Piano Ambientale Ilva, a rischio attuazione al 2023

 

Dall'ultima riunione dell'Osservatorio Ilva emerge una situazione molto critica su alcune importanti prescrizioni
pubblicato il 24 Agosto 2020, 19:39
33 mins

Il rischio concreto è che al 23 agosto 2023, diverse prescrizioni previste dal Piano Ambientale del DPCM del 29 settembre 2017, non saranno state del tutto attuate. Se slitteranno di pochi gioni, diverse settimane o alcuni mesi, al momento è difficile prevederlo. Visto che su alcune di esse, secondo le tempistiche originariamente previste, ad oggi si registra un ritardo tra i 5 e i 9 mesi.

E’ questo il quadro attuale emerso dall’ultima riunione dell’Osservatorio permanente per il monitoraggio dell’attuazione del Piano ambientale Ilva che si è svolta lo scorso 16 luglio, che in realtà si sarebbe dovuta svolgere lo scorso 20 marzo poi differita, per l’emergenza COVID-19. La riunione si è comunque tenuta in modalità di videoconferenza, ed è stata presieduta dal capo del Dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi, dott. Mariano Grillo.

Di chi le colpe e responsabilità di tutto questo, lo si capirà in parte leggendo quest’articolo, anche se è chiaro che lo stop a molti cantieri dallo scorso marzo a causa della pandemia, non potrà che avere un peso rilevante in tali ritardi. L’altra parte delle responsabilità ricadono inevitabilmente sulla politica (anche quella locale) e l’attuale governo, che dallo scorso settembre ha creato un empasse dalla quale non sa più come uscire. Ed infine, ultima non per responsabilità o importanza, su una multinazionale che di fatto oggi ha troppe carte a suo favore che le consentono di fare il bello ed il cattivo tempo.

Una cabina di regia ad hoc per l’attuazione del Piano Ambientale

In avvio di riunione, il Presidente ha rammentato alle parti presenti (e dato invece un’informazione inedita a noi) che a seguito di quanto previsto nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 novembre 2019, n. 138 recante “Regolamento di organizzazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”, che prevede tra i compiti del Dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi (DiTEI), quello di coordinare “le azioni per il monitoraggio, il controllo e la risoluzione delle situazioni di crisi ed emergenza ambientale a contenuto trasversale ed interdirezionale”, è stata istituita con decreto n. 2/DITEI del 27/1/2020 una Cabina di Regia presieduta dal Capo del Dipartimento e costituita dal Direttore della Direzione generale per la crescita sostenibile e la qualità dello sviluppo, dott. Oliviero Montanaro, e dal Direttore della Direzione generale per il risanamento ambientale, dott. Giuseppe Lo Presti, per coordinare le complesse e articolate attività connesse all’attuazione della legislazione speciale riguardante lo stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale exILVA S.p.A. di Taranto.

Conseguentemente il Dipartimento ha provveduto ad adeguare con decreti n. decreti n. 3/DITEI del 27/1/2020 e n. 4/DITEI del 27/1/2020 il regolamento e la composizione dell’Osservatorio permanente per il monitoraggio dell’attuazione del Piano ambientale, attribuendo la funzione di Presidente al Capo Dipartimento.

Il procedimento del riesame dell’AIA e delle centrali termoelettriche

Il direttore Lo Presti, in qualità di responsabile del procedimento, ha poi fornito un aggiornamento in merito ai seguenti procedimenti:

–  procedimenti in corso ID 53/9950 e ID 90/10098: in qualità di Responsabile del Procedimento, ha provveduto a trasmettere alla DGCRESS, con note n. 44707 del 15/6/2020 e n. 44706 del 15/6/2020 gli schemi di decreto e i relativi atti presupposti, ai fini delle azioni amministrative successive per la conclusione dei procedimenti identificati rispettivamente con l’ID 53/9950 (riesame complessivo centrali termoelettriche ArcelorMittal Italy Energy S.r.l.) e l’ID 90/10098 (riesame parziale impianti di trattamento gas siderurgici). I decreti sono attualmente alla firma del Ministro e quindi a breve saranno disponibili anche per la nostra lettura.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/07/20/ex-ilva-sanzioni-dallarera-per-55-milioni-di-euro/)

–  procedimento in corso ID 90/10212: Lo Presti ha convocato una riunione del Gruppo di lavoro che ha avuto luogo in data 3 giugno u.s. al fine di pervenire alla approvazione da parte di ISPRA e ARPA Puglia delle nuove procedure di stima e alla nuova elaborazione da parte di AMI del quadro emissivo corrispondente a 6 mln di tonnellate/a di acciaio aggiornato con i dati emissivi di Hg, Cu, naftalene, PM10 e PM2,5.

