Ex Ilva, il progetto per le Aree a verde escluse

 

pubblicato il 28 Luglio 2020, 18:58
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Dopo gli articoli della scorsa settimana (che trovate linkati in questo articolo), proseguiamo il nostro report sulle Aree Escluse rimaste in capo ad Ilva in Amministrazione Straordinaria. La struttura commissariale, in vista dell’ultima riunione dell’Osservatorio Ilva, ha infatti predisposto un’ampia documentazione in merito, che chiarisce l’attuale situazione delle aree che in totale sono ben diciotto.

Ricordiamo che le “Aree Escluse” rimanenti in capo ad A.S. furono stabilite il 28.06.2017 con il contratto di cessione dei complessi aziendali ad AM InvestCO Italy, la controllata con cui ArcelorMittal vinse la gara per l’affitto dei rami d’azienda dell’ex gruppo Ilva. 

L’argomento è stato al centro dell’ultima riunione del CIS Taranto.

Caratteristiche Aree Escluse 

Le Aree escluse di competenza ILVA in A.S. includono 9 aree completamente entro il SIN Taranto, 4 parzialmente entro il SIN Taranto e 5 fuori dal SIN Taranto (ovvero la discarica «Nuove Vasche», Land, Land L, Aree limitrofe a stoccaggio fanghi, 5 Collinette ecologiche Tamburi), per un’estensione complessiva di 286 ettari. La destinazione attuale delle aree include discariche, stoccaggio fanghi, cava attiva, sito industriale non attivo, zone a verde.

I fondi dedicati agli interventi sulle Aree Escluse sono pari a 578 milioni di euro.

Le Aree Escluse sono classificabili in quattro segmenti di appartenenza: aree sottoposte a sequestro, aree con interventi in corso, aree con procedimento pendente, aree cedibili prive di pendenze. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/07/24/ex-ilva-gli-interventi-in-corso-su-aree-escluse/)

Le Aree a Verde

Oggi ci occuperemo di tutte le aree a verde. Che sono: Aree ad ovest SP Statte, Aree a verde NORD, Land A, Land C, Land D 1, Land D 2.

Le aree sono state sottoposte a caratterizzazione nel 2006 (tranne Land A e parzialmente Land D). Ci sarà un aggiomamento della caratterizzazione ai fini dello svincolo dal procedimento. 

Tutte le aree a verde sono sottoposte a manutenzione periodica nel rispetto delle ordinanze comunali per prevenzione incendi. 

Su Land D2, è stata completata la recinzione dell’area e messa in sicurezza della struttura. In corso valutazione eventuale ripristino architettonico della chiesetta, con l’ipotesi di cessione della struttura ad enti culturali o religiosi.

Queste aree sono state ritenute idonee per soddisfare la pratica della Selvicoltura. 

L’estensione totale delle aree a verde è di circa 41,5 ha, di cui circa i due terzi appartengono alle Aree a verde Nord Comune di Statte). Tutte queste aree sono contraddistinte dall’assenza di pregresse attività industriali all’interno del proprio perimetro. 

L’idea del progetto Selvicoltura

Nella documentazione fornita dai Commissari Straordinari di Ilva in AS, si legge che “la Puglia è la regione italiana con il più basso indice di boscosità ed è anche quella con uno dei più alti indici di biodiversità vegetale. Le superfici boschive, soprattutto in passato, sono state fortemente ridimensionate a causa dell’esigenza di ottenere aree da destinare a produzioni agricole, artigianali ed industriali. Tuttavia, i boschi costituiscono una componente del territorio con caratteri molto particolari: non vi è alcun dubbio sulla loro capacità di influenzare positivamente il “ben essere” delle comunità del territorio”.

