Gianluca Loperfido, un tarantino in Belgio star della ‘cristian music’

 

Dei Tamburi, futuro sacerdote, gode di una discreta popolarità fra i giovani per la sua musica diffusa sulle piattaforme on line
pubblicato il 01 Agosto 2020, 08:32
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Gianluca Loperfido, trent’anni, tarantino dei Tamburi, residente in Belgio e futuro sacerdote, gode di una discreta popolarità fra i giovani per la sua “cristian music” diffusa sulle piattaforme on line.

“Mi trovo in Belgio perchè innamorato di questi posti, dove, in compagnia dei miei nonni, trascorrevo le vacanze estive – racconta – Dopo il diploma vi ho lavorato come cuoco per quattro anni, ma per me c’era la chiamata al sacerdozio. Così sette anni fa sono entrato in seminario a Lovanio. Qui in Belgio le vocazioni sono scarse e le chiese sono pressocchè vuote, ma permane in ognuno il bisogno di Dio e c’è bisogno di chi aiuti a far riscoprire il senso vero della vita, che si realizza nell’incontro con il Padre. Così ho ritenuto fosse più importante la mia presenza in questa nazione che, come gran parte dell’Europa, ha bisogno di essere rievangelizzata”.

Il cantautore spiega che Dio ha creato la musica perchè attraverso di essa l’uomo possa ritrovare il suo Creatore e nei commenti su youtube molti lo ringraziano per i messaggi di speranza, ancor più in un contesto, come quello belga, multiculturale e secolarizzato. Il suo rapporto con la musica è iniziato grazie alla sua passione per Bobby Solo, cantante in voga soprattutto negli anni sessanta. Racconta: “Da bambino ero un suo grande fans e cantavo spesso le sue canzoni; ho avuto molti contatti con lui. Volle anche ascoltarmi e rimase colpito dalla mia voce tenorile, tanto che si propose come mio produttore. Per vari motivi poi non se ne fece nulla”.

Gianluca Loperfido scoprì la sua vena compositiva in occasione di un campeggio con i giovani in cui sviluppò i temi del libro “Il piccolo principe”, in cui il protagonista, visitando diversi pianeti, incontra personaggi che incarnano ognuno aspetti diversi della vita quotidiana. “Tutto ciò – spiega – insegna che bisogna uscire da se stessi ed entrare maggiormente in rapporto con gli altri, proprio come avviene nella Santissima Trinità. Così è nata la mia prima canzone, scritta in fiammingo, il cui titolo tradotto in italiano è ‘Io sono il piccolo principe’. Questo brano ha ottenuto subito successo tra i giovani. Quindi hanno fatto seguito altre canzoni, di uguale successo, come “Il tuo amore piove su di me” (sempre in fiammingo) che, come in tutte le altre, parla di Dio, ma non in modo esplicito per stimolare l’ascoltatore alla ricerca e alla crescita della propria spiritualità. Gianluca spiega che prima di mettere in rete le se canzoni, le fa ascoltare ai compagni di seminario: se dopo giorni restano impresse, vuol dire che hanno colto l’obiettivo. “Faccio diversi concerti – dice – ma sempre senza farmi pagare, preferendo le chiese, i luoghi di sofferenza e i campi scuola per i giovani”.

Ultimamente ha composto una canzone che ha voluto essere un segno di speranza nei tempi terribili del Coronavirus: “Amami”.

Il suo sogno? “Poter attraverso la musica portare i giovani e la gente a Dio – ribadisce – La musica può essere un strumento meraviglioso per la nuova evangelizzazione proprio perchè la musica è uno strumento che aiuta a uscire da se stessi per andare incontro agli altri e stare insieme. La musica unisce i cuori”.

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