E’ stata effettuata una riunione il giorno 14 luglio u.s. per approvare la nuova procedura e pervenire così alla definizione del nuovo quadro emissivo approvato dal Gruppo di lavoro che costituirà la base per l’elaborazione del rapporto VDS (Valutazione Danno Sanitario) da parte degli Enti.

Terminata la fase di valutazione del danno sanitario corrispondente alla produzione pari a 6 mln di tonnellate annue di acciaio, il responsabile del procedimento riterrà concluso il suo mandato e rimetterà gli atti alla Direzione competente per un’eventuale definizione del quadro emissivo “post operam” e relativo alla produzione di 8 mln di tonnellate annue e contenente anche le emissioni degli ulteriori inquinanti PM10, PM2,5, Naftalene, Hg e Cu, nonché per l’eventuale rivalutazione dell’autorizzazione integrata ambientale di cui al DPCM del 29 settembre 2017.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/04/23/ex-ilva-minambiente-ok-scenario-emissivo-a-6-milioni/)

Lo stato di avanzamento di alcune attività

Si è poi entrati nella parte centrale della riunione, quella dell’esame alla presenza di ArcelorMittal Italia S.p.A. dello stato d’avanzamento di alcune attività, in particolare nell’approfondimento documentale sui cantieri che devono essere aperti e/o conclusi entro il 31 dicembre 2020. In particolare, esame dello stato d’avanzamento delle attività previste nei cronoprogrammi sinora forniti, per l’attuazione delle seguenti prescrizioni:

n. 16.l)-42-49: fermata batteria di cokefazione n. 11 e doccia n. 6, entro il 31 marzo;

n.1-UA7: completamento copertura Parco Fossile, entro il 31 maggio;

n. UA11, punto 2: impianto di trattamento reflui area cokeria e area altoforno, entro il 30 giugno e conseguente rispetto dei nuovi valori limite di emissione ai relativi scarichi parziali;

n. UA11, punto 5: intervento per la riduzione delle emissioni di zinco al punto di emissione 27AI (zincatura a caldo ed elettrozincatura), entro il 10 novembre e conseguente rispetto del nuovo valore limite di emissione (Dir. 374/2019 del 28/6/2019 e cronoprogramma nota n. Dir. 573/2019 del 22/10/2019);

n. 16.m)-37-42-49: batterie di cokefazione 7-8 e doccia n. 4bis, entro il 31 dicembre e conseguente rispetto dei nuovi valori limite di emissione.

Lo stop dei cantieri AIA a causa della pandemia da Covid-19 e le richieste di rinvio

Prima di procedere nel dettaglio dell’analisi dello stato di avanzamento degli interventi, è stata ripresa la nota prot. n. Dir. 151/2020 del 27/03/2020 (MATTM/22025 del 30/03/2020) ArcelorMittal Italia S.p.A. ha comunicato che l’emergenza sanitaria connessa al COVID-19, le relative misure di contenimento adottate dal Governo e l’ordinanza adottata, nei confronti dello stabilimento siderurgico, dal Prefetto di Taranto, in esecuzione dei provvedimenti del Governo, hanno reso “difficoltosa la prosecuzione delle attività di cantiere che sono state avviate per l’esecuzione del DPCM 29 settembre 201.”, riservandosi di comunare i ritardi complessivi nell’adempimento causati dalla situazione emergenziale.

Rispetto a tale comunicazione generale di “sospensione dei cantieri”, ad oggi la società ha comunicato solo il riavvio delle attività di cantiere relative all’intervento di chiusura nastri trasportatori (prescrizione n. 6) e agli interventi di realizzazione degli impianti di trattamento dei reflui di cokeria e degli altoforni (punti 1 e 2 della prescrizione n. UA11), interventi oggetto di istanza di differimento dei termini già presentata dai Commissari straordinari.

