Caro Covid ti scrivo…

 

Caro Covid, sei riuscito a far chiudere le scuole e perfino le discoteche. Con le coste italiane affollate di turisti e villeggianti fuori controllo mandati in vacanza col bonus, non ha alcun senso
pubblicato il 23 Agosto 2020, 07:07
8 mins

Caro (si fa per dire) Covid 19, non sei mai andato via, eppure, in tanti dicono che stai già tornando. Ti chiamano “il nemico invisibile”, sebbene da circa 9 mesi sei al centro dell’attenzione mediatica globale, guadagnandoti le aperture di tutti i telegiornali, di (quasi) tutti i giornali della carta stampata e dei siti di informazione, dai più grandi fino a quelli microscopici.

Ci raccontano che da Wuhan, una popolatissima e moderna città cinese, hai viaggiato in prima classe, e a bordo di un aereo di linea, saltellando da passeggero a passeggero, hai raggiunto ogni angolo del Pianeta.

Cina, Wuhan

Certo, in alcuni continenti hai avuto gioco facile. Negli Usa per esempio, oltre ad aver fatto una valanga di morti, sei riuscito a ridicolizzare il presidente Donald Trump, il quale ogni volta che parlava di te, diceva una castroneria.

Abbiamo avuto la conferma che anche tu, come del resto tutte le sventure che appartengono al genere umano, sei democratico. E non è del tutto scontato di questi tempi.

Hai albergato nel Principe Alberto di Monaco e nel Presidente del Brasile Jair Bolsonaro e hai preso a sberle pure Boris Johnson. Erano trascorse un pugno di ore da quando, per la sua Inghilterra, aveva deciso di non optare per il lockdown preferendo una sciagurata “immunità di gregge”. E infatti, appena uscì dalla terapia intensiva tornò indietro su questa decisione.

Hai fatto visita a Tom Hanks (e consorte) e ti sei portato via Luis Sepùlveda. Tu pensa che i giornalisti Mediaset erano così sconvolti dalla notizia che gli hanno attribuito la stesura di “Cent’anni di solitudine”, dal 1967 inopinatamente attribuito a un certo Gabriel Garcìa Màrquez (sic).

Lo scrittore è morto a causa del Covid il 16 aprile 2020

Stai mettendo in ginocchio le già sconquassate economie del globo. Sei riuscito a far chiudere le scuole (e questo ti rende ancora più insopportabile) e in Italia e Spagna, perfino le discoteche. E tutto questo merita un piccolo approfondimento perché con le coste italiane affollate di turisti e villeggianti fuori controllo mandati in vacanza col bonus, chiudere le discoteche (un luogo chiuso dove il rispetto delle regole potrebbe essere osservato) non ha alcun senso.

Il problema è che siamo in Italia. Quel luogo meraviglioso e bizzarro dove all’inizio di una pandemia, per esempio, una fazione politica può invocare al governo la “chiusura totale” e a emergenza cessata, la stessa fazione politica può chiedere allo stesso governo di andare a processo per “sequestro di persona di milioni di italiani e disastro sanitario”. Un posto dove una fazione politica (la stessa dell’esempio precedente) nega che vi sia un’emergenza legata alle distanze sociali e al contagio, ma accusa gli immigrati di diffondere il virus che “non c’è più”. Quasi 800 mila morti nel mondo, 35 mila in Italia, ma per molti è “tutta un’invenzione”.

Sei riuscito, caro Covid, a far tornare a galla il puzzo maleodorante del negazionismo, il tratto più tangibile delle menti ottuse e distorte.

In compenso, tu, sei cambiato. Secondo quanto afferma la Società internazionale di malattie infettive per bocca del suo presidente Paul Tambyah, in un’intervista rilasciata a La Repubblica, sei diventato più contagioso di quello circolato nei mesi scorsi, ma allo stesso tempo meno letale perché dotato di una carica meno virulenta. In sostanza, caro Sars-COV-2, sei mutato e secondo questa teoria, non sei più letale come nei mesi scorsi.

Una buona notizia che fa ben sperare per il prossimo autunno, vorrebbe dire che a parità di contagiati rispetto alla prima ondata ci sarebbero comunque meno pazienti in terapia intensiva. Almeno teoricamente, quindi, il sistema sanitario non dovrebbe collassare.

Il duo Giulio Gallera e Attilio Fontana

Già, il sistema sanitario. Qui, involontariamente, ci hai fatto due regali. Da una parte hai restituito a ricercatori, medici e infermieri, l’importanza della professione che hanno scelto e che in questi mesi hanno dimostrato tutto il loro (immenso) valore. Dall’altra perché, sempre il sistema sanitario, ma solo quello lombardo, ci ha regalato una delle coppie più esilaranti e strepitose di questo inizio millennio. Se nel secolo scorso ci eravamo fermati a Stanlio e Ollio, Totò e Peppino e nel nuovo millennio ci eravamo dovuti accontentare di Ficarra e Picone e Ale e Franz, Gallera e Fontana fanno decisamente parte di un’altra scuola. Naturalmente tragicomici, sembrano usciti dalla penna di Monicelli in pieno trip da Lsd. Inarrivabili, si concluderebbe in una pagella del miglior Paolo Ziliani.

Ma torniamo alle cose serie.

Caro Covid, possiedi una primordiale intelligenza, se è vero, come spiegano gli esperti, che il tuo interesse è proprio questo: infettare più persone possibili senza ucciderle, in quanto dipende dal tuo ospite il sopravvivere e il diffonderti.

Noi, e intendo noi esseri umani, non siamo mica così lungimiranti. La foresta dell’Amazzonia che brucia indisturbata e la petroliera giapponese che si spezza in due al largo delle Mauritius sono solo gli ultimi due sfregi all’ambiente che mi vengono in mente. La lista è talmente lunga e solo cominciarla ci manderebbe fuori tema. La sostanza è che siamo sommersi di rifiuti e scorie di ogni tipo e dovremmo bruscamente cambiare stile di vita, sistemi di produzione, ripensare i trasporti e chissà quanto altro ancora.

Ieri, caro Covid, l’associazione Global Footprint Network ha calcolato l’Earth Overshoot Day, ovvero il giorno dell’anno in cui l’impatto degli esseri umani sulla Terra smette di essere sostenibile per quell’anno. In sostanza ieri il pianeta ha consumato l’intero budget di risorse che la Terra aveva a disposizione per il 2020. Prima cade questa giornata, peggiore è la situazione.

E soprattutto per questa ragione, confido, caro Covid, che tu presto ci lascerai. Se continuerai, mutando, a perfezionare la tua primordiale intelligenza, presto arriverai a scoprire che non è stata una gran bella idea preferirci. Lunatici, inaffidabili, autodistruttivi, prima o poi ti renderai conto che siamo anche inospitali.

Prima di sceglierci, diciamolo, ci hai osservato poco. Il posto che ci accoglie non è più l’habitat ideale, per noi, ma anche per te. Forse non sai una cosa: stanno cercando vita su Marte. Fatti spedire lì sopra e restaci.

Non ci mancherai affatto.

Condividi:
Share
Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)