Ex Ilva, Slai cobas: “Bene Fiom, ma ricordi incontri con azienda”

 

Il sindacato di classe plaude alla denuncia sull'utilizzo della cig da parte di ArcelorMittal ma non condivide atteggiamento sindacato della Cgil
pubblicato il 03 Agosto 2020, 17:22
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Giovedì 30 luglio, la coordinatrice dello Slai cobas è stata convocata e sentita da funzionari dell’Inps di Taranto, “a cui è stata esposta tutta la situazione di illegalità continua da parte di ArcelorMittal, prima, durante e dopo il lockdown, con grave via libera da parte della Prefettura” si legge in una nota dello Slai cobas.

Nell’incontro lo Slai cobas ha presentato, ed è stato allegato alla denuncia, un prospetto delle varie cig chieste da AMI da luglio 2019 ad oggi.

All’Inps lo Slai cobas ha chiesto: “Di non autorizzare la cassintegrazione Covd-19, per tutti i periodi richiesti da ArcelorMittal; di disporre che ArcelorMittal restituisca agli operai posti in cig Covid la differenza tra l’indennità e la retribuzione normale. Ora l’Inps, sulla base di questa nostra denuncia come di una denuncia della Fiom di Taranto, seguita a quella di Genova, ha avviato l’ispezione”.

“Va chiaramente bene che la Fiom di Taranto abbia fatto questa denuncia. Ma sia durante i periodi di cig ordinaria sia nei periodi di cig covid la Fiom, come gli altri sindacati presenti in fabbrica a Taranto, pur non avendo firmato all’inizio verbali di accordo (perchè AMI ha sempre avviato la procedura unilateralmente), poi ha fatto gli incontri con l’azienda per la gestione della cassintegrazione nei vari reparti e aree, secondo la necessità di AMI: su questa cogestione, per onestà, la Fiom dovrebbe pur dire qualcosa, non semplicemente farsi autopropaganda per un tardivo esposto” proseguono dallo Slai cobas.

Lo Slai cobas rammenta che “aveva denunciato già dall’inizio della cig ordinaria resa permanente – come poi si è dimostrato – e motivata unicamente dall’interesse di Mittal a non perdere profitti scaricando la crisi di mercato sui lavoratori – l’uso illegittimo della cassintegrazione; ma fino a maggio la stessa Fiom non l’ha affatto contrastata”.

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