Ciò premesso, il Direttore Montanaro rammenta che con nota del 21 aprile 2020, i Commissari straordinari di ILVA S.p.A. in A.S., su richiesta della società ArcelorMittal Italia S.p.A., hanno presentato, ai sensi dell’art. 1, comma 9, d.l. 61/2013 e 5, comma 2, del D.P.C.M. 29 settembre 2017, istanza per l’attivazione della Conferenza di Servizi per l’approvazione delle modifiche dei cronoprogrammi relativi all’attuazione di alcune prescrizioni del Piano ambientale a seguito dei ritardi rilevati, “non dovuti alla volontà del Gestore, e riconducibili al lock-down e alle successive nuove e più gravose regole per garantire la sicurezza delle lavorazioni determinate dall’emergenza sanitaria connessa al Covid-19, al fatto che alcuni interventi sono previsti in aree sottoposte precedentemente a sequestri giudiziari, nonché ai ritardi connessi alle procedure previste per il trasporto transfrontaliero”.

In particolare, come si ricorderà, gli interventi oggetto dell’istanza dei Commissari sono i seguenti:

a)  chiusura nastri trasportatori (prescrizione n. 6), con termine originariamente previsto al 31 maggio 2020 e differimento richiesto al 31 luglio 2021 (14 mesi). In merito a tale istanza è stato emanato il DM n. 115 del 29/6/2020, con cui è stato differito di 4 mesi il termine del 31 maggio 2020, al fine di effettuare ulteriori approfondimenti istruttori volti alla “puntuale valutazione e adozione di tutte le misure idonee a garantire il completamento, nei tempi tecnici strettamente necessari, dell’adempimento della prescrizione n. 6 in condizioni di massima sicurezza ambientale e sanitaria”;

b)  completamento degli impianti di trattamento dei reflui di cokeria e degli altoforni (punti 1 e 2 della prescrizione n. UA11) e adeguamento dell’impianto di trattamento dei reflui presso l’area di laminazione (punto 5 della prescrizione n. UA11), con termine originariamente previsto al 30 giugno 2020 e differimento richiesto al 31 dicembre 2020. In merito a tale istanza è stato emanato il DM n. 132 del 30/06/2020 che con cui è stato differito il termine al 30 novembre 2020, escludendo le attività per la messa a regime e per il collaudo finale da concludersi comunque entro il 31/12/2020 al fine di garantire il rispetto di tutti i valori limite di emissione dal 1 gennaio 2021;

c)  interventi su Batterie n. 7-8 (prescrizione n. 16.m)-42-49), ossia costruzione nuova doccia 4- bis per garantire il rispetto del valore limite polveri di 25 g/t coke, l’installazione di filtro a maniche per garantire il rispetto del limite per le polveri di 8 mg/Nm3 al camino E424, installazione sistema di controllo della pressione dei singoli forni denominato SOPRECO, miglioramento del sistema di aspirazione allo sfornamento, tutti interventi da realizzare entro il 31 dicembre 2020 e differimento richiesto al 31 maggio 2021;

d)  rimozione del cumulo polveri e scaglie in area Parco Minerale (prescrizione n. UP2), con termine originariamente previsto al 31 dicembre 2020 e differimento richiesto al 31 dicembre 2022;

e)  gestione fanghi acciaieria e d’altoforno e polverino d’altoforno (prescrizione n. UP3), con termine originariamente previsto al 31 dicembre 2020 e differimento richiesto al 23 agosto 2023.

(leggi l’articolo sulla richiesta di proroga avanzata da ArcelorMittal e Commissari Ilva https://www.corriereditaranto.it/2020/06/02/2arcelormittal-i-motivi-dei-ritardi-sullaia/)

Mancano i documenti per l’ok alle proroghe. Ritardi (varie cause) su parco Fossile camino E-312

A riguardo, il Direttore informa i presenti che da parte del Gestore, ad oggi, non risultano ancora pervenuti i documenti indispensabili alla valutazione delle istanze di proroga oggetto della succitata nota dei Commissari straordinari del 21 aprile 2020 e relative agli interventi sulle batterie 7-8 e alle prescrizioni UP2 e UP3, tutti con scadenza 31/12/2020. E’, pertanto, necessario che il Gestore fornisca, quanto prima, tali elementi ai Commissari straordinari al fine di poter convocare una riunione della Conferenza di Servizi e acquisire le relative determinazioni in merito a tali ulteriori proroghe.

