Call center, la Slc Cgil denuncia TIM alla Guardia di Finanza

 

Per interposizione di manodopera con il call center TEBAIDE SERVICE di Massafra
pubblicato il 06 Agosto 2020, 17:50
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Nella giornata la SLC CGIL Taranto ha promosso denuncia formale alla Guardia di Finanza ed all’Ispettorato del Lavoro di Taranto contro TIM chiedendo agli organi ispettivi di verificare la sussistenza di interposizione di manodopera con il call center TEBAIDE SERVICE di Massafra, in provincia di Taranto.

“Nonostante i tanti solleciti, non ci sono prese di posizione da parte di TIM che, a sua volta, sosterrebbe di non avere rapporti con l’azienda TEBAIDE in quanto il mandato lo avrebbe assegnato ad altra società che poi lo avrebbe girato in subappalto – afferma il segretario generale SLC CGIL TARANTO Andrea Lumino -. Poiché riteniamo inaccettabile che TIM speculi sulla pelle delle persone e sulla necessità di lavorare, abbiamo fornito alla Guardia di Finanza il contratto di alcune lavoratrici assunte con TEBAIDE SERVICE che avevano,proprio nel contratto di lavoro, come oggetto di prestazione proprio la vendita di prodotti TIM”. 

“Insieme a questi, abbiamo fornito anche i nominativi di contratti fatti da alcune lavoratrici,con i numeri di telefono, per conto di TIM con data del contratto ed offerta stipulata: quindi guadagno che TIM ha fatto su quei contratti, disconoscendone la provenienza ma incamerando profitti (nonostante l’azienda fosse inattiva) – prosegue Lumino -. Dato l’atteggiamento di TIM, ieri abbiamo provveduto a sporgere denuncia chiedendo, carte alla mano, la verifica della sussistenza di interposizione di manodopera: TIM non può continuare a dire di non sapere ed è arrivato il momento che la giustizia accerti le responsabilità”.

“Non possiamo, inoltre, non sottolineare la scarsa, se non totale, assenza di collaborazione da parte del Comune di m Massafra: dal nostro sollecito, non hanno prodotto nessuna risposta. Aggiungiamo che informalmente,dalla stessa società, abbiamo saputo che nessuna comunicazione è stata mai fornita agli uffici SUAP di Massafra ne alcuna SCIA è stata fatta: ci chiediamo il perché del silenzio e rendiamo noto al Comune di Massafra del protocollo firmato a fine luglio con la Provincia a cui devono dare seguito anche loro. A questo punto ci chiediamo se il silenzio ha un significato: dobbiamo desumere di sì. Come SLC CGIL non siamo disponibili a compromesso: lo abbiamo detto e lo stiamo traducendo in atti. TIM cominci seriamente a rispondere delle sue iniziative: noi continuiamo a non scambiare lavoro per un tozzo di pane” conclude Andrea Lumino.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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