Normalità. Con un po’ di musica…

 

Il virus ci ha condizionato, resta minaccioso. Ma c'è voglia di riprendersi la vita
pubblicato il 28 Luglio 2020, 08:48
19 secs

Normalità. Niente di più. Nonostante le paure non siano del tutto scomparse. Quel virus che ci ha condizionato fino a rinchiuderci, pare non voglia disperdersi nei ricordi. Anzi, resta minaccioso.
Eppure, c’è voglia di riprendersi la vita. In un’estate già rovente, in cui sagre, feste, concerti, teatri all’aperto, cinema devono fare i conti con restrizioni alle quali non ci si riesce proprio ad abituare del tutto.
Il nostro amico Cosimo Calabrese ha cercato di catturare qualche momento della lenta ma coraggiosa ripresa di chi confeziona musica, ad esempio. Scatti semplici ma significativi. Momenti come altri vissuti ma particolarmente sentiti oggi, dove c’è apparente normalità ma ancora timore.
E allora, la speranza viaggia sulle note. La musica è universale, parla a tutto il mondo e non ha bisogno di tante spiegazioni, neppure di vocabolari e traduttori. Guardiamo avanti, auspicando che il peggio sia passato. Con un pensiero a chi non ce l’ha fatta. E per chi ancora combatte.

 
 
 
 
 
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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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