Anno 2022, tradizioni & brand: made in Taranto?

 

Taranto è candidata con l'area "grika" della provincia di Lecce ad essere capitale europea della cultura. In questa "gara" vince chi riesce a organizzare meglio gli eventi culturali promessi nella candidatura. E ce ne sono....
pubblicato il 02 Agosto 2020, 07:07
6 mins

Esaltare la diversità culturale in Europa, per contribuire allo sviluppo culturale delle città e attirare nuovi visitatori. E’ questo lo scopo del riconoscimento che dal 1985 l’Unione europea assegna, come capitale europea della cultura a uno o più città.

Questa settimana, dopo una preselezione è stata ufficializzata la candidatura di Taranto a Capitale Italiana della Cultura 2022. La proposta, presentata alla stampa è accompagnata da un claim, ovvero, letteralmente, una “promessa”: “La cultura cambia il clima”. Ora ci sono due anni di tempo per prepararsi rispetto al programma presentato e, in base a questo, sarà scelta la capitale italiana della cultura per quell’anno.

Non saremo da soli. Con noi anche dodici comuni della Grecìa Salentina (l’area grika della provincia di Lecce, composta dai comuni di Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Sogliano Cavour, Soleto, Sternatia e Zollino) in un percorso che troverà punti di contatto nella storia, nelle tradizioni e nello stile di vita.
Entusiasta, il sindaco Rinaldo Melucci ha enfatizzato il punto di forza del progetto tarantino: “Nel nostro dossier c’è più anima, altri ne hanno affidato la redazione ad agenzie specializzate perché sono in cerca di una vetrina che aiuti la ripartenza. Per noi è, invece, la partita della vita, perché certifica un movimento che questa città ha già avviato e che vede nella cultura e negli eventi driver fondamentali per la trasformazione della propria immagine. Siamo la città che ha organizzato più eventi e festival dopo il lockdown, siamo contenti di farlo. Condividiamo con gli amici della Grecìa Salentina molte cose, ma soprattutto la consapevolezza che siamo ciò che raccontiamo e, in un progetto, siamo ciò che lasciamo dopo di noi”.

Rinaldo Melucci

A rappresentare i comuni salentini, con i quali già da anni lavorano insieme, c’era anche il sindaco di Sternatia e presidente della fondazione “Notte della Taranta” che ha spiegato: “Da decenni i nostri 12 comuni lavorano sinergicamente sui temi della cultura, abbiamo pensato di allargare questo approccio rinunciando alla nostra candidatura e abbracciando la visione di Taranto e la nostra storia comune, puntando sulla contemporaneità dell’elemento ambientale”.

Nello specifico, il programma di Taranto e Grecìa Salentina comprende più di 100 giornate dedicate al mare, oltre 20 tra festival, opere, mostre e stagioni per raccontare l’arte del passato, del presente e del futuro, 50 giorni dedicati alla cultura di impresa, 15 eventi di storia, focus tutti i giorni per riti, tradizioni ed enogastronomia.
“La cultura cambia clima” è la promessa, si diceva e in questa prospettiva ha dichiarato il vicesindaco Fabiano Marti “tutto l’anno sarà dedicato all’ambiente con due grandi eventi internazionali, uno dei qual sarà la tappa centrale del Festival italiano della sostenibilità promosso da Asvis, l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile”, che ha specificato, “vogliamo raccontare una città diversa. Si è sempre parlato di città industriale, ora, invece, stiamo lavorando su una prospettiva nuova. E quanto abbiamo messo in cantiere – ha aggiunto – lo porteremo avanti a prescindere dalla vittoria o meno della candidatura nel 2022”.

Suddiviso in “ecosistemi” e scandito da temi declinati al cambiamento, la maggior parte di questi sono tutti ancora da realizzare. Le città capitali europee della cultura non vengono scelte per la loro bellezza, ma per gli eventi culturali che intendono portare avanti in quell’anno. E questo porta, comunque, a una crescita del numero dei turisti che arrivano per assistere a concerti, spettacoli, mostre e laboratori.

E puntare su eventi che già hanno avuto successo non sarebbe certo controproducente. Uno di questi è il progetto Taranto Spartana. Il video-spot “Taranto – The legacy of the spartans” (https://www.youtube.com/watch?v=qotgj5TQ_fg) girato nel 2018 racchiude molteplici aspetti del territorio esaltando storia e tradizione, presente e passato. Per Marco De Bartolomeo, l’ideatore del progetto, rappresenta “un lavoro straordinario sia per la sua efficacia, sia per il contributo corale e volontario di tanti professionisti che lo hanno reso possibile. Feedback di peso sono arrivati dalla Michigan State University, dalla University of Tampa e dall’Università di San Josè (California), come anche dal mondo imprenditoriale, in particolar modo statunitense. E’ utile ricordare quale importante risultato abbia segnato l’arrivo della Spartan Race a Taranto, che ha visto la città incassare milioni di euro, a fronte di un investimento di 35mila euro, con un incoming internazionale unico nella sua storia generando, numeri alla mano, un ribaltone narrativo che ha visto sorpassare, in termini di interazioni, quello che invece segna il lato oscuro della città. Tutto questo ha stimolato le decine di attività a tema spartano nate a Taranto negli ultimi anni. E’ una occasione di sviluppo senza precedenti della quale auspico di poterci confrontare con i vertici istituzionali, perché al di là di tutte le mistificazioni nell’etere, la porta non si è mai chiusa per nessuno”.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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