Ex Ilva, confermata presenza prodotto libero in falda

 

E' emerso dall'aggiornamento della Relazione di Riferimento nell’area TUL2 e CCO5. Controlli anche nell'area della discarica 'Nuove Vasche'
pubblicato il 15 Settembre 2020, 19:10
10 mins

Durante l’ultima riunione dell’Osservatorio permanente per il monitoraggio dell’attuazione del Piano ambientale Ilva che si è svolta lo scorso 16 luglio, si è affrontato anche l’aggiornamento della così detta della ‘Relazione di riferimento 2017‘, prevista dal Piano Ambientale (dall’art. 7 comma 1 del DPMC 29 settembre 2017) e redatta per lo stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto S.p.A. in A.S.e per le centrali termoelettriche Taranto Energia S.r.l., da AM InvestCo Italy S.r.l. la società veicolo di ArcelorMittal Italia.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/09/14/ex-ilva-le-richieste-del-ministero-dellambiente-sulle-aree-escluse/)

Presenza in falda di prodotto in fase libera: le prescrizioni del ministero dell’Ambiente

L’illustrazione della stessa ai partecipanti all’incontro è avvenuta da parte dell’Ing. Labile, che ha evidenziato come l’aggiornamento della relazione di riferimento trasmessa il 5 maggio da parte dell’azienda, abbia confermato i risultati della relazione di riferimento già adotta con il DPCM del 2017, così come gli importi della garanzia finanziaria prestata, in quanto determinata sulla base dell’estensione delle superfici interessate.

L’aggiornamento, secondo quanto dichiarato dall’azienda, ha lo scopo di integrare, raccogliere, uniformare e analizzare tutti i risultati delle attività di caratterizzazione e delle indagini eseguite fino ad oggi in riferimento alle matrici top soil, terreni e acque sotterranee ricadenti nel perimetro del Sito, anche al fine di consolidare la Relazione di Riferimento del marzo 2017.

Le nuove indagini di caratterizzazione effettuate hanno confermato, sempre secondo quanto relazionato dall’azienda, lo stato ambientale attestato dalla Relazione di Riferimento approvata con DPCM 29 settembre 2017. In particolare, la tipologia dei contaminanti riscontrati sarebbe la medesima. 

Di rilevanza è la riconferma della presenza in falda di prodotto in fase libera, si ricorda che ILVA SpA in A.S. (con nota prot. DIR 420/17 del 13/07/2017) aveva comunicato a suo tempo, garantendo e che ai sensi dell’art. n. 305 del D.lgs. 152/06, vista la presenza di prodotto in fase libera riscontrato durante le indagini per l’elaborazione della relazione suddetta, uno studio per determinare le modalità di recupero più efficaci.

Inoltre, ArcelorMittal (con nota DIR 68 del 01/02/19), aveva comunicato l’installazione di 10 piezometri nell’area TUL2 (tubificio a saldatura longitudinale) e 3 piezometri nell’area CCO5 (colata continua), finalizzati ad indagare la presenza e distribuzione del prodotto in fase libera in dette aree ai fini del recupero ove presente. 

Dopo l’intervento dell’ing. Labile, ha preso la parola il direttore della Divisione Bonfiche del ministero dell’Ambiente, Giuesppe Lo Presti.

Che ha chiesto all’azienda di presentare una relazione sulle attività realizzate e in corso di realizzazione. Nello specifico l’azienda dovrà comunicare, con cadenza da concordare con ARPA Puglia, lo stato di aggiornamento delle attività di recupero del prodotto. Inoltre, dovrà essere indagata l’origine in falda del prodotto in fase libera al fine di circoscrivere e impedire l’ulteriore propagazione. Così come è stato ritenuto necessario prevedere un sopralluogo da parte di ARPA Puglia per verificare le modalità di recupero attualmente in atto. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/24/piano-ambientale-ilva-a-rischio-adempimento-al-20232/)

Prescrizione UP8 Piano rifiuti – Discarica Nuove Vasche – Monitoraggi piezometri 

Nel 2018 l’Osservatorio si è occupato di verificare anche l’attuazione della prescrizione UP8 Discarica Nuove Vasche del piano rifiuti, essendo emersa la necessità, su segnalazione della Provincia di Taranto, dell’apposito sopralluogo di cui alla disciplina in materia di discariche, finalizzato alla conclusione della fase di gestione operativa e all’inizio della fase di post-gestione. Pertanto, ISPRA su richiesta dell’Osservatorio, ha effettuato la verifica dello stato dei luoghi e disposto l’integrazione del piano post-gestione con ulteriori prescrizioni. 

A seguito di ciò sono state aggiornate anche le relative garanzie finanziarie, nell’ambito delle attività del gruppo di lavoro garanzie finanziarie. 

