Giornata per la Custodia del Creato, preoccupazione per destini occupazionali e rallentamento bonifiche

 

pubblicato il 16 Settembre 2020, 17:20
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“Se nel mondo l’Agenda 2030 “per uno sviluppo sostenibile” elaborata dalle Nazioni Unite detta tempi serrati per un mutamento imprescindibile del paradigma economico, a Taranto questo impegno ci coinvolge in maniera particolare per superare la contrapposizione tra salute e lavoro che da troppo tempo non trova una concreta e definitiva via d’uscita”. Così si legge in uno dei passaggi più pregni di significato del messaggio per la 15.ma Giornata mondiale per la custodia del Creato, a cura della omonima commissione diocesana, la quale altresì ricorda che “alla preoccupazione per la salute delle persone a causa dell’inquinamento si aggiunge quella per il destino occupazionale ancora incerto di moltissimi lavoratori e il timore di un brusco rallentamento delle bonifiche a seguito del fermo delle attività di risanamento per il mancato rinnovo del contratto del Commissario straordinario”. Alle figure istituzionali che, ai diversi livelli, subentreranno, la commissione porge l’augurio di mettersi al più presto al lavoro per non disperdere gli sforzi finora compiuti.
Nel messaggio si rammenta che la nostra diocesi continuerà ad essere accanto a tutti coloro che opereranno nel segno di una rinascita sociale, economica ed ambientale e che “l’essere stati chiamati dalla Conferenza episcopale italiana ad ospitare la prossima Settimana Sociale dei cattolici italiani che si occuperà proprio dei temi legati alla sostenibilità costituisce l’occasione propizia affinché il tema della custodia del Creato non resti un compito di cui solo alcuni sanno farsi carico, ma diventi sempre più parte integrante di una pastorale attenta ai ‘segni dei tempi’”.
La commissione diocesana ribadisce che il periodo che stiamo vivendo è il Tempo del Creato, celebrazione annuale di riflessione, preghiera e di azione finalizzato alla cura e alla salvaguardia del pianeta, che inizia il primo settembre, Giornata mondiale per la custodia del Creato, e termina il 4 ottobre, festa di san Francesco di Assisi, “occasione per una feconda presa di consapevolezza sul difficile momento storico che stiamo vivendo che, si spera, sia capace di innescare quella conversione ecologica integrale necessaria a dare maggiore dinamismo alle nostre azioni quotidiane, sia nella vita pubblica che nella sfera privata”.
La commissione diocesana fa anche memoria dell’esperienza dell’isolamento vissuta nei mesi scorsi, che ci ha fatto comprendere la fragilità delle certezze su cui abbiamo edificato le nostre società. “Immersi nella cultura individualista – si legge ancora – abbiamo assistito al miracolo di uomini e donne, gente comune, che si sono messi al servizio del prossimo, anche a costo della propria vita. Con il ritorno in larghissima parte dello stile di vita precedente sarebbe utile però non disperdere quell’abitudine al silenzio vissuto in quelle dolorose settimane, che ci è servito a recuperare il senso più autentico della nostra esistenza e delle nostre relazioni”.

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