Ecco il report sulle Aree escluse ex Ilva

 

Un aggiornamento su quelle sottoposte a sequestro da parte della Procura: lo stato dell'arte dei lavori per la futura bonifica
pubblicato il 23 Luglio 2020, 21:56
17 mins

Finalmente siamo in grado di iniziare a fare chiarezza sulle Aree Escluse rimaste in capo ad Ilva in Amministrazione Straordinaria. La struttura commissariale, in vista dell’ultima riunione dell’Osservatorio Ilva, ha predisposto un’ampia documentazione in merito, che chiarisce l’attuale situazione delle aree che in totale sono ben diciotto.

Ricordiamo che le “Aree Escluse” rimanenti in capo ad A.S. furono stabilite il 28.06.2017 con il contratto di cessione dei complessi aziendali ad AM InvestCO Italy, la controllata con cui ArcelorMittal vinse la gara per l’affitto dei rami d’azienda dell’ex gruppo Ilva. 

Inoltre, come si ricorderà, nel marzo 2019, tramite puntuazione tra le parti, la gestione delle così dette “Collinette ecologiche Tamburi” è stata assunta da ILVA in AS, mentre resta di esclusiva competenza AMI la gestione dei presidi industriali, ossia le reti frangivento e le gallerie relative alle prese di acqua di mare. Nel maggio 2020 è stato invece formalizzato l’accordo tra AMI ed ILVA in AS per la retrocessione formale delle “Collinette ecologiche Tamburi” e della “Area Pozzo 25“.

Caratteristiche Aree Escluse 

Le Aree escluse di competenza ILVA in A.S. includono 9 aree completamente entro il SIN Taranto, 4 parzialmente entro il SIN Taranto e 5 fuori dal SIN Taranto (ovvero la discarica «Nuove Vasche», Land |, Land L, Aree limitrofe a stoccaggio fanghi, 5 Collinette ecologiche Tamburi), per un’estensione complessiva di 286 ettari. La destinazione attuale delle aree include discariche, stoccaggio fanghi, cava attiva, sito industriale non attivo, zone a verde.

I fondi dedicati agli interventi sulle Aree Escluse sono pari a 578 milioni di euro.

Le Aree Escluse sono classificabili in quattro segmenti di appartenenza: aree sottoposte a sequestro, aree con interventi in corso, aree con procedimento pendente, aree cedibili prive di pendenze. 

Arre sottoposte a sequestro: la Discarica NW (Nord Ovest) e l’Area Fintecna

La prima delle Aree Escluse sottoposte a sequestro è quella riguardante la Discarica NW (Nord Ovest) e l’Area Fintecna. Le due aree furono sottoposte a squestro penale nel 2018 (all’interno del sequestro della cava Leucaspide), hanno un’estensione pari a 12,9 ettari, rientrano nel SIN di Taranto e Statte e il costo totale previsto per l’intervento è pari a 4,4 milioni di euro. A seguito della ridefinizione della perimetrazione come discarica unica, si è resa necessaria la rielaborazione dei progetti precedentemente autorizzati, con la possibile necessità di indagini in fase di progettazione. 

Il DL 1/2015 individuava due aree, oggetto di prescrizioni distinte (ILVA in AS non è più soggetta ad AIA e, pertanto, sono decaduti itermini prescrittivi, i codici AIA (DL 1/2015) sono riportati per mero riferimento ai pregressi procedimenti): “Discarica Nord Ovest” (ex prescrizione UP4) e “Aree ex-Fintecna” (ex prescrizione UP7). 

La revisione del progetto, inclusiva di entrambe le aree, è stata comunicata al Ministero dell’Ambiente con DIR 429 del 18/07/2017 

Lo stato di avanzamento dei lavori ha visto la presentazione dello studio di fattibilità della società DESMOS, con il quale sono state definite tre soluzioni alternative per l’accorpamento delle due aree: Caratterizzazione rifiuti presso area Fintecna per conferma capping RNP su tutta l’area; Capping misto RNP-RP; solo capping RP.  E’ stata selezionata la prima opzione.