Inoltre è stato ricordato come nel corso della riunione del 30 maggio 2019 ISPRA ha riportato i contenuti della nota del 04/04/2019 relativa alle verifiche analitiche effettuate da ARPA Puglia, in contraddittorio, sui piezometri P6, P7 e MF3, da cui sono emersi superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) per il parametro diossine/furani nel pozzo di sorveglianza P7 posto a valle idrogeologica della discarica “Nuove Vasche”. 

In seguito a ciò ISPRA con nota n.35820 del 5/6/2019 (14302/DVA del 5/6/2019) ha chiesto ad ArcelorMittal S.p.A. e ad ILVA in A.S. di coordinarsi per ripetere in contraddittorio con ARPA Puglia il campionamento e l’analisi delle acque di falda nel pozzo di sorveglianza P7, estendendo i parametri da analizzare a diossine e furani, nonché di trasmettere una relazione tecnica volta a motivare la presenza di potenziali stati di contaminazione da diossina/furani connessi a perdite di contenimento della discarica. 

Nel corso dell’ultima riunione dell’Osservatorio del 24 ottobre 2019, è stato chiesto a ArcelorMittal di relazionare nell’ambito della successiva riunione in merito alle azioni poste in essere, a seguito della nota ISPRA n.35820 del 5/6/2019, sulle attività di monitoraggio e controllo della discarica “Nuove Vasche”. Il Gestore e la struttura commissariale si erano anche impegnati a fornire, l’ubicazione dei piezometri in capo ad ArcelorMittal e di quelli in capo ad ILVA S.p.A. in A.S., nonché di fornire il perimetro dello stabilimento ArcelorMittal e il perimetro delle aree escluse. 

L’azienda con nota n. Dir. 644/2019 del 18/11/2019 ha trasmesso, la revisione della planimetria, riportante l’ubicazione dei piezometri appartenenti alla rete piezometrica delle discariche gestite da AMI con la perimetrazione dell’area in sua gestione.

Allo stesso tempo però, l’azienda ha dichiarato di non essere in grado di riportare in modo puntuale su propria planimetria l’informazione, essendo questa disponibile unicamente nella cartografia approvata dal ministero dell’Ambiente con Decreto del 1 gennaio 2000. 

Sono stati invece trasmessi gli esiti del campionamento congiunto con ILVA S.p.A. in A.S. e in contraddittorio con ARPA Puglia al piezometro P7 posto idrogeologicamente a valle della discarica Nuove vasche. Le analisi hanno riportato un esito conforme alla norma per tutti i parametri e le diossine risultano, per tutti i congeneri, inferiori al limite di rilevabilità. 

Allo stesso tempo ArcelorMittal ha precisato che dal 1 novembre le attività di monitoraggio per la discarica Nuove Vasche sono in capo ai Commissari, essendo la discarica in una delle aree alla domanda di AIA. 

I Commissari, da parte loro, con nota del 13/11/2019 hanno trasmesso gli esiti della valutazione della correlazione del superamento con eventuali perdite di contenimento della discarica, riscontrando l’assenza del parametro diossine/furani nel percolato della discarica e quindi l’assenza di correlazione. 

Il rappresentante di ARPA Puglia, ing. Vincenzo Campanaro, al fine di consentire la piena comprensione e valutazione degli atti che saranno posti in discussione, ha chiesto che gli stessi vengano resi disponibili almeno sette giorni prima di ciascuna delle prossime riunioni dell’Osservatorio, prevista per la fine del mese di ottobre. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/28/piano-ambientale-ilva-ispra-relazione-in-chiaroscuro2/)

Le raccomandazioni dell’Osservatorio e il ritardo sull’attuazione del Piano Ambientale

Ricordiamo che nel corso della riunione dell’Osservatorio Ilva, il rappresentante della Commissione istruttoria per l’AIA-IPPC, il dott. Fardelli aveva rilevato che rispetto ai cronoprogrammi trasmessi in occasione della riunione dell’Osservatorio di ottobre 2019, si evidenza allo stato un generale ritardo di 5-9 mesi delle varie fasi dei cronoprogrammi, slittamento che potrebbe avere ripercussioni sul rispetto dei termini previsti dal DPCM e, quindi, comportare la richiesta di ulteriori proroghe, se non addirittura compromettere, nel caso delle prescrizioni UP2 e UP3, il rispetto anche del termine ultimo del 23 agosto 2023 previsto dal DPCM per la conclusione di tutti gli interventi del piano.

Il dott. Montanaro, sulla base di quanto riportato, ribadisce la necessità di avere riscontri in merito al riavvio dei cantieri per la realizzazione degli interventi previsti dal DPCM del 2017 e avere garanzie che vengano messe in atto azioni atte a garantire il rispetto delle scadenze previste dal DPCM, adottando tutte le misure transitorie volte ad assicurare la salvaguardia ambientale ed evitare ogni possibile evento di inquinamento.

(leggi tutti gli articoli sull’Osservatorio Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio+ilva&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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