A Statte nell’area confiscata alla mafia nasce il canile sanitario

 

Il sindaco Angelo Miccoli: "Legalità, ma anche riabilitazione per un territorio per troppo tempo associato alla mala"
pubblicato il 31 Luglio 2020, 17:35
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“Un tempo in quella auto carrozzeria è probabile siano passati i boss della mala locale, quelli che negli anni ‘80 gestivano non solo affari illegali, ma anche l’importante collegamento con i clan della camorra e della Sacra Corona Unita. Per questo restituire agli usi civici un patrimonio confiscato è non solo colpire nel profondo gli interessi economici della delinquenza locale, ma, in qualche maniera, anche riabilitare un pezzo di territorio per troppo tempo associato alla mala”. Parla così l’assessore all’ecologia e ambiente del Comune di Statte, Angelo Miccoli, dei lavori appena partiti all’interno del complesso immobiliare confiscato alla criminalità organizzata nel novembre del 2009.

L’area dell’ex Italferro Sud, a ridosso della zona PIP del Comune di Statte, tra circa 300 giorni potrà ospitare infatti il canile sanitario del Comune di Statte. 3mila metri quadrati in cui troveranno ricovero 114 cani e in cui si potrà affrontare anche la problematica del randagismo con le armi della consulenza sanitaria e medico-veterinaria adeguata.

Il cantiere interamente finanziato dalla Regione Puglia è il primo progetto sui beni confiscati alla mafia approvato per l’intero territorio regionale.

“Si tratta di 892mila euro, a valere sulla dotazione dell’Azione 9.14 “Interventi per la diffusione della legalità” del POR Puglia 2014/2020 – spiega il sindaco di Statte, Franco Andrioli – che consentiranno all’ente civico di potersi dotare di una eccellenza e affrontare anche con maggiore incisività il problema dell’abbandono dei cani e della loro sicurezza, nonché dell’incolumità dell’intera popolazione”.

Il canile sanitario sarà dotato di spazi adeguati per il ricovero, aree per lo sgambettamento, locali di servizio e ambienti destinati al controllo e alle cure medico veterinarie.

Come previsto dal bando regionale dopo la realizzazione della struttura (il cantiere è partito lo scorso lunedì), l’amministrazione comunale dovrà realizzare un bando contestuale per la gestione ad una associazione riconosciuta in tema di protezione e tutela degli animali.

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