Il rappresentante di ArcelorMittal Italia S.p.A., ing. Labile, illustra, su richiesta del Presidente, lo stato di avanzamento degli interventi previsti dal DPCM del 2017, con particolare riferimento a quelli indicati ai punti a. e b. dell’ordine del giorno. Comunica, in merito, che è stata trasmessa la nota prot. n. Dir. 326/2020 del 14 luglio 2020 (cosa che abbiamo verificato anche noi), che contiene il report sullo stato di attuazione di tutti gli interventi previsti dal DPCM del 2017, e, l’aggiornamento dei cronoprogrammi relativi agli interventi di cui sopra, oltre al piano di efficientamento energetico (Articolo 6, comma 6, del DPCM del 29/9/2017) e gli  interventi previsti dal programma organico di rimozione dell’Amianto (PORA) (articolo 13, comma 2, del DPCM del 29/9/2017).

(leggi l’articolo sul piano amianto di ArcelorMittal https://www.corriereditaranto.it/2019/05/09/amianto-ecco-il-piano-smaltimento-di-mittal/)

Inoltre con riferimento alla prescrizione n. 16.l)-42-49, fermata batteria di cokefazione n. 11 e doccia n. 6, prevista entro il 31 marzo, l’ing. Labile comunica che con la nota del 14 luglio u.s. il Gestore ha confermato che la stessa è stata fermata a fine marzo così come già comunicato con nota prot. n. DIR 150/2020 del 27/03/2020 (MATTM/21903 del 27/03/2020).

Per quanto concerne l’intervento di copertura dei c.d. parchi primari (prescrizione n.1-UA7), con la nota del 14/7/2020, ArcelorMittal ha confermato che l’intervento di copertura del parco minerale è stato ultimato nel mese di dicembre 2019. Per quanto riguarda invece la copertura del parco Fossile, il cronoprogramma trasmesso prevede la conclusione dell’intervento al 4 settembre 2021, quindi nel rispetto della scadenza prevista dal DPCM. Evidenzia, in proposito, che le coperture sono già realizzate, ma non si è potuto pervenire al completamento dell’opera secondo le tempistiche dell’impegno assunto con l’addendum al contratto di affitto del 2018, soprattutto per la mancata installazione, a causa dell’emergenza sanitaria connessa al COVID-19, delle nuove macchine bivalenti di ripresa e messa a parco.

Prescrizione n. 55-57 (installazione di filtri a maniche sull’impianto di sinterizzazione dell’agglomerato (E312). Con la medesima nota del 14 luglio u.s., ArcelorMittal ha confermato quanto già comunicato con le precedenti comunicazioni in merito al rallentamento, a seguito dell’emergenza sanitaria, delle attività di realizzazione dell’intervento di installazione dei filtri a maniche sull’impianto di agglomerazione (camino E312) (prescrizione n. 55-57), e che ad oggi non è ancora disponibile l’aggiornamento del relativo cronoprogramma da parte del fornitore, nonché la data di riavvio delle attività di cantiere.

L’allarme della Commissione AIA-IPPC: 5-9 di ritardo sul cronoprogramma

Il rappresentante della Commissione istruttoria per l’AIA-IPPC, dott. Fardelli, evidenzia che dai cronoprogrammi trasmessi da ArcelorMittal con la nota Dir. 326/2020 del 14 luglio 2020 si constatano diverse situazioni che destano preoccupazione.

–  la conferma dei cronoprogrammi relativi agli interventi relativi agli impianti di trattamento reflui di cui ai punti 1,2 e 5 della prescrizione n. UA11 già previste nel citato decreto del 30/06/2020;

–  la conferma della richiesta di proroga di 5 mesi per la realizzazione della doccia 4-bis, per l’installazione delle valvole SOPRECO e per l’intervento relativo al sistema di aspirazione allo sfornamento. Si evidenzia che, con la citata nota del 14 luglio, non è pervenuto il cronoprogramma relativo alla richiesta di proroga per l’installazione del filtro a maniche al camino E424;

–  la conferma della proroga di 24 mesi richiesta con l’istanza di differimento dei Commissari straordinari per l’attuazione della prescrizione UP2 e di 32 mesi per la UP3, proroga quest’ultima estremamente critica poiché copre un periodo molto lungo e la scadenza prevista è a ridosso del termine ultimo del 23 agosto 2023 previsto dal DPCM del 2017 per la realizzazione di tutti gli interventi. In altri termini, a fronte di richieste di proroghe temporali ingenti, preso atto delle criticità rappresentate in merito al trasporto transfrontaliero e tenuto conto dell’assenza allo stato di proposte alternative tese anche alla messa in sicurezza temporanea dei suddetti cumuli, non si ha sufficiente garanzia della reale attuazione delle prescrizioni UP2 e UP3.

