La scomparsa del saveriano padre Claudio Mantovani

 

pubblicato il 16 Settembre 2020, 08:51
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Una figura cara soprattutto ai bambini, quella di padre Claudio Mantovani, missionario saveriano, deceduto lunedì all’età di 78 anni all’ospedale “Santissima Annunziata”. Egli infatti amava stupire ed entusiasmare i più piccoli con giochi di prestidigitazione, nei quali era così bravo da essere chiamato in diverse parrocchie per simpatici spettacolini. Il sacerdote saveriano era amato anche dagli adulti, che apprezzavano le sue profonde omelie e che spesso lo andavano a trovare nella casa di Lama per il sacramento della Riconciliazione.

Padre Claudio Mantovani, era originario di Rolo, in provincia di Reggio Emilia. Dopo essersi diplomato come tornitore meccanico e dopo aver lavorato due anni presso un artigiano di Carpi, all’età di 18 anni decise di di diventare missionario. Dopo gli studi teologici, nel 1970 fu ordinato sacerdote nella casa madre dei saveriani a Parma, dove martedì pomeriggio hanno avuto luogo i funerali.

Egli non mancava di raccontare i suoi trascorsi di missionario, soprattutto in Bangladesh, terra che amava particolarmente e nella quale ha operato a lungo, senza mai risparmiarsi nell’impegno in favore soprattutto dei più poveri. Così spiegava: “La mia esperienza in Bangladesh, a contatto con religioni diverse – soprattutto musulmana e hindu – è stata bella e interessante. Mi ha aiutato ad approfondire e a valorizzare molto la mia fede cristiana. Il vangelo è esigente e la fede cristiana sembra a volte difficile e misteriosa. Ma sono arrivato alla conclusione che mai cambierei la mia fede con nessuna cosa al mondo”.

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