Tempa Rossa, Total ferma impianti per tre giorni a metà settembre

 

Lo comunica la multinazionale francese "per lavori di riparazione, ottimizzazione e aggiornamento"
pubblicato il 08 Settembre 2020, 18:11
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La multinzazionale francese Total ha deciso di fermare gli impianti e le prove di esercizio del sito Tempa Rossa in Basilicata per tre giorni, per poter eseguire delle riparazioni sulle linee del vapore acqueo, nonché per eseguire interventi indirizzati all’ottimizzazione dei flussi di gas, per aggiornare il software del sistema elettronico di controllo e sicurezza degli impianti, inclusi i tempi di arresto e riavviamento.

Ad annunciarlo la stessa multinazionale, che spiega come “le prove di esercizio effettuate su una buona parte degli impianti hanno già permesso di verificare il corretto funzionamento di un gran numero di apparecchiature, linee e sistemi di rilevazione, di controllo e di allarme”.

La fermata, che è stata programmata per metà settembre, durerà come detto complessivamente tre giorni, inclusi i tempi di arresto e riavviamento degli impianti.

“La rete delle stazioni di monitoraggio ambientale rimarrà pienamente funzionante durante la fermata permettendo l’analisi dei dati rilevati, sia internamente che da parte dei tecnici ambientali di ARPAB” si legge in una nota della multinazionale. Ma è indubbio che le ripercussioni per i cittadini siano comunque inevitabili vista la presenza di tali impianti nelle vicinanze.

(leggi tutti gli articoli sul progetto Tempa Rossa https://www.corriereditaranto.it/?s=tempa+rossa&submit=Go)

Sono in corso “le attività tecniche e documentali di preparazione della fermata, pertanto gli attuali livelli produttivi saranno mantenuti sostanzialmente invariati sino alla fermata degli impianti senza effettuare prove che coinvolgano nuove unità”. “In questa fase non sono pertanto previsti eventi anomali di rilievo, così come non ne sono stati rilevati in queste ultime settimane, ad esclusione di alcuni incrementi temporanei della fiamma in torcia con tutti i parametri ambientali rientranti ampiamente nei limiti di legge” sostiene ancora la società.

Che è costantemente sotto osservazione da parte di cittadini e associazioni, che spesso durante l’estate hanno lamentato forti e cattivi odori provenienti dal sito, fiammate alte oltre 20 metri liberate dalla torcia, che hanno destato non poca preoccupazione tra gli abitanti.

Continuano invece “ogni settimana, in giorni e orari diversi, le esercitazioni di emergenza con attivazione delle sirene di allarme, per valutare le tempistiche della messa in sicurezza del personale e degli impianti e per assicurare il più elevato livello di risposta in caso di incidente”.

Ricordiamo che le prove di esercizio degli impianti di Tempa Rossa in corso in Basilicata, avviate nel dicembre 2019 e previste inizialmente per una durata pari a 6 mesi, sono state riprogrammate ed autorizzate sino a dicembre 2020, per far fronte all’emergenza COVID-19 che ha obbligato alla sospensionedi una serie di attività. A darne notizia è stata la stessa TOTAL E&P Italia S.p.A. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/26/tempa-rossa-prove-di-esercizio-sino-a-dicembre/)

L’ok è arrivato dall’Umnig (Ufficio nazionale minerario controllato dal ministero dello Sviluppo Economico) a cui la società lo scorso giugno aveva chiesto una proroga.

Le prove di esercizio dunque proseguono in accordo al programma autorizzato dalle autorità competenti, con una produzione di grezzo che ad oggi è di circa 40.000 barili al giorno. 

Dato che ha fatto storcere il naso in Basilicata a più di qualcuno, in quanto la Regione nelle scorse settimane ha parlato di prove di esercizio con una produzione di 15-20mila barili al giorno, a fronte di una produzione massima di 54mila barili quando l’impianto entrerà a regime

Il tutto, ovviamente, riguarda molto da vicino Taranto, dove intanto proseguono i lavori per adeguare la raffineria Eni a ricevere il petrolio che sarà estratto dai pozzi di Tempa Rossa e che sarà stoccato (e forse in parte raffinato) nei serbatoi del sito ionico e poi caricato sulle petroliere attraverso il Pontile Petroli interessato da lavori di adeguamento (come abbiamo documento nel nostro ultimo articolo linkato qui sotto).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/18/tempa-rossa-leni-rivede-progetto-sul-pontile-petroli/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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