Cus Jonico, il coach Olive pronto ad una stagione da protagonisti

 

"Mi auguro, in una categoria superiore, con giocatori importanti e magari trainati dai primi risultati positivi della squadra, di poter vedere tanta gente sugli spalti ad incitarci"
pubblicato il 12 Agosto 2020, 10:08
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Davide Olive, 46 anni sarà anche per la prossima stagione il coach del Cus Jonico Taranto. Sarà un’annata particolare perchè rivedrà il club jonico in serie B con ambizioni differenti da quelle dell’ultima partecipazione in questo torneo.

“Sarà la prima esperienza per un club rinnovato ed in crescita e tanti fattori saranno determinanti oltre alla qualità del roster” – esordisce il tecnico brindisino – “Dovremo essere capaci noi come club di allestire nel migliore dei modi tutto ciò che gira intorno ai giocatori. Questo aspetto, legato a fattori prettamente organizzativi, può diventare determinante per i risultati. La società ha fatto degli ottimi investimenti, ha puntato molto nel pacchetto senior, ingaggiando alcuni giocatori importanti. Sicuramente sarà un Cus Jonico ambizioso che cercherà di ritagliarsi un ruolo da protagonista e di stare quanto più in alto possibile in classifica.

Quali saranno i roster più competitivi del girone D?

In pole position ci metto Rieti che ha allestito un organico di grande qualità, poi ci metto Salerno, Nardò e Matera.

Per completare il vostro roster vi mancano gli under. Lei, che ha lavorato tantissimo ed ottenuto tanti risultati a livello di settore giovanile nella sua carriera, ha le idee chiare sui giovani che possano fare al vostro caso?

Nei prossimi giorni annunceremo gli under che faranno parte della nostra squadra. Ci servono un cambio per il play, uno per l’ala piccola ed uno per l’alla grande. Proprio perchè lavoro tanto con i giovani e perchè sono legato al nostro territorio posso dire con certezza che almeno tre dei quattro under saranno della nostra zona, per dimostrare il legame con la nostra terra avendo un occhio particolare per i ragazzi emergenti. Il Cus vuole essere un club legato alle proprie radici. Avere degli under di livello tra l’altro permette alla squadra titolare di potersi allenare con più intensità e qualità anche se la forbice, molto ampia, per definire un giocatore under – ossia dal 1998 che può riferirsi già a giocatori ben formati, al 2005 ossia giocatori ancora acerbi – non mi trova molto concorde e questi parametri così differeti potranno influire molto sul rendimento stagionale di una squadra. Chi riuscirà ad avere degli under del 1998 avrà sicuramene maggiori risorse rispetto a chi potrà permettersi in squadra solo under della classe 2005.

Parliamo di senior, invece, quale giocatore del Cus potrà essere il beniamino del pubblico tarantino?

Sicuramente il play Stanic. In un organico dall’età media intorno ai 24 anni, lui che è del 1984, ha l’esperienza e la classe per poter essere il faro della squadra ed il trascinatore del pubblico di casa. Ha vinto tanti campionati in questa categoria e spero possa far innamorare di questo sport quanta più gente possibile.

A proposito di coinvolgimenti emotivi. La presenza al fianco del Cus di un imprenditore ambizioso come De Piciotto, che però è un grande appassionato di calcio, può significare l’apertura di un ciclo sportivo vincente?

Ce lo auguriamo. Deve essere brava la dirigenza, ma di questo non ho dubbi, a presentargli un ottimo programma in modo da non farsi scappare un’occasione così importante per attuare una programmazione pluriennale. Lui ha sposato un progetto di tre anni con noi, conosciamo le sue potenzialità per averle ammirate nel Lecce Calcio. Sta a noi farlo innamorare della nostra disciplina.

Quanto avete sofferto questo periodo di inattività forzata? Da sportivi quanto vi è mancato l’odore del parquet?

Tanto. Come tutte le persone abituate a vivere in palestra, a contatto con il pallone, con i compagni di squadra, con il pubblico, abbiamo sofferto tanto. Mi auguro che si possa riprendere la normale attivita agonistica senza limitazioni. La cosa che più mi è mancata, riguardo la scorsa stagione, è il non aver piacevolmente scoperto quanto il pubblico tarantino avrebbe potuto essere fattore trainante nei play-off. Durante la stagione regolare avevamo il sentore che l’entusiasmo nei nostri confronti stesse crescendo, confortato dall’aumento delle presenze del pubblico sugli spalti. E’ notorio che i play off nel nostro sport sono il termomento del calore del tuo pubblico, nel momento clou della stagione. Mi auguro – quest’anno in una categoria superiore, con giocatori importanti e magari trainati dai primi risultati positivi della squadra- di poter vedere tanta gente sugli spalti ad incitarci.

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