Manduriamente vuole modificare l’impianto di Manduria?

 

Presentata istanza per chiudere linea a secco per creare area deposito temporaneo: la Provincia richiede la Valutazione d'Impatto Ambientale
pubblicato il 03 Agosto 2020, 18:53
15 mins

La società Manduriambiente Spa, proprietaria della piattaforma di smaltimento RSU in località La Chianca nel Comune di Manduria, titolare di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ottenuta con D.D. della Regione Puglia n.59 del 18.10.2013 aggiornata dal 2016 al 2018 con vari interventi legislativi, ha presentato un’ulteriore istanza di modifica di tipo non sostanziale alla Regione Puglia, autorità competente in materia di AIA.

Cosa fa Manduriambiente e il rapporto diretto con l’Ager Puglia

La società Manduriambiente S.p.A. gestisce la piattaforma di trattamento dei rifiuti urbani sita in Manduria, è inserita nel piano dei rifiuti della Regione Puglia, sulla base di un rapporto diretto con l’Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il Servizio di Gestione del Ciclo dei Rifiuti (Ager Puglia), la quale dispone di volta in volta, con appositi provvedimenti, i flussi dai vari produttori agli impianti di trattamento dislocati sul territorio regionale. 

In particolar modo quando il sistema impiantistico regionale è chiamato a intervenire a supporto e risoluzione di svariate problematiche.

In tal senso è da leggere il ritiro e trattamento dei rifiuti di AMIU Puglia da parte di Manduriambiente su disposizione dell’Ager Puglia per un periodo di tempo limitato. Manduriambiente sta infatti ricevendo il conferimento di rifiuti da parte di Amiu Puglia, in via assolutamente provvisoria e su disposizioni di Ager Puglia, finalizzate a garantire la regolarità del ritiro e del trattamento dei rifiuti in ambito regionale, ha reso noto ultimamente la società in risposta ad alcune polemiche e denunce sorte sul sito in questione, sollevate dal sempre attento sito internet lavocedimanduria.it su quel che avviene sul versante orientale della nostra provincia.

Inoltre ultimamente sempre l’Ager, ha disposto che i rifiuti biostabilizzati da discarica limitatamente alla produzione ancora attiva presso l’impianto Cisa Spa di Massafra, siano conferiti presso l’impianto di discarica di Manduria gestita da Manduriambiente.

Sempre su disposizioni dell’Ager Puglia, Manduriambiente Spa che conferisce la frazione secca prodotta nel proprio impianto a seguito dell’attività di selezione dei rifiuti, presso l’impianto di produzione C.S.S. (già C.D.R.) di Cavallino (LE), “affinché possa essere avviato al successivo recupero energetico, in una delle forme previste dalla ormai nota a tutti “economia circolare” precisa ancora la società.

Inoltre ricordiamo che nel territorio di Manduria, da decenni al centro del traffico dei rifiuti pugliesi e non, arrivano i rifiuti dei diciassette comuni del comprensorio orientale della provincia di Taranto, il biostabilizzato di Bari e l’indifferenziato di altri comuni del brindisino.

Cosa prevede l’istanza della società

L’istanza preveve l’eliminazione, nella fase c.d. a regime, della c.d. linea RD Secco e la possibilità di adibire l’area precedentemente destinata all’ubicazione della predetta linea ad area di deposito temporaneo del prodotto finale FSC (frazione secca combustibile) CER 191212 (c.d. sopravaglio biostabilizzato) in uscita dalla linea di biostabilizzazione, al fine di garantire uno stoccaggio “polmone” prima dell’invio all’impianto di conferimento finale; l’allestimento, nella fase c.d. a regime, dell’area di scarico del prodotto finale RBDCER 190501 (c.d. sottovaglio biostabilizzato) in uscita dalla linea di biostabilizzazione ad area di deposito temporaneo dello stesso rifiuto, al fine di garantire uno stoccaggio “polmone” prima dell’invio in discarica.

L’impianto, cosi come originariamente concepito e progettato, è stato già sottoposto a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale con provvedimento della Provincia di Taranto D.D. n.60 del 11.06.2012.

Pertanto la Regione Puglia, Sezione Autorizzazioni Ambientali, con propria nota prot 14697 del  27.11.2019, ha invitato il gestore ad attivare presso l’Autorità Competente per la VIA, nella fattispecie la Provincia di Taranto, la procedura di cui all’art.6 – comma 9 – del D.Lgs n.152/2006 e ss.mm.ii., al fine di consentire alla scrivente Autorità la definizione del corretto iter procedimentale di cui alla DGR n.648/2011.

