Ilva, FIOM: “Attendiamo ancora responso ispezione commissari”

 

Il sindacato dopo il deragliamento di un carro siluro: "Mancanza di manutenzione sui binari".
pubblicato il 06 Settembre 2020, 19:42
3 mins

“Il deragliamento del carro siluro, avvenuto nella giornata di ieri, dimostra quanto denunciato in questi in mesi dalle organizzazioni sindacali che a più riprese hanno ribadito la necessità di affrontare un tema delicato come la sicurezza sul lavoro e la programmazione ed effettuazione di manutenzione ordinaria e straordinaria”.

Così il segretario provinciale della FIOM CGIL, Francesco Brigati.

“Infatti, nelle relazioni inviate dalla Fiom ai commissari straordinari nei mesi scorsi erano state segnalate, tra le tante anomalie, anche la mancanza di manutenzione sui binari, sugli stessi carri siluri e carri ferroviari in quanto i lavoratori dei reparti interessati erano e sono sistematicamente in cassa integrazione”.

“Nello specifico, sono stati collocati in Cigo i lavoratori che avrebbero dovuto garantire il minuto mantenimento e una programmazione manutentiva delle attività sui binari, sugli scambi elettromeccanici, sui carri ferroviari e carri siluri, attività svolte all’interno del reparto di carpenteria e completamente sospese da circa due mesi”.

“Allo stato attuale i Commissari Straordinari di ILVA in AS non hanno ancora reso pubblico alle organizzazioni sindacali il responso delle ispezioni effettuate a giugno all’interno dello stabilimento siderurgico”.

“Riteniamo indispensabile conoscere le relazioni tecniche dei commissari e confrontarci sulle anomalie riscontrate e presenti in fabbrica, causate da un evidente premeditato stato di abbandono di Arcelor Mittal, dai commissari che ad oggi risultano essere i proprietari del gruppo ex ilva”.

“Il grande assente, in questa vertenza che dura ormai da troppi anni, rimane il governo che nelle stanze segrete sottoscrive accordi, mentre rimane indifferente alle denunce dei sindacati e delle istituzioni che chiedono a gran voce un incontro per chiarire quanto meno quale sarà il futuro ambientale e occupazionale di migliaia di lavoratori”.

“Arcelor Mittal non può continuare a dettare l’agenda del governo, soprattutto se parliamo di un settore strategico come la siderurgia in un territorio che da tempo rivendica un cambio radicale sul versante ambientale e dell’innovazione tecnologica. Il governo non può pensare che sia possibile trovare accordi senza un coinvolgimento delle parti sociali e il tempo che trascorre inesorabilmente agevola soltanto la multinazionale e penalizza i lavoratori e la cittadinanza, gli unici a pagare in termini sociali e ambientali. E per queste ragioni che condivido quanto dichiarato da Monsignor Santoro, in occasione degli stati generali della CGIL, che ha chiesto ai ministri presenti di farsi portavoce nei confronti del governo di istituire una cabina di regia su Taranto”.

“Arcelor Mittal non può continuare a gestire lo stabilimento siderurgico di Taranto e l’intervento pubblico è l’unica soluzione per dare risposte immediate ad un territorio ferito e stanco di aspettare il cambiamento”.

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)