Mons.Santoro: “La Regione Puglia si batta perchè l’acciaio non uccida le persone e non devasti l’ambiente”

 

Le parole dell’arcivescovo all’inaugurazione del’anno pastorale in concattedrale
pubblicato il 12 Settembre 2020, 17:51
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In concattedrale si è svolta l’inaugurazione dell’anno pastorale 2020-2021, vissuta negli scorsi anni nel contesto del pellegrinaggio diocesano a Loreto (2013) e a San Giovanni Rotondo (2014-2019). Il tema del raduno diocesano quest’anno è stato “Com-mossi
dall’amore di Cristo”, tratto dalla parabola del buon samaritano.
Nell’occasione è stata eccezionalmente posta alla venerazione dell’assemblea il quadro della Madonna della Salute, proveniente
dall’omonimo santuario in Città vecchia.

L’arcivescovo, monsignor Filippo Santoro, dopo aver pregato il santo rosario e ascoltato alcune testimonianze dell’esperienza della pandemia, ha presieduto la celebrazione eucaristica, con l’omelia incentrata sulle linee programmatiche del nuovo anno pastorale.

Prendendo spunto dalle dolorose vicende attuali, l’arcivescovo ha invitato a prenderci cura dei volti feriti delle persone e del nostro ambiente. E ha evidenziato: “Credo abbiate notato anche voi che anziché imparare la dura lezione della nostra precarietà, della consapevolezza di avere gli uni bisogno degli altri, delle conseguenze pagate a caro a prezzo del mancato rispetto della terra, è riapparso subito l’odio in mezzo a noi, verso i migranti, verso i poveri, talvolta anche verso le stesse persone contagiate, come se da un momento all’altro non potesse toccare anche a noi la medesima sorte”.

Mons. Santoro ha ribadito che la Chiesa di Taranto deve proseguire nel cammino confermato della solidarietà, ricordando tutto il bene fatto dalle Caritas e dal Banco alimentare, la generosità di tantissima gente, l’abnegazione dei medici, del personale ospedaliero e dell’esercito di volontari.

Esprimendosi sulla questione ambientale, il successore di San Cataldo ha evidenziato come la Puglia, considerata una delle più belle mete per bellezze ambientali e monumenti storici, a causa della pandemia è una delle più provate nel settore turistico e continua a dover fronteggiare emergenze sul piano ambientale. “La complessa vicenda dell’ex Ilva, oggi Arcelor-Mittal – ha sottolineato – insegna che la Regione Puglia, ispirandosi alle buone pratiche proposte dalla ‘Laudato sì’, dovrà continuare a battersi perché l’acciaio non uccida le persone, non devasti l’ambiente e non ferisca la vita dei lavoratori e degli abitanti più vicini alla zona industriale”. Dopo aver invitato i tarantini a recarsi alle urne il 20 e 21 settembre, egli ha auspicato che il nuovo consiglio regionale, nel rispetto delle proprie competenze e con gli strumenti concessi dalle leggi, s’impegni a imprimere al siderurgico tarantino una direzione totalmente nuova in una direzione eco-compatibile.

Mons. Santoro ha inoltre evidenziato il problema della mancanza del lavoro, innanzitutto dei nostri giovani, e l’insicurezza dei lavoratori. “Le nostre comunità e il vasto mondo di associazioni, movimenti e del volontariato – ha detto – sono chiamate a lavorare per unire le forze in vista del bene comune e ad essere fattore di speranza e di responsabilità per costruire il nostro presente e il nostro futuro”.

L’arcivescovo ha poi riferito di come Taranto sia al centro di tante attenzioni. “Si parla di fondi, di rilanci, di rinascite, di tavoli istituzionali – ha detto – ma il ruolo di protagonisti attivi e partecipi del cambiamento è lontano, e ciò è imputabile principalmente ad una mancata
responsabilità personale, di chi attende che le cose cambino senza adoperarsi perché ciò avvenga. Di chi aspetta che siano gli altri a fare, che sia il Governo o l’amministrazione. Questi devono assolutamente fare ciò che spetta a loro, ma ciò non basta”.

Al termine, mons. Santoro ha ricordato i prossimi appuntamenti che attendono la comunità diocesana, a partire dalla celebrazione, a dicembre, dei 50 anni della Concattedrale di Giò Ponti e, nel maggio del 2021, dei 950 della ricostruzione della cattedrale e del ritrovamento delle spoglie di San Cataldo. Si ricorderanno anche i 25 anni dalla canonizzazione di Sant’Egidio da Taranto, “occasione per gustare e assimilare il sapore della santità semplice e dell’amore ardente verso i poveri”.

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