Quindi con successiva nota prot. provincia n. 120 del 03.01.2020, la società Manduriambiente Spa – in qualità di gestore dell’impianto IPPC – formulava istanza alla scrivente Provincia al fine della valutazione della sostanzialità o meno, ai fini VIA, delle modifiche proposte. Tale istanza veniva di seguito integrata con la trasmissione di tutti gli elaborati tecnici già trasmessi alla Regione Puglia (nota prot. provincia n.5029 del 13.02.2020) necessari al fine della valutazione delle modifiche proposte ai fini VIA.

Attualmente l’impianto nel suo complesso sorge su un’area di proprietà pubblica della superficie complessiva di ca. 270.000 mq, di cui 110.000 mq occupati dalla discarica e 9.500 mq da strutture coperte. Gli interventi previsti non incidono sugli aspetti vincolistici e localizzativi del sito in oggetto.

L’Ufficio provinciale, acquisita la documentazione sopra esplicitata, con nota prot 7318 del 02.03.2020, rappresentava che: “… l’art. 6 comma 9 D.lvo 152/06 così recita: «Per le modifiche, le estensioni o gli adeguamenti tecnici finalizzati a migliorare il rendimento e le prestazioni ambientali dei progetti elencati negli allegati II, II-bis, III e IV alla parte seconda del presente decreto, fatta eccezione per le modifiche o estensioni di cui al comma 7, lettera d), il proponente, in ragione della presunta assenza di potenziali impatti ambientali significativi e negativi, ha la facoltà di richiedere all’autorità competente, trasmettendo adeguati elementi informativi tramite apposite liste di controllo, una valutazione preliminare al fine di individuare l’eventuale procedura da avviare. L’autorità competente, entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta di valutazione preliminare, comunica al proponente l’esito delle proprie valutazioni, indicando se le modifiche, le estensioni o gli adeguamenti tecnici devono essere assoggettati a verifica di assoggettabilità a VIA, a VIA, ovvero non rientrano nelle categorie di cui ai commi 6 o 7». A tal fine, esaminata l’istanza e gli elaborati tecnici allegati, la scrivente A.C. ritiene che la documentazione presentata illustra prevalentemente la tipologia delle modifiche e i relativi effetti in ordine agli aspetti afferenti l’AIA. Di contro, in riferimento agli aspetti correlati con la VIA, la documentazione non è dettagliata e non consente, quindi, di valutare compiutamente i potenziali effetti ambientali delle modifiche da apportare all’impianto già autorizzato. Ciò posto, si chiede a codesto Gestore di produrre degli elaborati di dettaglio utilizzando le apposite liste di controllo in linea con quelle ministeriali, disponibili anche nella sezione “modulistica” sul sito della Provincia di Taranto, che illustrino la situazione ante e post operam e i potenziali effetti sulle singole matrici ambientali delle modifiche da apportare, in conformità al sopra citato art.6, comma 9, del D.Lgs n.152/2006”.

La società proponente, con successiva nota prot. provinciale 8276 del 10.03.2020, trasmetteva la documentazione richiesta e, precisamente, inviava la lista di controllo per la valutazione preliminare (art. 6, comma 9, D.Lgs. 152/2006) a firma di tecnico abilitato.

Le modifiche proposte, cosi come dettagliatamente rappresentate negli elaborati presenti all’interno dell’istanza, stnado a quanto si legge nel documento della Provincianon determinano un aumento di quantitativi di rifiuti trattabili in ingresso e, anzi, si intendono ridotti rispetto a quelli autorizzati con provvedimento AIA atteso che vi è l’eliminazione della linea a secco.

Inoltre, il proponente precisa che le sole modifiche proposte riguardano, nella fase c.d. a regime, l’eliminazione della linea di selezione delle frazioni secche e l’allestimento di due aree di deposito temporaneo “polmone” dei prodotti finali del ciclo di biostabilizzazione, impiegando aree interne ai capannoni preesistenti, già dotate nelle previsioni di progetto di impiantistica per il trattamento delle arie e di collettamento spanti/colaticci dalle superfici di stoccaggio. 

