“Oltre il muro, Dumas”: la prigionia del generale nero

 

Sarà inaugurata il 10 settembre nel Castello Aragonese la mostra “Oltre il muro, Dumas”, che ripercorre i mesi di prigionia tra il 1799 e il 1800 del generale francese Alexandre Dumas
pubblicato il 07 Settembre 2020, 23:13
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Partì da soldato semplice (sebbene vantasse quarti di nobiltà), fino a diventare generale, Thomas-Alexandre Dumas, padre dell’omonimo scrittore francese e del suo discendente. Un pezzo d’uomo di oltre un metro ed ottanta dalla pelle nera, che si identifica nel primo generale nero della storia. Il suo destino è legato a Taranto ed in particolare al Castello Aragonese, un soggiorno forzato che spezzò, alla fine, la sua tempra, rinviandolo in Francia, dove si spense, pochi anni dopo, ad appena 44 anni, in uno stato di prostrazione fisica e morale, tra le braccia della moglie Marie–Louise Labouret.

La parabola di questo personaggio che lega storia e territorio è ben raccontata in 45 pannelli, nei quali prima si introduce la cornice settecentesca non solo tarantina, ma anche francese ed italiana cui si sviluppa il racconto di questa permanenza tra i due mari. I pannelli del ‘Grand Tour’ dipinti da Abraham-Louis-Rodolphe Ducros fotografano quella Taranto a cui seguono altri che, in italiano e francese, descrivono il percorso del generale da Alessandria d’Egitto, dal riparo della sua nave malandata nel porto, al lazzeretto, alla prigionia, alla scarcerazione e alla morte, con le illustrazioni di Nico Pillinini. In esposizione anche una spingarda del ‘700 e tre manichini con abiti d’epoca. 

La mostra “Oltre il muro, Dumas” è stata realizzata in un anno dall’associazione Amici del Castello Aragonese di Taranto e dalla Marina Militare e rivela uno spaccato, misconosciuto ai più, creando un ponte tra le esperienze di prigionia del generale e le evocazioni letterarie riscontrabili tra i grandi romanzi ottocenteschi del suo terzogenito.

Il figlio del generale, che aveva poco più di tre anni quando il padre si spense, visse idolatrando il coraggio del ‘diavolo nero’ e non sono peregrine le ipotesi che trasferiscono la grinta e l’ardore del padre in Porthos, uno de ‘I tre moschettieri’, così come i mesi di prigionia nel maschio tarantino nelle segrete in cui soffrì il Conte di Montecristo.

“L’importanza di questa mostra è nell’aver ripescato una storia che non è inedita, la ritroviamo nei libri, ma nessuno si era preoccupato di tirarla fuori.” Così commenta il curatore, nonché giornalista (che aveva già approfondito diversi anni fa la vicenda), Tonio Attino e prosegue: “Nel 2012 lo scrittore americano Tom Reiss, la racconta nel libro ‘The Black Count’, in Italia ‘Il diario segreto del Conte di Montecristo’, mai più ristampato, con il quale vinse il Premio Pulitzer. E venne anche a Taranto a vedere i luoghi della prigionia di Dumas. In quel libro c’è Taranto, c’è la cella e tanto altro che ricordano la figura del generale. E la sua storia finisce qui, dopo quei sedici mesi. Arriva qui, credendo di trovare la Repubblica Partenopea, in realtà  è stata già sostituita dai Borboni, quindi ci sono i Sanfedisti che lo imprigioneranno. E dalla cella uscirà zoppo e orbo e, poi, a quanto si sa, morì di cancro nella città della moglie.”

Le segrete ed i segreti, la Storia e le storie, il Castello Aragonese continua ad essere un grande attrattore culturale e turistico, ha trovato occasione di animare ancor più le visite che si susseguono sempre con ottimi numeri di presenze e che dal 10 settembre illumineranno alcune sale con questo percorso che durerà fino al prossimo 28 febbraio.

Ci sono tutti i requisiti affinché l’allestimento diventi permanente ma anche visitabile, coi dovuti accorgimenti, anche separatamente.

La mostra artistico-documentaria finanziata dal progetto Interregionale Polysemi, a cui ha aderito il Comune di Taranto, è stata realizzata grazie all’apporto di un’équipe di studiosi: Tonio Attino; Nicola Baldi, Teresa Bosco; Mina Chirico; Maria Cristini Cristiani; Franco Marangi;Piero Massafra; Francesco Ricci; Mario Tagarelli; Ermenegildo Ugazzi.

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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