Il dott. Fardelli riepiloga, concludendo, che, tenuto conto dei cronoprogrammi forniti con la nota del 14 luglio, ai fini delle valutazioni delle istanze di proroga oggetto della succitata nota dei Commissari straordinari del 21 aprile 2020 e relative agli interventi sulle batterie 7-8 e alle prescrizioni UP2 e UP3, tutti con scadenza 31/12/2020, ad oggi non risulta ancora pervenuto il cronoprogramma relativo all’intervento di installazione del filtro a manica al camino E424 delle batterie 7-8, oltre che le valutazioni degli effetti ambientali del differimento degli interventi richiesto.

Con riferimento alla copertura dei parchi primari, prescrizioni n. 1 e n.UA7, il dott. Fardelli evidenzia che il DPCM del 2017 prevede il completamento degli interventi di copertura, trattamento acque e riqualificazione delle aree liberate, entro 31/10/2021. Con l’addendum al contratto di affitto sottoscritto da Arcelor in data 14 settembre 2018, la scadenza del DPCM è stata anticipata al 31/5/2020. In particolare, evidenzia che nei cronoprogrammi trasmessi con la nota del 14 luglio u.s., non sono presenti interventi di pulizia e riqualificazione delle aeree antistanti le coperture dei parchi minerale e fossile, di lunghezza pari a circa 300 metri. Pertanto, dai cronoprogrammi emerge che la scadenza del 4 settembre 2021 prevista per il completamento degli interventi di copertura dei parchi primari (prescrizioni n. 1 e n. UA7), è a ridosso del termine del 31/10/2021 fissato dal DPCM del 2017, e, pertanto, appare critica.

(leggi gli articoli su ArcelorMittal https://www.corriereditaranto.it/?s=arcelormittal&submit=Go)

Si evidenzia, inoltre, come l’attuazione della prescrizione UP2 che insiste su tali aree, piuttosto che essere oggetto di proroga, dovrebbe essere oggetto di una forte accelerazione per giungere alla completa pulizia dell’area.

Si rileva, inoltre, per la copertura del parco fossile, il ritardo rispetto alla scadenza del 31 maggio 2020 fissata nell’addendum al contratto di affitto, la cui valutazione resta in capo ai Commissari straordinari, nell’ambito di quanto previsto del contratto stesso.

Con riferimento alla prescrizione n. 55-57, il DPCM prevede l’installazione di filtri a manica su una delle due linee (E e D) dell’impianto di sinterizzazione entro il 31 dicembre 2021. Tenuto conto che ad oggi non è pervenuto il nuovo cronoprogramma, che da quanto comunicato più volte dal Gestore risulta ancora in fase di aggiornamento dopo la sospensione per l’emergenza sanitaria, dal riscontro dei cronoprogrammi trasmessi, con nota n. Dir. 590/2019 del 28/10/2019, in occasione dell’ultima riunione dell’Osservatorio di ottobre 2019, ad oggi sono ascrivibili ritardi tra i 5-9 mesi che potrebbero compromettere la scadenza del 31 dicembre 2021 prevista per la prima linea dell’impianto di agglomerazione. Tenuto conto della fondamentale importanza di tale intervento risulta necessario acquisire un aggiornamento del cronoprogramma e avere certezza sull’avvio del relativo cantiere e sulle azioni messe in atto per garantire il pieno rispetto della tempistica prevista.

In relazione al Programma Organico di Rimozione Amianto (PORA), si rammenta che l’Osservatorio, a partire da maggio 2019, ha chiesto ad AMI di aggiornare tale piano con frequenza trimestrale, inserendo eventuali interventi relativi a manufatti rinvenuti e non ancora censiti e per i quali può essere programmata nell’ambito del PORA la loro rimozione. Dall’aggiornamento fornito con la nota del 14 luglio 2020 emergono ritardi su circa 12 linee di intervento. Pertanto si richiede, in occasione del prossimo aggiornamento, di fornire anche una relazione dettagliata sui ritardi accumulati e sulle misure intraprese al fine di recuperare tali ritardi e garantire il rispetto delle tempistiche previste. Risulta inoltre necessario inserire in tali relazioni il quantitativo del materiale rimosso con riferimento a quanto riportato all’art. 13, comma 2 del DPCM 2017.

