Snam propone ad Amiu impianto di compostaggio

 

Proposta di project financing delle controllate SNAM 4 Environment s.r.l. e IES Biogas s.r.l. per un "Impianto di trattamento rifiuti organici e produzione di biometano"
pubblicato il 01 Settembre 2020, 18:00
5 mins

All’Azienda Multiservizi e Igiene Urbana S.p.A. di Taranto (AMIU) è giunta una proposta da parte della società SNAM 4 Environment s.r.l., controllata di SNAM, e della società IES Biogas s.r.l. ( a sua volta dal 2018 entrata a far parte del gruppo SNAM) per la realizzazione di un “Impianto di trattamento rifiuti organici e produzione di biometano“.

In pratica si tratta di un impianto di compostaggio dove lavorare la Frazione Organica del Rifiuto (FORSU) e da questi produrre biometano.

Lo scorso 25 agosto il CDA della partecipata del Comune, ai sensi degli artt. 7 e segg. della Legge 241/90 e s.m. ed i., ha avviato il procedimento per la verifica della proposta di project financing (ai sensi dell’art. 183 comma 15 (Finanza di progetto) D.Lgs. 50/16 e s.m.i.).

Cos’è il project financing

Il project finance è una tecnica di finanziamento delle opere pubbliche, in cui l’amministrazione pubblica competente indice una gara per la realizzazione di una determinata infrastruttura. Gli imprenditori interessati alla sua costruzione, detti promotori o sponsor, raccolgono intorno a sé altri soggetti disposti a prendere parte all’iniziativa. Chi vince la gara costituisce una società, detta project company, la quale, anche con le somme raccolte presso terzi finanziatori, banche per esempio, costruisce l’impianto.

Il guadagno per i promotori consiste nei redditi che la gestione dell’infrastruttura riesce a produrre. L’amministrazione pubblica che ha conferito l’incarico dell’esecuzione dell’opera, in contropartita dell’impegno economico assunto dai promotori, si impegna infatti a concedere loro in concessione la gestione dell’impianto per un certo numero di anni. In tal modo essi hanno la possibilità di recuperare il capitale investito e guadagnare un margine di profitto. Al termine, la gestione torna nelle mani dell’ente pubblico.

Il progetto rientra nel piano industriale 2029-2023 della SNAM

Al momento nulla in più si conosce sulla proposta arrivata all’AMIU. Ma l’operazione rientra a pieno titolo nel piano industriale della società SNAM 2019-2023, periodo nel quale Snam ha previsto “di raddoppiare gli investimenti nei nuovi business per la transizione energetica ad almeno € 400 milioni, rispetto a € 200 milioni del precedente piano”. L’incremento più significativo riguarda proprio il settore del biometano da rifiuti organici, scarti agricoli e agro-industriali, “che avrà un ruolo strategico nel percorso di decarbonizzazione. Snam punta a supportare e accelerare l’evoluzione del mercato italiano anche investendo, tramite proprie controllate, nelle infrastrutture e nella realizzazione di impianti. Sono previsti investimenti per circa € 250 milioni rispetto a € 100 milioni del precedente piano per realizzare impianti per una capacità installata superiore ai 40 Megawatt“.

L’investimento nel settore del biometano si integra con quelli previsti da SNAM nella mobilità sostenibile a supporto dell’incremento della rete italiana di distributori di gas naturale compresso (CNG e bio-CNG) e gas naturale liquefatto (LNG e bio-LNG), “prima in Europa con più di 1.350 distributori (circa 150 stazioni connesse alla rete dal 2018). Il piano conferma investimenti previsti di € 50 milioni nella realizzazione di circa 150 stazioni di rifornimento di metano e biometano per auto e bus, realizzate in collaborazione con Cubogas, controllata da Snam4Mobility”.

Il tutto rientra nel piano di transizione energetica sul quale SNAM ha investito da tempo, in quanto per la società italiana è evidente che “il gas naturale si sta affermando come fonte energetica sempre più abbondante e competitiva nonché come soluzione immediata ed economica per sostituire il carbone nella generazione elettrica e il diesel nei trasporti. Nel lungo termine, inoltre, il gas non è più solo visto come fonte di transizione ma come un pilastro di un mondo decarbonizzato, in particolare nei diversi settori difficili da elettrificare. Tale ruolo verrà rafforzato grazie al rapido sviluppo dei gas rinnovabili, in particolare della filiera del biometano, che potrà crescere a ritmo sostenuto in Italia anche a seguito degli investimenti di Snam, e alle numerose iniziative in corso in tutto il mondo per produrre l’idrogeno da fonti rinnovabili a costi sempre più competitivi.”

Non è un caso se SNAM è inoltre uno dei principali azionisti di TAP (Trans Adriatic Pipeline), il tratto finale del Corridoio Sud dell’energia del gasdotto che approderà in Salento e i cui lavori stanno per essere ultimati. Ed il cui gas, nei progetti della Regione Puglia, dovrebbe agevolare la decarbonizzazione dell’Enel di Brindisi e dell’ex Ilva di Taranto.

Appena otterremo altre informazioni utili, le porteremo a conoscenza dei lettori.

Condividi:
Share
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

3 Commenti a: Snam propone ad Amiu impianto di compostaggio

  1. Piero

    Settembre 1st, 2020

    Perche’no? In tutti i posti evoluti se ne stanno costruendo. Ma poi da noi interverranno i NIMBY che dicono che una citta di 200000 abitanti dovrebbe vivere solo di cozze (ormai anche quelle importate) e di improbabile turismo.
    Potremmo fare come Bari dove il pil e’ generato da furti politici grazie alla regione puglia, ma non ne siamo capaci

    Rispondi
  2. Massimo

    Settembre 2nd, 2020

    Sono d’accordo, purchè si realizzi l’impianto all’interno dello stabilimento ex Ilva.

    Rispondi
  3. Gico

    Settembre 2nd, 2020

    Sembra che tutti siano favorevoli, ormai i nostri politici locali non parlano altro di” green new deal ” poi al nord molte città sfruttano il biometano per il teleriscaldamento. Speriamo che i tarantini sappiano civilmente raccogliere e trattare i rifiuti organici per una differenziata idonea.

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)