In progetto un museo dedicato al maestro Manente e alla Banda Centrale della Marina

 

E' la proposta del presidente dell'associazione intitolata al compianto direttore d'orchestra
pubblicato il 23 Agosto 2020, 09:03
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Al tramonto sul canale navigabile, col venticello che dona sollievo dall’afa imperversante, dal Castello Aragonese si diffondono le marce militari; è l’ora dell’ammainabandiera. La mente va ai tempi in cui la cerimonia era resa più solenne dalla presenza della Banda Centrale della Marina Militare, schierata davanti al Palzzo dell’Ammiragliato, divenuta così fra le attrattive cittadine più attese e fotografate.

Con il trasferimento del grande complesso bandistico nella Capitale e la drastica riduzione d’organico della formazione musicale militare rimasta a Taranto, queste esibizioni si sono via via ridotte e poi annullate in questi mesi di emergenza sanitaria. E ancora più sfumati appaiono i ricordi dei concerti in piazza e, più lontano nel tempo, della “ritirata”, con la banda che, a sera tarda, sfilava per il Centro per accompagnare il ritorno in caserma dei militari in franchigia.

Il pensiero va anche al maestro Vittorio Manente, fondatore e Maestro direttore della Banda Centrale della Marina Militare dal 1964 al 1983, ricordato giovedì 13 a Diamante (in provincia di Cosenza) in un incontro organizzato dall’Amministrazione comunale e dal sindaco Magorno.

Fra gli interventi susseguitisi, quelli del vicesindaco Giuseppe Pascale, dell’assessore alla cultura Francesca Amoroso, del presidente del Consorzio operatori turistici di Diamante e Riviera dei Cedri, Gianfranco Pascale, del presidente dell’associazione intitolatagli, Michele Fiorentino, e del maestro direttore dell’orchestra di fiati “ Santa Cecilia” di Taranto, Giuseppe Gregucci.

Di Vittorio Manente sono stati ricordati i legami con il comune calabrese, dove i figli, Giovani ed Eugenia (quest’ultima presente alla manifestazione) tornano per periodi di vacanza.

Il musicista in verità era di origini catanesi, ma Diamante diventò la sua patria adottiva per avervi conosciuto (e poi sposato il 20 giugno 1942 la moglie, Cataldina Ordine, per aver fatto parte della locale banda musicale diretta dal padre, Giovanni Pacini. Quest’ultimo avrebbe voluto cedergli la bacchetta, ma umilmente il figlio declinò l’incarico per intraprendere la carriera militare. Infatti nel 1933 egli entrò a far del Corpo Musicale della Regia Marina diretto dal m. Pietro Carlo Aghemo. Nel dicembre del ’64 Manente vinse il concorso nazionale per maestro direttore del Corpo Musicale della Marina Militare, ripristinandone anche l’archivio, distrutto nel ’41 in un bombardamento aereo. Realizzò infatti ben 186 trascrizioni di brani di vari autori, cui va aggiunta la sua originale produzione di marce militari, poemi sinfonici e di musiche legate alla tradizione tarantina, come pastorali natalizie e marce funebri, ancor oggi eseguite. Col tempo portò la formazione da lui diretta a 102 elementi, facendola esibire con successo nelle piazze e nei più importanti teatri d’Italia e del mondo conquistando i consensi dei critici musicali che la denominarono l’”Orchestra della Marina”.

Alla città bimare la figura di Manente è legata in particolare ai concerti del “Lunedì di Passione” in San Domenico Maggiore organizzati dalla confraternita dell’Addolorata, di cui divenne confratello onorario. A tal proposito il maestro amava raccontare della partecipazione, all’indomani della guerra, alle due processioni della Settimana Santa come musicante nella banda diretta dal maestro Luigi Rizzola.

Del musicista si è recentemente proceduto alla catalogazione del repertorio, suddividendolo in due settori: proprie composizioni ed elaborazioni per banda. I figli Eugenia e Giovanni e l’associazione che porta il suo nome hanno donato gli spartiti manoscritti relativi al repertorio delle tradizioni tarantine alla biblioteca della Curia Arcivescovile di Taranto e molti altri saranno a breve a disposizione del conservatorio di Bari (dov’è presente la cattedra di strumentazione per banda), il cui direttore di tanti anni fa, Nino Rota, coltivava una fraterna amicizia con il maestro.

Durante l’incontro di Diamante, Michele Fiorentino ha annunciato la proposta di realizzare un museo dedicato al musicista e alla gloriosa banda della Marina in un’ala del Castello Aragonese, con l’avallo e l’incoraggiamento dell’ammiraglio di squadra Salvatore Vitiello, sempre attento e vicino alla cultura della musica con le stellette. Il nucleo principale sarà costituito dai reperti e da inedite foto storiche della mostra allestita lo scorso anno assieme a oggetti , premi ,antichi documenti e preziose partiture che caratterizzarono nel tempo la vita dell’indimenticato maestro e della gloriosa Banda Centrale.

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