Nel frattempo è iniziata l’nterlocuzione con il legale di riferimento al fine di definire iter di approvazione con la Procura di Taranto. 

E’ stato effettuato il monitoraggio della falda in autocontrollo a dicembre 2019. All’avvio degli interventi di messa in sicurezza si procederà con il monitoraggio delle acque sotterranee secondo il DL 1/2015.

Attualmente sono in fase di emissione specifiche tecniche per la caratterizzazione dei rifiuti presso l’area ex-Fintecna e la redazione del progetto della copertura unica.

I 156 milioni di Fintecna ai commissari straordinari nel 2015

Vogliamo altrsì ricordare che il 6 marzo 2015, Fintecna (società controllata al 100% da Cassa depositi e prestiti) versò in favore di ILVA Spa, società in amministrazione straordinaria, la somma di 156 milioni di euro a titolo di liquidazione definitiva in relazione all’obbligazione di manleva di cui all’art.17.7 del Contratto di cessione dell’ILVA Laminati Piani (ex ILVA SpA).

I fondi furono trasferiti a ILVA a titolo di indennizzo secondo modalità e tempistiche previste dagli accordi, ed entrarono nella piena disponibilità dei Commissari straordinari di ILVA.

La transazione, frutto del lavoro congiunto fra Cassa depositi e prestiti, Direzione Generale di Fintecna e i Commissari Straordinari di ILVA, pose fine ad una vicenda complessa durata oltre 20 anni, ed avvenne in esecuzione dell’art. 3 comma 5 del Decreto Legge 5 gennaio 2015 n.1 convertito con modificazioni nella Legge 4 marzo 2015 n.20 (Decreto ILVA).

Come furono utilizzati quei soldi? A sensazione possiamo immaginare, visto che nessuno lo ha mai chiarito, che siano stati utilizzati dalla struttura commissariale per garantire la funzionalità finanziaria dell’azienda, attraverso il pagamento degli stipendi dei lavoratori.

Colline Leucaspice e vecchie vasche 

Quest’area, che fa parte solo parzialmente di SIN di Taranto e Statte, ha un’estensione pari a 46.5 ha e fa ovviamente parte del sequestro penale del 2018. Il costo previsto per l’intervento è pari a 206 milioni di euro ( ad oggi sono stati allocati 0.4 M€ per indagini conoscitive sull’area della Gravina).  

(leggi gli articoli sulla Leucaspide https://www.corriereditaranto.it/?s=leucaspide&submit=Go)

Caratteristiche intervento 

Nell’area sono stati rilevati di materiali di riporto (terreni di spancamento e residui di produzione), con sovrastanti vasche in terrapieno, utilizzate fino agli anni ‘80 per l’essiccamento fanghi. L’area venne sottoposta a caratterizzazione SIN nel 2006. 

Le attività pianificate in corso e le indagini ambientali, riguardano la messa in sicurezza del rilevato rispetto all’erosione al piede e dei versanti, oltre al monitoraggio annuale della falda profonda in autocontrollo.

Stato di avanzamento 

Il Piano delle indagini ambientali è stato consegnato da ILVA alla Procura di Taranto nel maggio 2018; il parere di ARPA Puglia è arrivato nell’ottobre 2018; in seguito a tale parere c’è stata la revisione del progetto da parte di ILVA nel maggio 2019, con l’ultimo parere ARPA arrivato nel febbraio 2020.

L’ultimo monitoraggio annuale della falda în autocontrollo effettuato risulta effettuato a novembre e dicembre 2019.

Aggiornamenti recenti 

Sono state redatte specifiche tecniche ed emesse RDO per indagini ambientali e per progetto di messa in sicurezza del rilevato rispetto all’erosione.

Sono in fase di assegnazione gli ordini: le offerte tecniche sono subordinate all’esecuzione dei sopralluoghi (autorizzazione GIP per accesso alle aree rilasciata in data 29.06.2020).

