Prisma Volley: il centrale Alletti si “confessa”

 

pubblicato il 10 Settembre 2020, 21:19
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Aimone Alletti, 32 anni – centrale di 207 cm di altezza, 14 stagioni alle spalle in serie A di cui dieci in A/1 vestendo le maglie di Piacenza, Cuneo, Perugia, Milano e Verona – è uno dei pezzi da novanta del mercato della Prisma Taranto che è entrata nella seconda fase della preparazione pre-campionato. Lo abbiamo “costretto” ad un vero e proprio fuoco di fila di domande e lui con pacatezza ha risposto senza mostrare indugi.

La scelta di Taranto da cosa è stata dettata? Sappiamo che in parte ha influito la presenza di un amico come Simone Parodi.

Avere un amico al tuo fianco nell’affrontare una battaglia sportiva è importante. Non nascondo che saperlo con me in squadra ha influito così come ha influito il fatto che la Prisma Volley ha creduto fortemente in me nonostante venissi da un anno complicato. Mi è piaciuto subito il progetto a lungo termine che mi è stato prospettato.

Cosa sapevi di questa piazza pallavolistica prima di sceglierla? Hai chiesto notizie a qualcuno?

Ricordo di aver seguito su Sky alcune partite della Prisma Taranto, quando ero giovanissimo e avevo avuto modo di apprezzare i tanti buoni giocatori che hanno vestito questa maglia ed il pubblico caloroso. Qualche battuta l’ho scambiata con Davide Candellaro che ha fatto la prima esperienza fuori di casa (proveniva dalle giovanili della Sisley Treviso) proprio a Taranto (stagione 2009/2010).

E’ curioso come in una squadra del Sud, siate in tanti (tu, Coscione, Parodi, Cottarelli, Gironi, Goi, Persoglia, Hoffer) a provenire dal Nord Italia ….

Si è vero, ma la presenza di Alessio Fiore, che vale per dieci, ci ha già portato avanti in tema di tarantinità…e di usanze del Sud (ride…, ndr).

Com’è stato il primo impatto con la città di Taranto che spesso viene identificata, per chi viene da fuori, solo con le vicende legate al siderurgico?

L’accoglienza dei dirigenti, presidente in testa, è stata cordiale. Mi hanno fatto sentire subito a mio agio. Taranto, effettivamente, è diversa da come viene descritta. E’ una bellissima città ed ora che ho anche la famiglia con me, assieme abbiamo apprezzato moltissimo il mare. Certo, la responsabilità come atleti legata al Covid ci impone di non essere troppo in giro e mi spiace non poter, per il momento, approfondirne la conoscenza.

Ci parli delle tue caratteristiche tecniche. Sei più bravo in attacco o a muro? Batti in salto o flot?

Diciamo che all’inizio della carriera ero più bravo in fase d’attacco, poi sono migliorato anche negli altri fondamentali e mi ritengo un centrale completo. Batto salto flot e diciamo che riesco a mettere in difficoltà la ricezione avversaria. Nella stagione 2014-15 ho vinto anche un premio di Lega come miglior servizio.

Nella pallavolo moderna, quello del centrale è un ruolo di attesa. Inoltre svolge un lavoro oscuro…Che ne pensi?

Effettivamente è così. Dobbiamo farci trovare pronti quando veniamo chiamati in causa e restringere il più possibile il margine di errore perchè non attacchiamo, ad esempio, tanti palloni come un opposto o uno schiacciatore. Bisogna essere sempre concentrati. Siamo poco appariscenti ma molto utili alla squadra.

Alla Nazionale ci pensi ancora?

Certo che ci penso, finchè potrò giocarmi le mie possibilità di vestire l’azzurro, ci proverò.

Qual’è stato l’avversario più difficile da leggere a muro?

Scelta difficile, la Superlega italiana è come l’Nba di basket. Da noi giocano i migliori pallavolisti del mondo. Posso dire che palleggiatori come De Cecco, Bruno, Giannelli, sono imprevedibili ed abili a nascondere la palla e sino all’ultimo non sai a chi la alzeranno. Nonostante tu abbia studiato a fondo nei video l’opzione di salto a muro, spesso riescono a mandarti a vuoto.

Come ti vedi tra 4-5 anni? Pensi di continuare a giocare a pallavolo imboccando la strada della longevità agonistica come Cisolla (43 anni, ora a Brescia) o come il tuo compagno di squadra Coscione (40 anni)?

Finchè passione e sopratutto forma fisica resistono allo scorrere del tempo, mi piacerebbe continuare a giocare A Piacenza ho avuto la fortuna di giocare con due miti ed esempi di longevità come Papi e Zlatanov, quindi mai dire mai.

Sei socio fondatore dell’Associazione Italiana Pallavolisti. Come mai si è sentita solo ora l’esigenza di costituire un organo che tutelasse i diritti della categoria?

Sicuramente, nell’immediato, l’intento era quello di rappresentare la categoria nel momento in cui, causa Covid, i club stavano tagliando gli ingaggi. Però sin dalle prime call abbiamo specificato che non nascevamo soltanto dalla contingenza legata al Covid. L’AIP è nata per essere lo spogliatoio di tutti i pallavolisti, dare supporto non solo per questioni estemporanee come accaduto in passato legate sopratutto alla tutela degli ingaggi. Abbiamo la possibilità rispetto al passato di avere la tecnologia a disposizione e di poterci quindi confrontare a distanza su diversi temi senza muoverci fisicamente dal luogo in cui siamo.

In carriera hai avuto fior di allenatori come Kovac, Giuliani, Nikola Grbic. Quali sono le tue prime impressioni su coach Di Pinto?

Non ho mai avuto il piacere di essere allenato da lui prima di ora. L’ho affrontato da avversario, ricordo sfide tiratissime in A2 quando io ero a Segrate. Lo ritengo un po’ l’equivalente di Ancelotti nel calcio. Un abile gestore di giocatori, un grande tattico. Lo definirei un coach di altri tempi, nell’accezione positiva della definizione.

La Prisma Volley viene data favorita per la vittoria del campionato di A/2,la società cosa vi ha chiesto?

Partendo dal presupposto che tutti scendono in campo per vincere, io sono convinto che faremo una bella stagione, poi sarà sempre il campo come sempre a dare il suo responso. Abbiamo tutti una gran voglia di ricominciare a giocare, sperando di poterlo fare quanto prima con il pubblico sugli spalti. La società non ci ha messo pressione. Ci ha chiesto di divertirci e di divertire, di uscire da ogni partita avendo dato tutto, onorando la maglietta che indossiamo. Molto spesso queste cose coincidono con i successi.

*credit foto: www.prismatarantovolley.it, www.legavolley.it

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