Sant’Anna, pellegrinaggio delle mamme in Città vecchia

 

pubblicato il 25 Luglio 2020, 10:01
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Pur con le limitazioni per il Coronavirus, si festeggia questa domenica, 26, Mamma Sant’Anna, protettrice delle madri (insieme a San Gioacchino, anche dei nonni), venerata nella chiesetta in largo Civitanova, nei pressi di piazza Fontana. Non ci sarà la tradizionale processione, ma solo celebrazioni liturgiche che, a cura della Pia Unione Ancelle di Sant’Anna e della confraternita dell’Addolorata, si terranno nella chiesa di San Giuseppe, dove l’immagine è stata traslata privatamente.

Per tutta la giornata sarà incessante il pellegrinaggio, soprattutto delle donne in dolce attesa. In mattinata sante messa si terranno alle ore 9 – 10 – 11. In serata ci si sposterà sull’attiguo campetto di calcio della chiesa dove alle ore 19.30 don Emanuele Ferro, parroco della basilica cattedrale, celebrerà la santa messa, in cui si pregherà in particolare per tutte le mamme, soprattutto quelle che sono ostacolate nella difesa della vita nascente o che hanno difficoltà nel crescere ed educare i propri figli. I canti saranno animati dal coro Alleluja diretto da Michele Riondino. Al termine,veglia di preghiera e di venerazione della Santa, con benedizione dei bambini e delle gestanti. Nei pressi dell’altare sarà posta “la cesta di Sant’Anna”, dove tutti coloro che lo desiderano potranno deporvi generi di prima necessità (omogeneizzati, pannolini, prodotti per l’igiene dei bambini fino a 3 anni) per l’Opera Sant’Anna che, ricordiamo, è un centro
di carità della confraternita dell’Addolorata, con sede in via Duomo, rivolta alle donne in dolce attesa o alle famiglie in difficoltà con
bambini fino a 3 anni residenti in Città vecchia o appartenenti al sodalizio (info: [email protected]).

Per tutta la serata presterà servizio la “Grande Orchestra di Fiati Santa Cecilia” diretta dal maestro Giuseppe Gregucci; la veglia di preghiera e venerazione sarà invece animata dal gruppo musicale degli Akusimba.

Qualche cenno infine, per la chiesetta di Sant’Anna, che fu edificata nel 1914 dopo l’abbattimento di quella più antica (sembra già esistente nel 1200) intitolata a San Nicola in Civitanova. Nel XIX secolo, l’antico titolo mutò in Sant’Anna per devozione alla mamma della Madonna. Negli anni 1913-1915 l’allora rettore monsignor Solito fece demolire l’antica chiesa ormai pericolante e la fece ricostruire con altari in marmi policromi, stucchi alle pareti ed affreschi alla volta, opere del pittore Sampietro. La facciata è in stile romanico-pugliese con grande arco monocuspidale e piccola rosa in alto nel centro. Sul lato destro è visibile un piccolo campanile. L’interno è di un barocco grazioso. Sul soffitto è visibile l’affresco raffigurante la glorificazione di S. Anna, opera di artista locale. Tutt’attorno, un ricco festone di gusto barocco in cui puttini si alternano a immagini floreali. Oltre a quella di Sant’Anna sono esposte le statue San Gioacchino (padre della Madonna) e di Sant’Omobono, primo laico canonizzato, che devolveva a opere di bene quanto guadagnava dal suo lavoro
di commerciante.

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