La società rappresenta inoltre che, a seguito dell’implementazione delle modifiche proposte: restano inalterati gli aspetti progettuali relativi alla linea di selezione e biostabilizzazione del RSU, all’impianto di compostaggio già autorizzati ed alla fase finale di smaltimento nella discarica di servizio e soccorso; non vengono introdotte nuove attività di smaltimento/recupero (D o R) dei rifiuti in  ingresso non ricomprese nel provvedimento autorizzativo rilasciato, essendo le due aree  di stoccaggio “polmone” destinate ai prodotti finali in uscita del ciclo di biostabilizzazione; non vengono introdotti nuovi codici CER in ingresso all’impianto di rifiuti pericolosi o non pericolosi; non vengono modificati i sistemi di abbattimento, in quanto il quadro emissivo della  piattaforma risulta invariato; non è previsto, in questa fase, alcun aumento di volumetria dei rifiuti conferibili e/o delle superfici di conferimento e/o dei profili altimetrici già autorizzati; e, principalmente, le due zone di stoccaggio polmone saranno in aree confinate e già  dotate di sistema di trattamento delle emissioni, con punti di emissioni già autorizzati.

Il proponente precisa altresì che le modifiche proposte non produrranno alcun aumento degli impatti ambientali del sito in questione, atteso che, di contro, favoriranno una migliore gestione complessiva delle attività impiantistiche migliorando le fasi gestionali e, di conseguenza, riducendo le possibili situazioni che favoriscono l’aumento degli impatti ambientali.

La valutazione dell’Ufficio provinciale

Preliminarmente vanno approfonditi gli atti autorizzativi precedenti, con particolare riferimento al provvedimento di compatibilità ambientale rilasciato dalla Provincia di Taranto con Determinazione Dirigenziale n.60 del 11.06.2012. A tal fine si evidenzia che il citato provvedimento prevedeva un layout impiantistico con l’implementazione – tra l’altro – di: 

una linea di produzione di CSS;

un centro di selezione da raccolta differenziata;

un impianto di compostaggio annesso alla discarica.

Inoltre, dalla valutazione degli atti prodromici alla VIA provinciale, puntualmente richiamati nel provvedimento (es. piano d’ambito ATO TA/3) il layout previsto negli atti programmatori è stato concepito con l’obiettivo di una chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti urbani e, in tal senso, si deve considerare la previsione della linea di produzione di CSS e la realizzazione di un centro di selezione dei materiali differenziati.

L’eliminazione della linea RD secco prevista nell’istanza esaminata è successiva, altresì, all’eliminazione della linea CSS prevista in fase iniziale e approvata con il provvedimento della Regione Puglia di modifica non sostanziale n.169 del 30.09.2016. Infatti, con il provvedimento regionale, veniva approvata “il conferimento della frazione secca biostabilizzata e deferrizzata ad altro impianto anziché, come inizialmente previsto, realizzazione ed attivazione di una linea di produzione di CSS”.

Ciò posto e visto gli approfondimenti sopra esplicitati, si ritiene che oltre alla valutazione sulla modifica dei singoli impatti previsti nelle diverse matrici ambientali e la sostanzialità o meno degli stessi, per la Provincia è importante valutare anche la natura delle modifiche proposte in relazione all’impianto cosi come concepito negli atti programmatori e da cui è scaturito il giudizio favorevole di compatibilità ambientale.

In tal senso, pur nella consapevolezza che le esigenze operative, nel corso degli anni, possono imporre scelte differenti, lo scrivente ufficio ritiene che l’eliminazione di un’ulteriore linea prevista in origine e, nella fattispecie, la “linea RD Secco”, determini una sostanziale modifica dell’impianto cosi come concepito in fase programmatoria e nel progetto che ha ottenuto il giudizio favorevole di compatibilità ambientale provinciale e che, pertanto, andrebbe opportunamente valutata nell’ambito di una nuova procedura di VIA. 

Tale considerazione viene ulteriormente consolidata dalla circostanza – peraltro anche riportata negli atti autorizzativi pregressi – che la previsione della realizzazione della linea RD secco era stata concepita quale idoneo supporto impiantistico al rilevante sviluppo atteso della raccolta differenziata del territorio. 

Gli esiti istruttori: si passerà dalla VIA

Dall’istruttoria effettuata sulla base della documentazione tecnica presentata, della lista di controllo per la valutazione preliminare e degli atti autorizzativi pregressi con particolare riferimento alla VIA provinciale rilasciato con Determinazione Dirigenziale n.60 del 11.06.2012, conclusasi lo scorso 15 lugliosi propone al dirigente del Settore l’adozione del provvedimento finale con il quale considerare le modifiche progettate sostanziali ai fini VIA, e, pertanto, disponendo che la realizzazione delle modifiche proposte debbano essere sottoposte alla preliminare fase della Valutazione dell’Impatto Ambientale. 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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