempio di efficienza e di efficacia. La mia posizione è assolutamente favorevole al MES in contrasto con quanto dichiarato dai partiti di appartenenza dei miei avversari, che frenano per motivazioni illogiche e solo ideologiche».

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