Tempa Rossa, prove di esercizio sino a dicembre

 

La società ha ottenuto una proroga di sei mesi sulla tabella di marcia iniziale
pubblicato il 26 Agosto 2020, 21:04
4 mins

Adesso è ufficiale: le prove di esercizio degli impianti di Tempa Rossa in corso in Basilicata, avviate nel dicembre 2019 e previste inizialmente per una durata pari a 6 mesi, sono state adesso riprogrammate ed autorizzate sino a dicembre 2020, per far fronte all’emergenza COVID-19 che ha obbligato alla sospensione di una serie di attività. A darne notizia è stata la stessa TOTAL E&P Italia S.p.A. 

L’ok è arrivato dall’Umnig (Ufficio nazionale minerario controllato dal ministero dello Sviluppo Economico) a cui la società lo scorso giugno aveva chiesto una proroga.

Le prove di esercizio dunque proseguono in accordo al programma autorizzato dalle autorità competenti, con una produzione di grezzo che ad oggi è di circa 40.000 barili al giorno. 

Dall’inizio dell’anno ad oggi, per queste attività di prova, sono state impiegate da Total e dalle sue società appaltatrici più di 500.000 ore di lavoro senza registrare per fortuna infortuni. 

Nello scorso mese di luglio è invece iniziata l’esportazione di gas metano dal centro olio, che è destinata interamente alla Regione Basilicata, ed ai primi di agosto quella di GPL: tali attività hanno consentito una riduzione di circa il 50% della quantità di gas inviati in torcia e, di conseguenza, delle dimensioni della fiamma. 

Finché gli impianti di trattamento gas saranno in fase di stabilizzazione in corrispondenza di particolari fasi di prova o arresti di apparecchiature la fiamma aumenterà temporaneamente, come già avvenuto nelle settimane scorse e come hanno denunciato cittadini e associazioni. 

(leggi tutti gli articoli sul progetto Tempa Rossa https://www.corriereditaranto.it/?s=tempa+rossa&submit=Go)

Pee la TOTAL E&P Italia S.p.A. “questo processo, sebbene possa dar luogo a localizzati aumenti della visibilità della fiamma in torcia, rientra nella normale conduzione degli impianti in questa fase di avviamento e prova, e non rappresenta particolari criticità dal punto di vista della sicurezza, né dal punto di vista della salvaguardia ambientale e della salute. Al contrario, la torcia stessa rappresenta un’apparecchiatura di primaria garanzia per la sicurezza delle persone e delle operazioni in impianto”. 

“La rete delle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria è pienamente funzionante ed i dati raccolti sono costantemente analizzati sia internamente, che dai tecnici ambientali di ARPAB” rende noto ancora l’azienda. Che intende “rassicurare tutti i residenti delle aree limitrofe agli impianti e dei paesi della Concessione che tutte le rilevazioni, ad oggi effettuate, rientrano ampiamente nei valori limite di legge e previsti nelle autorizzazioni, o comunque raccomandati a livello internazionale se più restrittivi”.

Ma è indubbio che le ripercussioni per i cittadini siano comunque inevitabili vista la presenza di tali impianti nelle vicinanze.  

Il tutto, ovviamente, riguarda molto da vicino Taranto, dove intanto proseguono i lavori per adeguare la raffineria Eni a ricevere il petrolio che sarà estratto dai pozzi di Tempa Rossa e che sarà stoccato (e forse in parte raffinato) nei serbatoi del sito ionico e poi caricato sulle petroliere attraverso il Pontile Petroli interessato da lavori di adeguamento (come abbiamo documento nel nostro ultimo articolo linkato qui sotto).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/18/tempa-rossa-leni-rivede-progetto-sul-pontile-petroli/)

Condividi:
Share
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)