Ex Ilva, le richieste del ministero dell’Ambiente sulle aree escluse

 

Durante l’ultima riunione dell’Osservatorio permanente per il monitoraggio dell’attuazione del Piano ambientale Ilva
pubblicato il 14 Settembre 2020, 20:54
9 mins

Durante l’ultima riunione dell’Osservatorio permanente per il monitoraggio dell’attuazione del Piano ambientale Ilva che si è svolta lo scorso 16 luglio, si è svolto anche l’aggiornamento da parte dei rappresentanti di Ilva S.p.A. in A.S. sulle attività poste in essere per l’attuazione degli interventi di cui all’articolo 12 del DPCM del 29/9/2017, di cui abbiamo a lungo scritto nei mesi scorsi (i link degli articoli li trovate in questa pagina). 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/24/piano-ambientale-ilva-a-rischio-adempimento-al-20232/)

Il direttore della sezione Bonifiche del ministero dell’Ambiente, Giuseppe Lo Presti, preliminarmente, ha rammentato ai presenti che il DPCM prevede che gli interventi di messa in sicurezza, bonifica e risanamento ambientale da realizzare nelle aree riportate della domanda di AIA di AM InvestCo Italy S.r.l., che permangono di interesse nazionale e che resteranno nella titolarità di ILVA Spa in AS, esterne al nuovo perimetro dell’installazione AIA,  in quanto non oggetto di cessione (cosiddette aree escluse) siano eseguiti dai Commissari Straordinari. 

Prevede altresì che i commissari straordinari, nell’ambito della propria programmazione, debbano formalizzare le proposte di intervento al MATTM (MinAmbiente), attivando le necessarie procedure ai sensi della normativa vigente relativa al SIN di Taranto.

Il DPCM prevede inoltre che per le aree escluse non ricomprese nel SIN di Taranto, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare possa provvedere alla inclusione delle stesse nel perimetro del SIN mediante apposito decreto di modifica del perimetro gia’ stabilito con decreto del Ministro dell’ambiente del 10 gennaio 2000. 

Si fa notare, altresì, che il DPCM non prevede una tempistica specifica per la presentazione dei cronoprogrammi degli interventi ma prevede che la conclusione degli stessi sia effettuata entro il 2023, in linea con la scadenza ultima degli interventi AIA.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/07/23/ecco-il-report-sulle-aree-escluse-ex-ilva/)

Caratteristiche Aree Escluse 

Le Aree escluse di competenza ILVA in A.S., lo ricordiamo, includono 9 aree completamente entro il SIN Taranto, 4 parzialmente entro il SIN Taranto e 5 fuori dal SIN Taranto (ovvero la discarica «Nuove Vasche», Land D, Land L, Aree limitrofe a stoccaggio fanghi, 5 Collinette ecologiche Tamburi), per un’estensione complessiva di 286 ettari. La destinazione attuale delle aree include discariche, stoccaggio fanghi, cava attiva, sito industriale non attivo, zone a verde.

I fondi dedicati agli interventi sulle Aree Escluse sono pari a 578 milioni di euro.

Le Aree Escluse sono classificabili in quattro segmenti di appartenenza: aree sottoposte a sequestro, aree con interventi in corso, aree con procedimento pendente, aree cedibili prive di pendenze. 

Si fa notare, altresì, che il DPCM non prevede una tempistica specifica per la presentazione dei cronoprogrammi degli interventi ma prevede che la conclusione degli stessi sia effettuata entro il 2023, in linea con la scadenza ultima degli interventi AIA. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/07/24/ex-ilva-gli-interventi-in-corso-su-aree-escluse/)

I Commissari di ILVA in A.S. hanno trasmesso con nota del 2/7/2020 (51170/MATTM del 3/7/2020) il riscontro a quanto richiesto con nota di convocazione n. 14000/MATT del 27/2/2020 dall’Osservatorio, in ordine all’aggiornamento sullo stato d’avanzamento degli interventi di pertinenza delle aree riportata nella documentazione allegata alla sopra citata documentazione dei Commissari. 

Il rappresentante della struttura commissariale, l’ing. Quaranta, su richiesta del Presidente dell’Osservatorio, ha illustrato il documento pervenuto con nota del 2/7/2020 (51170/MATTM del 3/7/2020). 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/07/28/ex-ilva-il-progetto-per-le-aree-a-verde-escluse2/)

Richieste documentali del ministero dell’Ambiente  

A valle dell’illustrazione della documentazione, il direttore Lo Presti, per quanto di competenza, ha anticipa alcune richieste, affinché siano fornite le seguenti informazioni e la seguente documentazione aggiuntiva, per le aree comprese o parzialmente comprese nel SIN: 

Aree ricomprese nel perimetro del SIN 

1) Discarica Nord Ovest (ex prescrizione UP4) Aree ex-Fintecna (ex prescrizione UP7). Compatibilmente con il procedimento penale in corso e previa autorizzazione della competente Autorità Giudiziaria, si chiede di fornire tutte le informazioni utili rispetto alle attività realizzate e/o in corso nell’area. 

