Arcelor Mittal, presidio dei lavoratori del Tna/1 e Tubifici

 

La Rsu Fiom Cgil: "Il governo la smetta di rincorrere azienda predatrice"
pubblicato il 17 Settembre 2020, 17:55
57 secs

Questa mattina, all’esterno della portineria direzione, si sono incontrati un nutrito gruppo di lavoratori prevalentemente dei reparti treno nastri uno e tubifici. Reparti che in questi anni hanno subito un lungo periodo di cigo e che, ancora oggi, sono in cassa integrazione dal mese di marzo, con un reddito di 800/900 euro. L’iniziativa, nata spontaneamente dai lavoratori stessi, ha visto il coinvolgimento dei rappresentanti sindacali con i quali si è avuto un lungo confronto, tra cui le Rsu Fiom Cgil Giuseppe D’ambrosio e Fabio Boccuni.

Dal confronto è emersa la necessità “di superare l’attuale fase di stallo che coinvolge tutto lo stabilimento e l’urgenza di un intervento risolutore da chiedere, anche con mobilitazioni forti, al Governo centrale. La situazione che stanno vivendo i lavoratori dello stabilimento è ormai intollerabile, sia a livello economico che a livello di prospettive future. Come Fiom, unitamente ad altri sindacati, ci siamo impegnati a mantenere costanti i rapporti e il confronto, e a mettere in campo qualsiasi tipo di mobilitazione che metta fine a questa situazione” commentano le Rsu della Fiom Cgil.

“Il governo la smetta di essere in perenne campagna elettorale e affronti seriamente la difficilissima vertenza ex Ilva per trovare soluzioni che finalmente mettano la parola fine alle tante problematiche presenti sul territorio” concludono i rappresentanti della Fiom.

(leggi gli articoli sulla Fiom di Taranto in merito alla vertenza Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=fiom+ilva&submit=Go)

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