Confindustria Puglia ai candidati presidenti: “Risolvere nodo Taranto”

 

Gli industriali pugliesi incontrano i candidati alla Presidenza della Regione Puglia
pubblicato il 07 Settembre 2020, 18:20
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L’associazione Confindustria Puglia ha condiviso con i candidati dei principali schieramenti politici alla Presidenza della Regione Puglia, Michele Emiliano, Raffaele Fitto, Antonella Laricchia, e Ivan Scalfarotto, priorità e linee strategiche per orientare le scelte da compiere e promuovere la ripartenza dopo la crisi pandemica. È l’obiettivo del Documento “Linee guida per un disegno di politica industriale della regione” che gli imprenditori pugliesi hanno consegnato ai candidati.

Il sistema confindustriale pugliese ha richiamato l’attenzione su alcune direttrici di sviluppo, indispensabili in un’ottica di medio e lungo periodo che metta l’impresa al centro delle politiche regionali per garantire alla Puglia una rapida ripresa e un crescente livello di competitività.

Una sorta di decalogo delle priorità imprescindibili per Confindustria Puglia. Nei prossimi 5 anni si dovrà agire per un utilizzo strategico e oculato delle risorse, con interventi mirati su innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione, formazione e capitale umano; semplificazione della pubblica   amministrazione, investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, mobilità e sviluppo, maggiore attenzione a territorio e ambiente che punti alla transizione energetica e allo sviluppo più ampio possibile di forme di economia circolare.

Un percorso di crescita che tragga il massimo vantaggio dalle risorse in arrivo dall’Europa.

“Alla luce dell’attuale situazione economica – ha commentato Sergio Fontana Presidente di Confindustria Puglia – sono necessari impegni sinergici: è importante che tutte le forze politiche, le organizzazioni sindacali e di rappresentanza delle imprese, condividano questi obiettivi. La complessità e l’ampiezza dei problemi posti dalla pandemia ci spingono a una revisione dell’agenda politica dei prossimi anni che dovrà necessariamente supportare le aziende e i territori nell’affrontare i cambiamenti legati alla ristrutturazione delle catene globali del valore, messe fortemente in discussione, per un’efficace strategia della ripresa. In tale contesto – continua Fontana – la rapidità di risposta è importante così come l’ammontare di risorse messe in campo. Potrebbe essere utile valutare la possibilità di utilizzare il Titolo II, uno strumento che ha già dato buona prova di sé che leghi i finanziamenti a fondo perduto alla diretta patrimonializzazione delle pmi”.

Anche la questione del lavoro conserva una sua forte centralità, una valenza non solo strettamente economica ma fondamentale per l’integrazione sociale e la valorizzazione dei singoli. Ben venga la decontribuzione degli oneri sociali prevista dal ‘Decreto agosto’, ma è il momento di attivare politiche che aiutino le aziende a creare nuova occupazione, assumendo a tempo indeterminato professionalità elevate.

A Taranto l’ambiente può da minaccia diventare opportunità. Le complesse problematiche societarie, impiantistiche, occupazionali, economiche ed ambientali legate al futuro assetto dello stabilimento siderurgico dell’ex-Ilva dovranno impegnare senza oscillazioni ed incertezze la Regione, con il Governo, l’Unione Europea, le Istituzioni locali, le imprese dell’indotto e il partenariato sociale, nella direzione di un consolidamento della capacità competitiva del sito, di una sua riqualificazione tecnologica e di un drastico contenimento delle sue emissioni.

La nuova Amministrazione regionale è chiamata ad assumere una ferma presa di posizione sul ruolo strategico che tali politiche rivestono per le imprese.

“La Puglia ha bisogno di un progetto di politica industriale unitaria per la ripartenza. Chiunque, dal 22 settembre, siederà sulla poltrona di Presidente della Regione Puglia – ha concluso Fontana – potrà contare sulla collaborazione costruttiva e sul contributo di Confindustria Puglia, attraverso un confronto tempestivo e permanente e un’analisi puntuale delle proposte di politica industriale”.

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