Maristanav smantella unità portuale: procalamato lo stato di agitazione

 

Assemblea dei lavoratori dell'Unità Operativa Porto ed Rsu, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa: il 30 incontro con il ministro Guerini
pubblicato il 27 Luglio 2020, 22:00
2 mins

MaristanavI, il Comando della più grande Base Navale Italiana, ha comunicato lo smantellamento dei Servizi Portuali: per questo oggi i lavoratori si sono incontrati in un’assemblea contingentata all’aperto, nel piazzale antistante l’Officina Porto in Arsenale.

Al termine dell’assemblea, è stato proclamato lo stato di agitazione, con Rsu, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa che hanno chiesto alle rispettive strutture nazionali di interessarsi della vertenza, coinvolgendo l’amministrazione miltare, a partire dalla Marina.

Giovedì 30 luglio è in programma una riunione con il ministro Guerini ed in quell’occasione molto probabilmente sarà consegnato un documento circostanziato con le aspettative dei lavoratori, sollecitando contestualmente il rilancio di una vertenza complessiva della difesa a Taranto.

Mettere in discussione gli organici dei servizi portuali (Unità Operativa Porto), esternalizzando le attività, equivale a mettere in discussione tutto un modello organizzativo. La vertenza Taranto che riguarda Arsenale, Buffoluto e stazione navale, hanno bisogno di un ricambio generazionale immediato sostengono i sindacati da anni.

La così detta ‘razionalizzazione‘ del servizio, previste dall’amministrazione, sono dovute nel mancato ripianamento del personale in quiescenza e dei profili tecnico-marinareschi: per questo è previsto che l’attività venga ridimensionata perché non ci saranno più lavoratori sufficienti a garantirne l’esecuzione. Lavoratori che da anni lavorano su mezzi di servizio (Cisterna Acqua, Cisterna Gasolio e Motobarche), vecchi e obsoleti.

Infine nell’assemblea i sindacati e i lavoratori hanno messo ancora una volta in evidenza la disparità di trattamento tra militari e civili, che nel tempo tendono ad aumentare invece che diminuire. Esempio: il semplice straordinario attribuito per il funzionamento della stazione navale, dove lavorano circa 500 dipendenti militari e circa 500 dipendenti civili, per quest’ultimi è previsto uno stanziamento di 25mila euro di straordinario, mentre per la componente militare di un milione di euro.

Una situazione tra esternalizzazioni, ricambio generazionale e disparità economica che per lavoratori e sindacati “non è più tollerabile“. I lavoratori in assemblea, chiedono quindi un urgente piano straordinario di assunzioni anche per Maristanav Taranto, ed importanti investimenti per rinnovare i mezzi in dotazione.

(leggi tutti gli articoli sull’Arsenale https://www.corriereditaranto.it/?s=arsenale&submit=Go)

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)