Infine, con riferimento agli interventi di copertura dei parchi c.d. “minori”, ossia del parco OMO e dei parchi AGL Nord e Sud, il dott. Fardelli evidenzia che gli ultimi cronoprogrammi sono stati trasmessi da Arcelor con nota prot. n. Dir. 209/2019 del 05/04/2019, prevedendo la conclusione della copertura del parco AGL Sud al 30/06/2020, del parco AGL Nord al 29/10/2021 e del parco OMO al 29/04/2022. Quest’ultimo termine coincide con il termine ultimo previsto dal DPCM del 2017 per la copertura dei tre parchi. Dalla tabella riepilogativa dello stato di attuazione degli interventi del DPCM riportata in allegato I alla nota del 14 luglio 2020, emerge che i cantieri relativi agli interventi di copertura dei parchi minori, anche essi sospesi a seguito dell’emergenza sanitaria, non sono stati ancora riavviati e sono ancora in corso da parte dei fornitori le revisioni dei relativi cronoprogrammi.

(leggi l’articolo sull’evento emissivo del 4 luglio scorso https://www.corriereditaranto.it/2020/07/07/ex-ilva-minerale-e-polvere-dai-parchi-scoperti/)

Pertanto, dal confronto con i cronoprogrammi trasmessi in occasione dell’Osservatorio 2019 si rileva un ritardo di 5-9 mesi che allo stato potrebbe compromettere il rispetto della scadenza prevista dal DPCM in quanto coincidente con la conclusione attualmente prevista dell’intervento di copertura del parco OMO. Risulta, quindi, necessario acquisire un aggiornamento del cronoprogramma e avere certezza sull’avvio del relativo cantiere e sulle azioni messe in atto per garantire il pieno rispetto della tempistica prevista.

Concludendo, il dott. Fardelli rileva, che rispetto ai cronoprogrammi trasmessi in occasione della riunione dell’Osservatorio di ottobre 2019, si evidenza allo stato un generale ritardo di 5-9 mesi delle varie fasi dei cronoprogrammi, slittamento che potrebbe avere ripercussioni sul rispetto dei termini previsti dal DPCM e, quindi, comportare la richiesta di ulteriori proroghe, se non addirittura compromettere, nel caso delle prescrizioni UP2 e UP3, il rispetto anche del termine ultimo del 23 agosto 2023 previsto dal DPCM per la conclusione di tutti gli interventi del piano.

La risposta dell’azienda

Il rappresentante del Gestore, ing. Labile, fornisce poi un riscontro ai punti evidenziati dal dott. Fardelli.

In particolare, comunica che, per quanto concerne le aree prospicienti i parchi primari liberate dal materiale precedentemente stoccato, AMI ha intenzione di procedere ad attività di pulizia di tali aree, valutando la possibilità di procedere all’asfaltatura o all’inerbimento. Sottolinea, però, che le attività di modifica di tali aree non sono al momento state intraprese a causa delle interferenze con i cantieri ancora aperti nelle prossimità delle aree stesse.

Relativamente al parco fossile, evidenzia che le coperture del parco sono state già completati e che la tempistica prevista dal cronoprogramma aggiornato, trasmesso con la nota del 14 luglio, è principalmente dovuta alle numerose attività connesse all’impiantistica necessaria per la conclusione di tutto l’intervento, oltre che, per l’installazione delle nuove macchine bivalenti. Sottolinea che è comunque intenzione del Gestore procedere con ritmo serrato all’attuazione delle attività previste. Il Gestore si impegna a trasmettere, congiuntamente al cronoprogramma aggiornato dell’intervento di copertura, un cronoprogramma delle attività che intende effettuare sulle aree liberate.

Con riferimento al PORA, si impegna a fornire una relazione in merito alle motivazioni dei ritardi emersi nell’aggiornamento fornito e alla possibilità di recupero degli stessi, fornendo anche l’informazione delle tonnellate di materiale rimosso.

L’ing. Labile informa, inoltre, che, come richiesto da ISPRA nell’ambito del sopralluogo straordinario effettuato a seguito dell’evento del 4 luglio u.s., è in fase di aggiornamento anche il cronoprogramma di realizzazione delle coperture dei parchi minori che sarà trasmesso nel rispetto delle tempistiche fissate da ISPRA stessa, anticipando che non si prevedono ritardi.

