Padura Diaz: “A Taranto per riconquistare l’A/1”

 

Intervista all'opposto cubano della Prisma Volley, miglior realizzatore della serie A/2 delle ultime tre stagioni
pubblicato il 08 Agosto 2020, 07:57
9 mins

Cuba ha regalato al volley tanti campioni. E’ uno degli sport nazionali del Paese caraibico che, come l’Italia, ha avuto la sua generazione di fenomeni nei primi anni novanta. Qualche nome? Despaigne, Diago, Ihosvany Hernandez. Con il mito di quei fantastici campioni è cresciuto il nuovo opposto della Prisma Taranto, William Padura Diaz, classe 1986, fratello di Angel Dennis (nella foto a destra, classe ’77, ex Roma, Modena, Macerata), schiacciatore mancino che con qualcuno di quei fenomeni ha avuto la fortuna di giocare.

“Da ragazzino il mio mito era mio fratello. Ero orgoglioso della carriera che stava facendo e volevo diventare come lui” – dichiara al telefono Padura Diaz – “Però quella nazionale cubana ha scritto pagine molto belle. So che a Taranto ha giocato Ihosvany Hernanez (stagione 2004-05, ndc). Per me lui è una scuola di pallavolo vivente. Nel mio Dream Team della storia lo inserisco sempre. Faceva tutto in campo, era incredibile. Un altro campionissimo è stato Despaigne. Uno come lui nasce ogni cento anni, forte come altri cubani ma aveva una carica particolare anche fuori dal campo, ci metteva l’anima, sempre. Giocava come un indiavolato, per tutti era El Diablo”.

Hai citato Despaigne, quindi nel ruolo di opposto ti sei ispirato a lui?

Lui è un mito ma ho avuto la fortuna di vedere da vicino Ivan Miljkovic ( opposto serbo, medaglia d’oro a Sidney 2000, ex Roma e Macerata) e qualche volta di allenarmi anche con lui. Faceva sembrare semplici le cose più difficili. Tecnicamente era mostruoso e poi come atteggiamento in campo era esemplare.

A proposito del tuo ruolo, avrai la grossa responsabilità di giocare in quel posto del campo che a Taranto nel passato è stato ricoperto sempre da grandissimi giocatori, come ad esempio Anderson, Vissotto o Schuil. Ti pesa spaventa un po’ questa cosa?

Non mi spaventa affatto, anzi mi mette pressione positiva. Mi inorgoglisce giocare con la stessa maglia dei campioni che hai citato. Quando ho scelto Taranto ho pensato subito al suo passato in serie A,  a tutti i grandi giocatori che sono passati da questo club, alla serietà della dirigenza.

Le statistiche dicono che sei il miglior marcatore di A/2 delle ultime tre stagioni. Pensi, oltre agli obiettivi di squadra, anche al traguardo individuale di top scorer?

Sarà difficile per me ripetermi anche la prossima stagione perché giocherò in una squadra forte, nella quale ci sono tanti ottimi giocatori. Non posso, quindi, pretendere di attaccare tutti i palloni. Io in campo scenderò sempre per dare il massimo e lo farò in tutti i fondamentali, non solo in quelli di attacco. Ho una teoria che è sempre stata confermata dal campo: nelle squadre forti è più difficile vedere un opposto che fa tanti punti perché la distribuzione del gioco del palleggiatore può essere più varia. Non è come giocare in una squadra di medio-bassa caratura dove gran parte delle responsabilità sottorete passano dall’opposto.

Che caratteristiche tecniche hai? Attacchi bene solo la palla alta?

Si mi piace attaccare la palla alta ma in questi ultimi anni sto perfezionando l’attacco delle cosiddette palle sporche, quei palloni che ti arrivano lenti o troppo angolati. In A/2 capita spesso di dover schiacciare questo genere di palloni. Ho una battuta in salto potente e poi riesco a districarmi bene nella fase di difesa. Sono un giocatore a cui piace completarsi, un po’ come quelli della vecchia scuola pallavolistica. Io penso che in campo un pallavolista debba saper fare tutto. A me piacciono tutti i fondamentali, da questo punto di vista sono molto tignoso. Quando avrete la possibilità di vedermi da vicino noterete che io godo alla stessa maniera nell’essere utile alla squadra in ogni fondamentale. Se faccio una bella difesa, o riesco ad alzare una bella palla in posto quattro, provo le stesse belle sensazioni di quando metto la palla a terra.

A proposito di palleggiatori, comporrai la diagonale più importante della squadra con Coscione………

L’ho affrontato qualche volta da avversario. Per me lui è un palleggiatore fantastico, ha quella palla spinta dietro che è un suo marchio di fabbrica. Sarà un onore ed un piacere averlo come compagno di squadra. Non vedo l’ora di allenarmi con lui, sto facendo il countdown. Anche se è arrivato ai quaranta anni è ancora in una forma stratosferica.

Che pensi del tuo nuovo coach Di Pinto? Sai che è uno molto esigente nel lavoro in palestra?

Sono tanto curioso di essere allenato da lui. Molti colleghi me ne hanno parlato un gran bene. So che è uno che tatticamente prepara benissimo le partite, che è un “malato” della pallavolo, degli schemi e della tattica. Ha una grandissima storia nella pallavolo di serie A e mi farà piacere mettermi nelle sue mani. Ho un ricordo di lui impresso nella mente: contro il Molfetta, da lui allenato, nella stagione 2014-15, vinsi il mio primo Mvp in serie A/1, io giocavo nel Monza e per tutta la gara non è mai stato fermo in panchina. Suggeriva schemi durant i set, nei time-out era sempre molto presente e poi coinvolgeva il pubblico del palazzetto, che era molto caloroso.

Taranto ha una squadra top per la serie A/2. Quali saranno le dirette concorrenti per la promozione?

Ovviamente non bisogna nascondersi perché questo aiuta la consapevolezza nei propri mezzi che va equilibrata con il lavoro sodo in palestra. Siamo consci di avere un team molto forte, con tanti giocatori che vengono dalla serie A/1. Puntiamo in alto, questo è lampante. Tra le nostre avversarie ci metto subito Castellana Grotte, poi Bergamo, Siena e Cuneo, cui aggiungerei la classica sorpresa stagionale che, in questo caso, potrebbe essere Lagonegro, una squadra molto interessante.

Un commento sul calendario? Nel girone di ritorno avrete quasi tutti gli scontri diretti in casa….

Non ho commenti particolari da fare. Prima o poi le dobbiamo incontrare tutte. Occorre rispettare tutti i nostri avversari ma non temere nessuno perché, ripeto, la nostra è una squadra molto forte. Però sì, avevo notato che nel girone di ritorno affronteremo in casa quelle che sono le nostre dirette concorrenti, ossia Bergamo, Siena e Cuneo. Ma per far in modo che il fattore pubblico di casa diventi positivo dovremo disputare un girone di andata di gran livello, andando a vincere in trasferta, che è sempre molto importante per l’autostima.

A proposito di pubblico, quanto vi mancherà nelle prime giornate in cui dovrete giocare a porte chiuse?

E’ una cosa triste giocare senza pubblico. Non è sport. Il pubblico nello sport è fondamentale. Io adoro giocare sia con il pubblico a favore, che ti da forza per spingerti verso la vittoria, che con il pubblico contro, perché se c’è qualcuno che ti aggredisce psicologicamente a me personalmente fa sentire vivo, mi stimola.

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)