ArcelorMittal, primo semestre negativo. Su Taranto si attende novembre

 

La multinazionale ha reso noto i dati economici primo semestre dell’anno
pubblicato il 30 Luglio 2020, 19:34
3 mins

I dati economici primo semestre dell’anno conferma le difficoltà finanziarie che anche ArcelorMittal, il numero uno dell’acciaio mondiale sta attraversando, a causa dell’effetto del Covid-19 sul mercato siderurgico globale.

ArcelorMittal ha chiuso la prima metà dell’anno con una perdita operativa di 606 milioni di dollari (causa svalutazioni e fattori straordinari, come la chiusura dell’impianto di produzione di coke a Florange a fine aprile), contro l’utile di 611 milioni dello stesso periodo del 2019. I ricavi delle vendite si sono fermati a 25,8 miliardi di dollari, in calo del 33%. L’Ebitda è passato da 3,2 a 1,7 miliardiL’indebitamento netto ammonta a fine giugno a 7,8 miliardi di dollari, in calo di 2,3 miliardi rispetto all’anno prima, assestandosi sul “il livello più basso mai raggiunto dalla fusione ArcelorMittal“, si legge in una nota del gruppo.

In contrazione anche la produzione e le spedizioni. Tra gennaio a giugno, ArcelorMittal ha sfornato 35,5 milioni di tonnellate di acciaio, in diminuzione tendenziale del 26%. Pressoché stabile l’output di minerale di ferro (27,9 milioni di tonnellate nel 2020; 28,7 milioni nel 2019). 

Le spedizioni, invece, sono diminuite nel periodo di circa il 23%: 34,3 milioni di tonnellate, scesi dai 44,6 milioni dello scorso anno. Una contrazione che scende a -19,4% se si esclude l’ex Ilva.

A proposito del siderurgico tarantino, ArcelorMittal ha comunicato di aver “sospeso tutti gli investimenti non essenziali. Continuano solo tre programmi e quello dell’ex Ilva è tra questi, insieme a un progetto in Messico e ai piani per la riduzione delle emissioni”. La nota sui conti trimestrali conferma “la centralità dell’operazione in Italia per la multinazionale, che al tempo stesso rimarca di avere una via d’uscita: il diritto di ritirarsi, pagando una penale, se non ci sarà l’accordo entro il 30 novembre“.

La velocità e la traiettoria della ripresa della domanda dopo la pandemia di Covid-19 restano “incerte – secondo ArcelorMittal, che rileva tuttavia nei mercati chiave segnali di risalita dai livelli eccezionalmente bassi”. Il gruppo continuerà ad “allineare la produzione alla domanda, con la flessibilità per riattivare la capacità di fusione via via che la ripresa accelererà”.

“La posizione del gruppo resta forte -, è il commento di Lakshmi Mittal, presidente e CEO riporta il sito Siderweb – grazie alle misure adottate di riduzione di produzione, Capex e costi fissi, insieme all’aumento del capitale che ha rafforzato la posizione finanziaria, portando l’indebitamento netto vicino al livello che ci permetterà di dare priorità ai dividendi per i nostri azionisti”. “Ci sono segnali di ripresa, soprattutto in quei Paesi usciti dal lockdown – ha aggiunto -, ma è certamente sensato rimanere prudenti sull’outlook. In questo contesto, stiamo esaminando quali cambiamenti strutturali potrebbero essere necessari per garantire al gruppo di operare in modo profittevole con la ripresa della domanda”.

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)