Vendemmia 2020. Nel ricordo di Paola

 

13 luglio 2015. Paola Clemente, lavoratrice nelle campagne di Andria, dopo il viaggio in pullman, sviene, si accascia e muore di fatica per due euro l’ora. Quell'episodio non ha innescato alcuna "rivoluzione" ma tante cose sono cambiate
pubblicato il 06 Settembre 2020, 07:07
7 mins

13 luglio 2015. Un fatto avvenuto in giorno qualsiasi di un’estate caldissima squarcerà la fitta coltre di silenzio su un tema molto delicato e radicato nella nostra regione, il caporalato. Quel giorno, Paola Clemente, lavoratrice nelle campagne di Andria, dopo il viaggio in pullman, sviene, si accascia e muore di fatica per due euro l’ora e la garanzia del pagamento dei contributi per garantirsi un minimo di previdenza sociale.

Paola Clemente

Quell’episodio non ha innescato alcuna “rivoluzione”, ciononostante tante cose sono cambiate. Ma era necessaria una vittima, donna e italiana, per mobilitare il mondo politico e istituzionale e approvare una legge per il contrasto al caporalato e al lavoro nero in agricoltura. Cosa che avverrà un anno dopo, il 18 ottobre 2016, con una legge che garantisce maggior tutela per i lavoratori e un’altra serie di strumenti per una maggiore tutela penale.

In tempo di pandemia il caporalato non si è fermato, ma neppure la lotta per contrastarlo è cessata, anzi, appare più forte di prima. Il gruppo pugliese (di Trani) Megamark ad esempio ha messo in atto anche nell’estate del 2020 il progetto di filiera etica contro il caporalato nato un anno fa in collaborazione con l’associazione internazionale NoCap, impegnata nel promuovere e valorizzare le aziende agricole che rispettano la legalità e i diritti dei lavoratori e la Rete Perlaterra, associazione e rete tra imprese che promuovono pratiche agroecologiche di lavoro della terra.

Nel 2019 il contrasto al caporalato si concentrò nella raccolta dei pomodori, quest’anno l’attenzione si è spostata sulla raccolta di uva. Proprio nel ricordo di Paola Clemente, morta sotto i tendoni che ricoprono le vigne nelle quali lavorava. Nel 2019 la filiera etica contro il caporalato denominata “Iamme” (andiamo) ha consentito di regolarizzare circa 150 braccianti extracomunitari a Foggia, per la raccolta di pomodori da trasformarsi in conserve, Metaponto per la raccolta e confezionamento di prodotti freschi e Ragusa per la coltivazione di pomodori.
Le lavoratrici del territorio, coinvolte nel progetto “Donne braccianti contro il caporalato”, raccolgono uva da tavola biologica nelle terre di Ginosa (Taranto), che viene confezionata nell’impianto di Aba Bio Mediterranea di Policoro (Matera) e distribuita dal gruppo Megamark negli oltre 500 supermercati con il bollino “NoCap” e il marchio etico e di qualità “Iamme”.

Una gamma di prodotti biologici Iamme-NoCap, già presenti nei supermercati del gruppo con una linea di rossi (passate, pelati, salse pronte) e una di prodotti freschi ortofrutticoli, che andrà ad arricchirsi con l’uva. A fronte di una produzione stimata di circa 950 mila confezioni da mezzo chilo si attende un fatturato di circa un milione di euro. La raccolta durerà fino a novembre, poi sarà garantita continuità lavorativa anche nei sei mesi successivi con la raccolta degli agrumi.

E qui viene il bello perché nella prima filiera bio-etica contro il caporalato dedicata alle donne sono coinvolte 50 braccianti pugliesi e lucane, fino a ieri vittime di sfruttamento: oltre a un contratto di lavoro dignitoso – 6 ore e mezza di lavoro e una paga giornaliera di 70 euro lordi (contro le 10 ore solitamente imposte dai caporali per una paga di 30 euro, oltre al costo del trasporto) – è stato messo a disposizione un alloggio e il trasporto gratuito verso i luoghi di lavoro, grazie a due van acquistati dall’associazione NoCap con una raccolta fondi che ha coinvolto tanti donatori. Questa sì, una rivoluzione in un territorio complicato, quello compreso tra il Metapontino e il Sud della Puglia, in cui si stima siano oltre trentamila le donne braccianti potenziali vittime dello sfruttamento.

Sagnet (ex raccoglitore di pomodori) riceve l’onoreficenza di Cavaliere dell’Ordine della Repubblica per il suo impegno per contrastare il caporalato

“Con questa iniziativa – ha spiegato Yvan Sagnet, presidente dell’associazione NoCap – vogliamo ricordare che il caporalato è un fenomeno trasversale che colpisce non solo gli immigrati, ma anche gli italiani, in particolar modo le donne”. “Iamme” – aggiunge Francesco Pomarico, direttore operativo del gruppo Megamark – è il nostro contributo per una società migliore in cui chi lavora nel settore agroalimentare, impresa o bracciante di qualsiasi razza o provenienza, deve farlo nel solco delle leggi”.
Solo parole, si dirà, ma così non è. Il gruppo Megamark ha contribuito, incrementando la somma messa a disposizione di 400 mila euro in sostegno alla sanità pugliese in questa fase di emergenza.

Così ripartirà la prima vendemmia 2020 in Puglia, la prima ai tempi del Coronavirus, con la raccolta dei primi grappoli di uva Negroamaro in provincia di Lecce, le prime ad essere raccolte assieme a quelle di Chardonnay, entrambe per la produzione di spumanti. Sullo sfondo di un panorama un pò cambiato, restano gli interrogativi per lo più legati al mercato: dal crollo dei consumi fuori casa, dalla crisi della ristorazione, dalle tensioni sugli spostamenti di persone e merci, dalle difficoltà sugli ingressi in Italia degli stagionali stranieri.

A distanza di cinque anni il ricordo di Paola non si affievolisce. La sua storia è diventata un cortometraggio, “La giornata”, di Pippo Mezzapesa e solo sabato scorso a Crispiano, si è tenuta una fiaccolata in sua memoria per evitare che il silenzio possa prevalere sulla storia per continuare a ricordarla in una regione “agricola”, come la nostra, per evitare che, in futuro, ci siano ancora morti ammazzati di “fatica”.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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