Per quanto riguarda la UP2 e UP3, conferma le criticità connesse al trasporto transfrontaliero e rammenta che per la UP2 si è potuto dare avvio alle attività solo a valle del provvedimento di dissequestro di aprile 2018. Tali criticità sono confermate anche dal Commissario straordinario, Avv. Lupo, con riferimento alla parte del cumulo oggetto della UP3 di competenza della struttura commissariale.

Il rappresentante della Regione Puglia chiede di avere riscontro, sulla base delle richieste rappresentate dalla stessa nella riunione dell’Osservatorio del 28 marzo 2019 nonché oggetto di specifico quesito posto con nota prot.n. 1563 del 7 marzo 2019 ai cui contenuti si rinvia, in merito ai disallineamenti temporali riscontrati rispetto agli impegni assunti da ArcelorMittal con l’addendum al contratto di affitto del 2018, e se gli stessi inficino le misure del piano ambientale, nonché le relative tempistiche di attuazione.

A riguardo, il dott. Lo Presti, rammenta che nello stesso verbale della riunione dell’Osservatorio del 28 marzo 2019 è stato evidenziato dallo stesso Osservatorio ai Commissari straordinari, che l’eventuale mancato rispetto degli impegni dell’Addendum al contratto di affitto del 2018, è valutato dagli stessi Commissari straordinari, nella loro funzione esecutiva e di vigilanza funzionale all’attuazione del Piano ambientale e di quanto previsto dall’Addendum ambientale all’art. 10 (Monitoraggio degli impegni).

(leggi tutti gli articoli sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

Richieste documentali ad ArcelorMittal

Sulla base di quanto sopra riportato, il Direttore Montanaro chiede al Gestore, in vista della prossima riunione dell’Osservatorio, di fornire, entro il 30 settembre 2020, i cronoprogrammi aggiornati degli interventi previsti dal DPCM 2017 e ancora in corso di esecuzione, corredati da una relazione contenente la descrizione dello stato d’avanzamento dei cantieri, l’individuazione di eventuali relativi ritardi e della necessità di richiesta di ulteriori proroghe delle scadenze previste dal DPCM. Si precisa che tale aggiornamento dovrà evidenziare sin da ora anche eventuali criticità connesse al rispetto del termine ultimo del 23 agosto 2023, previsto dallo stesso DPCM. La documentazione deve essere trasmesse anche ai Commissari nella loro funzione esecutiva e di vigilanza funzionale all’attuazione del DPCM.

Con riferimento, poi, alle richieste di proroga già avanzate con la nota dei Commissari del 21 aprile 2020, oggetto di apposita Conferenza di Servizi ai sensi della norma speciale, rammenta che il Gestore deve far pervenire, per il tramite dei Commissari stessi, entro il 30 agosto 2020, la seguente documentazione già chiesta dalla DGCRESS ai fini della valutazione:

cronoprogrammi aggiornati degli interventi di cui alle prescrizioni n. 16.m)-42-49 (Batterie n. 7- 8 e doccia 4 bis), n. UP2 (rimozione del cumulo polveri e scaglie in area Parco Minerale) e n.UP3 (gestione fanghi acciaieria e d’altoforno e polverino d’altoforno);

valutazioni degli effetti ambientali del differimento richiesto per la realizzazione degli interventi di cui alle prescrizioni n. 16.m)-42-49 (Batterie n. 7-8 e la doccia 4 bis), n. UP2 e n.UP3.

La situazione dunque, anche a causa della pandemia da Covid-19, risulta essere molto critica per alcuni interventi strategici. Vedremo se nei prossimi mesi si recupererà il tempo perduto o se si dovrà rivedere nuovamente il termine temporale finale dell’attuazione delle prescrizioni del Piano Ambientale.

(leggi tutti gli articoli sull’Osservatorio Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio+ilva&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Piano Ambientale Ilva, a rischio attuazione al 2023

  1. Fra

    Agosto 25th, 2020

    In pratica il governo mente e copre la macumba,ma quando decidete di lavorare sul serio per una città che ha bisogno ,la gente protesta ma non viene ascoltata ,l’azienda ne approfitta ha il governo a favore che come primo responsabile dovrebbe dimettersi ,ma la colla Sulle poltrone deve essere di buona qualità ,altro che elezioni altro che democrazia ,questa è imposizione vergogna ,altro che letterina ,abbiamo troppo pazienza oppure ci piace essere presi per fessi!! Vergogna .

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