Le ulteriori indagini da realizzare in fase di progettazione devono essere condivise prioritariamente con ARPA Puglia/ISPRA. Inoltre, è stato chiesto che siano realizzate indagini sull’area circostante il corpo della discarica al fine di ottenere un quadro della contaminazione delle matrici (suolo – falda) e stabilire le ulteriori fasi del procedimento di bonifica. 

2) Discarica Ex Cava Cementir: Considerato che la conclusione dei lavori è prevista per il 30 aprile 2022 (il termine originario era 23/08/2023), è stato chiesto il cronoprogramma aggiornato dei lavori con il dettaglio delle singole fasi di realizzazione. /04 

In analogia alle procedure già applicate nei Siti di Interesse di piano di monitoraggio della falda condiviso con ARPA Puglia/ISPRA al fine della verifica dello stato di qualità della falda finalizzato alla progettazione degli interventi di bonifica sulla falda. 

Per quanto concerne invece le Aree a verde lungo SP Statte lato ovest – Terreni a sud della Cava Due Mari, al momento occupati da alberi, il Land A – Area a verde adiacente al perimetro dello stabilimento, il Land C – Area a verde adiacente al perimetro dello stabilimento, il Land D1 – Area a verde adiacenti al perimetro dello stabilimento, il Land E – Sito industriale non attivo ex Sidercomit, il Land D2 – Area a verde con chiesetta, l‘Area Pozzo 25 – Pozzo per uso irriguo collegato alle “Collinette ecologiche”, è stato richiesto che le indagini di caratterizzazione devono essere oggetto di un PdC (Piano di Conoscenze) da trasmettere alla Direzione Generale per gli adempimenti di competenza ai sensi degli artt. 242-252 del d.lgs n. 152/06 e devono prevedere la ricerca di tutti i parametri necessari all’elaborazione dell’analisi di rischio. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/28/piano-ambientale-ilva-ispra-relazione-in-chiaroscuro2/)

Aree parzialmente ricomprese nel perimetro del SIN 

Il Direttore Lo Presti ha infine chiarito che, secondo le procedure usualmente applicate nei Siti di Interesse Nazionale (SIN) nei quali sono presenti aree solo in parte ricomprese nel perimetro del SIN, si procede di prassi con istruttorie congiunte con la Regione, con il coordinamento del Ministero, che poi si concludono con provvedimenti distinti, ossia a conclusione dell’istruttoria ciascuna amministrazione provvede al rilascio del provvedimento di competenza. Pertanto, è stata formalizzata la richiesta, che sarà oggetto di specifica comunicazione formale, in merito alla disponibilità della Regione Puglia ad attivare tali tavoli di confronto. 

Le raccomandazioni dell’Osservatorio e il ritardo sull’attuazione del Piano Ambientale

Ricordiamo che nel corso della riunione dell’Osservatorio Ilva, il rappresentante della Commissione istruttoria per l’AIA-IPPC, il dott. Fardelli aveva rilevato che rispetto ai cronoprogrammi trasmessi in occasione della riunione dell’Osservatorio di ottobre 2019, si evidenza allo stato un generale ritardo di 5-9 mesi delle varie fasi dei cronoprogrammi, slittamento che potrebbe avere ripercussioni sul rispetto dei termini previsti dal DPCM e, quindi, comportare la richiesta di ulteriori proroghe, se non addirittura compromettere, nel caso delle prescrizioni UP2 e UP3, il rispetto anche del termine ultimo del 23 agosto 2023 previsto dal DPCM per la conclusione di tutti gli interventi del piano.

Il dott. Montanaro, sulla base di quanto riportato, ribadisce la necessità di avere riscontri in merito al riavvio dei cantieri per la realizzazione degli interventi previsti dal DPCM del 2017 e avere garanzie che vengano messe in atto azioni atte a garantire il rispetto delle scadenze previste dal DPCM, adottando tutte le misure transitorie volte ad assicurare la salvaguardia ambientale ed evitare ogni possibile evento di inquinamento.

(leggi tutti gli articoli sull’Osservatorio Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio+ilva&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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