De Luca:”Torno al volley dei club. Questa Prisma stupirà”

 

Intervista all'ex presidente del Comitato Fipav di Taranto, ora segretario generale del club rossoblù di A/2 maschile
pubblicato il 11 Agosto 2020, 08:25
5 mins

C’era quando la Magna Grecia Volley, nel 1998, aprì una nuova fase trasferendo la sede legale da Matera a Taranto, c’era quando nel 2004 la Taranto Volley di Bongiovanni comprò il titolo di A/1 dall’Unimade Parma riprendendo il discorso interrotto nel 2002, c’è ora per la terza ripartenza del volley a Taranto in A/2 sempre con Bongiovanni.

Stefano De Luca, consigliere regionale Fipav, presidente del Comitato Provinciale Fipav di Taranto dal 2005 al 2017, stella di bronzo al merito sportivo Coni, si sente un po’ come tornato a casa, accettando nuovamente l’incarico di segretario generale della Prisma Volley Taranto, edizione 2020.

“Non ho esitato nemmeno un minuto a rispondere affermativamente alla chiamata di Tonio Bongiovanni ed Elisabetta Zelatore. Credo fosse la cosa più naturale chiedermi di tornare ad occuparmi di tesseramenti, normative fipav e rapporti con la Lega”.

Ricordo, però, che quando sei stato Presidente del Comitato Fipav di Taranto hai avuto qualche piccola discussione a distanza con il presidente Bongiovanni……

Se qualche critica mi fu rivolta, era indirizzata al De Luca che ricopriva un ruolo istituzionale, dal punto di vista umano siamo sempre stati legati da stima ed affetto. Se ricordo bene ci furono divergenze di vedute sull’obbligo di accesso, da parte dei club, al Palazzetto delle tessere Coni e Fipav.

Come hai ritrovato il presidente Bongiovanni dopo dieci anni di assenza dal mondo del volley?

Molto motivato e con un progetto sportivo lungimirante. Lui è un grande appassionato di volley e anche se negli ultimi anni ha avuto esperienze in altri contesti sportivi, non ha mai del tutto abbandonato la pallavolo. Stiamo lavorando bene in questi mesi, ci sono idee brillanti, vogliamo riportare Taranto ai livelli a cui era abituata in questo sport . Nel mondo pallavolistico nazionale Bongiovanni e Zelatore rappresentano una garanzia per tutti. Hanno acquisito nel passato grande credibilità. Chi è transitato da Taranto – che sia un giocatore, piuttosto che un allenatore, negli anni in cui abbiamo fatto serie A – è sempre stato trattato bene da tutti i punti di vista. Solo loro potevano riportare la serie A in riva allo jonio. Questo è un dato di fatto.

E coach Di Pinto? Che impressione ti ha fatto rivederlo?

Lui lavora a questo progetto con la consueta caparbietà. Ora ha maggiori responsabilità in quanto è anche manager, oltre che allenatore. E’ stato fermo un po’ ed è molto motivato. Si vede cha ha ancora voglia di uscire per ultimo dalla palestra, come quando in passato arrivava il custode del palazzetto ad avvisarlo che stava spegnendo le luci.

Qual è il più bel ricordo che ti porti dietro dalla tua precedente esperienza?

La cavalcata della stagione 2005-06 che ci portò ad una promozione in A/1 strameritata, con un gruppo di giocatori che mi ricorda molto quello allestito per la prossima stagione, ossia gente con esperienza di livello, in grado di fare sempre la differenza, in campo e fuori. Eravamo reduci da una bruciante retrocessione, quella della stagione 2004-05. Nel giugno 2004 prendemmo il titolo sportivo da Parma con il mercato già nella sua fase terminale. Trovammo disponibili solo giocatori dalla parabola discendente come Cantagalli, Cuminetti, Hernandez. Gente dalla grande personalità, grandi individualità tecniche che però non seppero fare gruppo. E poi fu commesso l’errore di affidarci ad un palleggiatore acerbo come il portoghese Pinheiro. L’anno successivo, come detto, però fu costruita una super squadra che risalì subito in A/1.

Sei stato presidente del comitato provinciale Fipav. E’ così difficile avere rapporti con tutte le società di pallavolo tarantine?

Di sicuro è più semplice fare il segretario generale alla Prisma Volley. Per anni e anni, anche chi mi ha preceduto in quell’incarico federale, si è sempre cercato di favorire la collaborazione tra i club del territorio. Può essere retorico risfoderare il vecchio detto “l’unione fa la forza” ma è proprio così. Nel passato si è disperso tanto capitale economico ed umano per non voler unire gli sforzi; in qualche caso, invece, c’è stata reale e sincera collaborazione ed è quella che auspico nei confronti della Prisma Taranto che rappresenta la punta dell’iceberg del movimento ma che necessita di uno scambio proficuo con le altre realtà del territorio per poter creare delle solide fondamenta.

 

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