Indagini ambientali programmate – Zone con accessibilità limitata 

Per quanto riguarda le Vecchie Vasche, è stata effettuata la , aratterizzazione nell’ambito del procedimento SIN (Relazione finale 2007), come l’esecuzione dei sondaggi nelle aree direttamente accessibili (ai piedi del rilevato).

Sono state richieste ulteriori indagini dall’Autorità Giudiziaria per integrare le indagini con sondaggi sulla sommità dei rilevati ed all’interno delle vasche.  

Attraverso il piano redatto (revisione maggio 2019), sono state individuate ubicazioni accessibili con limitati interventi sui luoghi per: 2 sondaggi profondi dentro le vasche 5 e 8; 2 sondaggi profondi inclinati all’esterno delle vasche 1 e 6 e 2 sondaggi superficiali dentro le vasche 1 e 6.

Dopo le integrazioni ARPA (febbraio 2020) sono stati decisi ulteriori 3 sondaggi (all’esterno delle vasche) e si è deciso di modificare i set analitici e le frequenze dei monitoraggi rispetto a quelli definiti nei precedenti iter autorizzativi (PMC e DL 11/2015).

Ulteriori indagini ambientali – Zone attualmente non accessibili 

ARPA Puglia ha chiesto di effettuare un’indagine di mercato per verificare le migliori tecniche disponibili per accedere con le attrezzature di perforazione all’interno delle vasche, in zone attualmente non accessibili.

Modalità di azioni previste (redatta specifica tecnica, in fase di assegnazione ordine): individuazione da parte delle potenziali ditte esecutrici delle modalità e/o opere necessarie a consentire l’accesso ed il posizionamento delle sonde all’interno delle vasche. 

Le soluzioni proposte saranno sottoposte alla Procura per autorizzazione, in quanto potrebbero richiedere opere con trasformazione dei luoghi.

La progettazione ed esecuzione delle opere necessarie all’accesso, compreso ottenimento dei relativi atti da assenso, anche rispetto alla vincolistica di zona.

L’esecuzione dei sondaggi avverrà secondo il medesimo schema di indagine previsto per le indagini già programmate.  

Misure anti erosione 

Effettuata analisi di stabilità del rilevato (2016): corpo del rilevato stabile, mentre si è notata erosione al piede ai fianchi con limitata vegetazione. Pertanto sono state redatte specifiche tecniche per la progettazione definitiva degli interventi di messa in sicurezza. In fase di assegnazione gli ordini. 

L’Area è ovviamente soggetta a plurimi vincoli: saranno da acquisire quindi tutte le relative autorizzazioni. 

Collinette ecologiche Tamburi

L’altra area sottoposta a squestro, riguarda quella più famosa, ovvero le così dette ‘Collinette Ecologiche’, che hanno un’estensione pari a 9.6 ha, mentre il costo stimato per l’intervento è pari a 12 milioni di euro. L’area non rientra nel SIN di Taranto e Statte, perché come si ricorderà l’area dei Tamburi, non ha mai fatto parte del SIN.

Come è noto l’intervento riguarda misure di precauzione per evitare l’eventuale spolverio relativamente alla collinetta n. 3, attraverso la posa in opera di una georete biodegradabile in fibra di cocco; attraverso l’idrosemina e la manutenzione straordinaria del verde. Previsto inoltre il ripristino dell’impianto di irrigazione /antincendio delle 3 collinette.

Stato di avanzamento 

Nell’aprile del 2019 sono state effettuate le indagini del top soil da ARPA Puglia richieste dalla ASL (in attesa risultati completi ARPA.) Nel luglio 2019 sono state completate le indagini del top soil da parte di ILVA (sul piano previste da ARPA). Nell’agosto del 2019 è stato completato l’intervento per l’attuazione della misure di precauzione. Per la collinetta 3 nel febbraio scorso è stata completata la manutenzione straordinaria del verde.

Nel maggio scorso è stato formalizzato l’accordo di retrocessione per “Collinette ecologiche” ed “Area pozzo 25”. 

