Acquario a Taranto, no della LAV al progetto nel recovery fund

 

L'associazione animalista fa appello al governo affinché ritiri il progetto presentato dal ministro per il Sud finanziato per 50 milioni di euro
pubblicato il 16 Settembre 2020, 13:56
2 mins

Fra i 557 progetti presentati dai Ministeri per la divisione dei 209 miliardi di euro del Recovery Fund europeo, destinato alla ripresa del nostro Paese dopo l’emergenza sanitaria Covid-19, “vi è incredibilmente anche quello del Ministero del Sud per la costruzione di un acquario, definito chissà perché “green”, nel porto di Taranto, per il quale sono stati richiesti 50 milioni di euro“. Ad intervenire sulla vicenda dell’acquario, è Andrea Casini, responsabile nazionale LAV Area Animali Esotici.

“L’idea di costruire un’ennesima prigione per animali con la scusa del turismo e dell’occupazione è fuori dal tempo e disperderebbe risorse importanti e serie per una città che ha bisogno di aria pulita e di rilanciare il proprio mare, che da alcuni anni ha ripreso a ospitare delfini in libertà –  dichiara Casinii – di green poi c’è solo il titolo nella proposta del Ministro Provenzano, nel costruire con una colata di cemento, un ambiente artificiale per esseri senzienti, vittime di una forma di “intrattenimento” che sarà un fallimento, in un’area con potenziale naturale molto elevato e con una fauna marina unica”.

“Facciamo appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa affinché nei dovuti tagli dei 557 progetti, che dovranno essere diminuiti di oltre due terzi nelle risorse economiche, ci sia anche quello dell’acquario, con una diversa destinazione dei fondi alla città di Taranto per progetti realmente green e utili per i tarantini” conclude il responsabile nazionale LAV Area Animali Esotici .

(leggi gli articoli sull’acquario https://www.corriereditaranto.it/?s=acquario&submit=Go)

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Un Commento a: Acquario a Taranto, no della LAV al progetto nel recovery fund

  1. gico

    Settembre 16th, 2020

    Scusate ma questi animalisti ed ambientlisti presunti tali dov’erano e dove sono stati fino a ieri e visto che considerano il progetto solo una colata di cemento per imprigionare animali perchè non propongono un progetto alternativo magari sfruttando la potenzialità del Mar Piccolo per preservare specie marine in estinzione senza colate di cemento ma con materiale ecosostenibile : gallerie in vetro immerse sui fondali per osservare biodiversità ( anche delfini ).

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