Indotto ex Ilva, saltata call conference con il MiSE

 

Richiesta da Confindustria e convocata dai sottosegretario Turco e Todde (MiSE), è saltata per indisponibilità dell'azienda
pubblicato il 10 Agosto 2020, 12:06
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E’ saltato l’appuntamento di questa mattina convocato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, senatore Mario Turco e la collega del MiSE, Alessandra Todde, in cui era prevista una call conference con ArcelorMittalConfindustriaTaranto, Camera di Commercio e Prefettura, per affrontare il tema dei i ritardi nei pagamenti alle imprese dell’indotto siderurgico.

Motivo della mancata call conference, l’indisponibilità dell’azienda. A dimostrazione del fatto che è assolutamente inutile convocare questi incontri (vedasi quanto accaduto lo scorso mese con l’iniziativa della Regione Puglia), mentre è in corso una lunga trattativa che entrerà nel merito soltanto dopo la conclusione delle elezioni regionali nel mese di settembre, di cui tra l’altro l’esito è tutt’altro che scontato e potrebbe portare all’addio di ArcelorMittal entro il mese di novembre.

Resta però certamente in fermento l’indotto dell’ex Ilva per lavori e interventi eseguiti in fabbrica, fatturati, scaduti e non pagati, che molte aziende iscritte a Confindustria (che aveva chiesto l’incontro odierno) e non, affermano di vantare dalla multinazionale.

Lo scorso 22 luglio, Il presidente della sezione metalmeccanica di Confindustria Taranto Antonio Lenoci aveva incontrato nel pomeriggio di ieri Arturo Ferrucci, responsabile delle risorse umane di Arcelor Mittal Italia, per un confronto e fare il punto sui temi riguardanti l’indotto.

Al termine del quale Confindustria informà un sia pur parziale passo in avanti, con la ripresa del confronto con i referenti dell’industria dell’acciaio, che doveva tornare ad avere una frequenza settimanale, il coinvolgimento delle imprese locali e una scuola di formazione sui temi della siderurgia, anche in funzione delle trasformazioni che, a livello globale, investono il settore: questi i principali aspetti affrontati nel corso dell’incontro.

Il confronto fece seguito ad una call tenuta nei giorni precedenti fra gli stessi referenti, nel corso della quale era stato anticipato da parte del dott. Ferrucci il pagamento di tre milioni di euro alle aziende dell’indotto, a parziale ristoro di uno scaduto ammontante a circa 35 milioni di euro (dato approssimativo riconducibile a giugno scorso, che contempla anche aziende i cui pagamenti scaduti sono fermi all’inizio del 2020 e che adesso sarebbe salito a 38 milioni e riguarderebbe soltanto le aziende iscritte a Confindustria); allo stesso tempo, il responsabile delle risorse umane di Ami aveva comunicato di aver cambiato il sistema informatico relativo ai pagamenti, prospettando un miglioramento nelle tempistiche di corresponsione degli stessi. 

In realtà però, la situazione non è cambiata granché, vista la gravissima crisi economica in corso e la grande incertezza per il futuro del siderurgico.

Vedremo quali novità ci saranno nei prossimi giorni.

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