Aggiornamenti recenti 

Secondo il report dei Commissari Straordinari sono state completate le indagini ambientali (giugno 2020) e sono stati trasmessi gli esiti a Procura ed ARPA (02 luglio 2020). E’ ora in corso l’interlocuzione con la Procura in merito al successivo percorso procedurale. 

In corso anche le verifiche con l’esecutore delle misure di precauzione, Geoflum s.r.l., sul grado di attecchimento della vegetazione per eventuali integrazioni. 

Le indagini ambientali

Nll’ottobre 2018 sono partiti i saggi esplorativi. Nel febbraio 2019 è arrivato il sequestro delle aree in relazione a rilevati costruiti con materiali di riporto che includono residui di produzione; ai risultati delle analisi di ARPA che registravano superiori alle CSC Tabella 1A per i terreni, in aree ubicate in prossimità di centri abitati (valori inferiori a Tabella 1B). Come detto nell’aprile 2019 sono partite le indagini top soil di ARPA chieste dell’Asl di Taranto. 

ILVA in AS ha dato esecuzione al piano di indagini elaborato da ARPA (maggio 2019), effettuando 10 sondaggi fino al letto del primo acquifero, di cui 5 attrezzati a piezometro, che si aggiungono ai 2 piezometri già esistenti; attraverso il prelievo ed analisi di ulteriori 11 campioni di top soil (luglio 2019), 60 campioni di materiali di riporto (30 analisi tal quale e 30 test di cessione) e 12 campioni di terreno e 7 campioni di acqua di falda 

Sono state inoltre effettuate indagini radiometriche, un rilievo topografico, un rilievo geomorfologico e carta della vegetazione. Anche in questo caso tutti i risultati sono stati trasmessi alla Procura di Taranto ed ARPA Puglia il 2 luglio 2020. 

Misure di precauzione 

Le misure di precauzione effettuate sull’area in questione, sono le seguenti: ripristino e completamento della recinzione per evitare l’ingresso e l’esposizione di terzi (completate aprile 2019, salvi successivi ripristini per danneggiamenti); opere anti-erosione ed anti-spolverio presso Collinetta 3 (completate agosto 2019); copertura terreno con la georete in fibra di cocco e l’idrosemina con specie xerofite brevettate.

Gli effetti attesi delle opere effettuate sono i seguenti: azione anti-erosiva per taglio della velocità tangenziale del vento, nel breve termine esplicata dalla georete in fibra di cocco, nel medio-lungo termine dalla vegetazione insediata; georete in fibra vegetale: nel medio-lungo termine, biodegrada fomendo sostanza organica alle specie vegetali; maglia aperta: non viene aumentato il ruscellamento, anzi viene eventualmente ridotto, così da non creare rischi di allagamento verso le aree esterne adiacenti.

Installazione rapida: messa in opera in meno di due mesi (intervento in prossimità di scuole, completato prima dell’avvio dell’anno scolastico). Inserimento con la vegetazione esistente: la messa in opera ha salvaguardato gli arbusti e gli alberi esistenti, i quali assolvono ad un’azione di trattenimento delle polveri provenienti dal complesso industriale.

(leggi tutto gli articoli sulle Collinette Ecologiche https://www.corriereditaranto.it/?s=collinette+ecologiche&submit=Go)

Area POZZO 25 

Quest’ultima area sottoposta a sequestro ha un’estensione di 0,5 ettari, il costo dell’intervento non è stato ancora stabilito in quanto è collegato all’intervento delle “Collinette ecologiche Tamburi”.

Attualmente è in corso l’attività di verifica e ripristino dell’impianto di emungimento ed adduzione verso le “Collinette ecologiche” (intervento collegato all’attività di verifica e ripristino dell’impianto di irrigazione) ed è in fase di assegnazione ordine. 

Domani completeremo pubblicando gli interventi previsti per le aree con interventi in corso, aree con procedimento pendente, aree cedibili prive di pendenze.

(leggi tutti gli articoli sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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