“Le conoscenze sull’universo vegetale, accumulate nei millenni, sono state consolidate nella pratica della Selvicoltura, ossia la disciplina scientifica che studia l’impianto, la coltivazione e l’utilizzazione dei boschi al fine di soddisfare le esigenze sociali ed economiche della società, nel rispetto delle caratteristiche ambientali e degli ecosistemi forestali. In senso stretto, questa disciplina rappresenta tutto quell’insieme di interventi della gestione del verde che spaziano dall’individuazione della pianta più idonea alla morfologia ed all’equilibrio climatico dell’area interessata ad ospitarla, alla sua manutenzione, alla qualità dei tempi e dei modi dell’esecuzione dei tagli di rinnovazione o dei tagli intercalari che permettono la coltivazione del bosco garantendone la sua rinnovabilità. Il prelievo legnoso che se ne ricava, viene valutato in termini di sostenibilità, ovvero uno sfruttamento ponderato di una risorsa che viene mantenuta rinnovabile. In tutto quanto descritto la selvicoltura si differenzia dalla cosiddetta “utilizzazione di rapina” che non considera i fondamentali dell’Ecologia”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/07/23/ecco-il-report-sulle-aree-escluse-ex-ilva/)

Tutte le Aree a verde nel dettaglio

 

2.1 LAND 7 – AREE A VERDE LUNGO SP STATTE LATO OVEST 

Il sito ricade nel territorio comunale di Statte. 

L’intera superficie, di estensione pari a circa 690.000 mq, è costituita da due differenti particelle catastali appartenenti al foglio di mappa n° 51 del comune di Statte (p.lle n°1-10). 

All’interno dell’area non sono presenti strutture o fabbricati e, allo stato attuale, non è utilizzata né per scopi agricoli né per scopi di altra natura. 

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2.2 LAND 8 – AREE A VERDE NORD 

Il sito, secondo il PPTR Puglia, ricade all’interno della perimetrazione del SIN di Taranto, in area a Vincolo SIC/ZPS “Area delle Gravine”, all’interno della perimetrazione del “Parco Naturale Regionale”, in “Aree di rispetto boschi” e “Prati e pascoli naturali”, in Ambiti territoriali estesi di tipo C e D. 

L’intera superficie, di estensione pari a circa 2.670.000 mq, è costituita da sei differenti particelle catastali appartenenti al foglio di mappa n° 7 del comune di Statte (p.lle n° 26-27-38-773-1121-1157). 

All’interno dell’area non sono presenti strutture o fabbricati e, allo stato attuale, non è utilizzata né per scopi agricoli né per scopi di altra natura. 

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2.3 LAND A 

Il sito è classificato dal P.R.G. del Comune di Taranto: “Zona verde per l’industria A13”. 

L’intera superficie, di estensione pari a circa 30.000 mq, è costituita da tre differenti particelle catastali appartenenti al foglio di mappa n° 138 del comune di Taranto (p.lle n°45-46-47). 

All’interno dell’area non sono presenti strutture o fabbricati e, allo stato attuale, non è utilizzata né per scopi agricoli né per scopi di altra natura. 

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 2.4 LAND C 

Il sito è classificato dal P.R.G. del Comune di Taranto: “Zona verde per l’industria A13”. 

L’intera superficie, di estensione pari a circa 18.014 mq, è costituita da una singola particella catastale, appartenente al foglio di mappa n° 183 del comune di Taranto (p.lla n° 1). All’interno dell’area non sono presenti strutture o fabbricati e, allo stato attuale, non è utilizzata né per scopi agricoli né per scopi di altra natura. 

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2.5 LAND D1 

Il sito è classificato dal P.R.G. del Comune di Taranto: “Zona verde per l’industria A13”. 

L’intera superficie, di estensione pari a circa 30.940 mq, è costituita da nove differenti particelle catastali appartenenti al foglio di mappa n° 192 del comune di Taranto (p.lle n°4-5-6-7-11-110-104-112-116) e, allo stato attuale, non è utilizzata né per scopi agricoli né per scopi di altra natura. 

All’interno dell’area sono presenti alcune strutture, che fanno parte di due vecchie masserie, la più grande denominata “Masseria Faggione” e la più piccola denominata “Masseria Mucchio”, ed alcuni ruderi. 

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