‘Verde amico’ riparte per tre mesi. E poi?

 

Nella riunione odierna stabilita la data del 24 agosto per la ripartenza. Ma resta irrisolto il nodo sul futuro del progetto
pubblicato il 20 Luglio 2020, 20:25
6 mins

Il progetto ‘Verde Amico‘, che vede coinvolti lavoratori dell’ex società in house ‘Taranto Isolaverde‘ della Provincia fallita nel 2016, dovrebbe riprendere il prossimo 24 agosto.

Almeno questo è quanto stabilito oggi durante l’incontro in modalità audio-video, ed avrà al centro la condivisione degli esiti degli approfondimenti stimati necessari nella riunione dello scorso 23 giugno. Presenti tutti gli tutti gli attori interessati dalla vertenza: dalla task force regionale per l’occupazione, ai Comuni di Taranto e Statte, dalla società partecipata Infrataras alla Provincia di Taranto, dal Commissario straordinario per le bonifiche ai sindacati generali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil, ai Cobas da sempre attivi sulla lunga vertenza occupazionale e la C.I.L. Assente la Provincia di Taranto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/07/09/verde-amico-tutto-fermo-si-riparte-a-settembre/)

Per il 24 agosto dovranno dunque essere riassunti dalla società Infrataras, tramite il contratto Multiservizi, i 135 lavoratori coinvolti dal progetto. Ricordiamo infatti che a settembre scadrà la NASPI per tutti i 135 lavoratori (che è di appena 400 euro al mese). La ripresa avverrà grazie allo stanziamento di somme pari a 1.134.001,51 euro a favore del Comune di Taranto (fondi resi disponibili sulle economie della fase 1), per far ripartire una parte della fase 2 del progetto fermatosi lo scorso marzo, da parte del Commmissario straordianario per le bonifiche, Vera Corbelli.

Il decreto con cui queste nuove risorse sono state destinate al Comune di Taranto, è stato firmato lo scorso 18 giugno, e le risorse sono ora nella disponibilità dell’amministrazione comunale.

E’ bene ricordare infatti, che la ripresa delle attività si è resa possibile soltanto grazie al fatto che il Commissario straordinario, Vera Corbelli, ha deciso di assumersi la responsabilità di utilizzare le risorse precedentemente stanziate, nonostante il ministero dell’Ambiente lo scorso febbraio le avesse intimato di fermarsi in quanto, secondo l’intrepretazione ministeriale dell’accordo del luglio 2012 (“Protocollo d’intesa per interventi urgenti di bonifica ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto”), le risorse in dotazione alla struttura commissariale erano state destinate ad operazioni di bonfiica di altra natura. Successivamente il ministero, pur confermando la sua posizione, di fattolasciò “libera” la Corbelli di prendersi la responsabilità di utlizzare tali risorse per il progetto in questione.

Nella riunione odierna è stata invece definitivamente esclusa la possibilità di impiegare i lavoratori per l’area SIN di Statte e l l’attività di bonifica finanziata dal CIPE (750.000 euro) a favore del comune ionico e coordinata dallo stesso ufficio commissariale, come si era inizialmente ipotizzato di fare. Due infatti gli ostacoli insormontabili: il primo, di tipo burocratico, dovuto al fatto che la società in house Infrataras, per statuto, può operare soltanto all’interno del territorio comunale. Il secondo, di natura tecnica, riguarda le complesse operazioni di bonifica per le quali i lavoratori non sono formati.

Ciò detto, resta ancora irrisolto il vero punto di tutta la questione. E cioè come far diventare questo progetto (che è diventato un modello ed un esempio che sarà replicato anche in Campania a Bagnoli) strutturale nel tempo: perché è chiaro che non si potrà continuare con le sole risorse del Commissario all’infinito. Anzi, non si potrà già a partire dal prossimo anno. Visto che la ripresa dei lavori durerà soltanto per i prossimi tre mesi.

Come si ricorderà, il Comune di Taranto e la Regione Puglia firmarono con il commissario Corbelli un protocollo d’intesa per la seconda fase del progetto ‘Verde Amico’, mettendo nero su bianco l’impegno a trovare nuove risorse economiche. Ma sino ad oggi di proposte concrete non ne sono arrivate.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/24/verde-amico-la-fiducia-della-prefettura-i-dubbi-del-sindacato/)

La proposta avanzata dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Mino Borracino, nella riunione del 7 maggio scorso (messa peraltro a verbale e rilanciato da quest’ultimo e riproposta anche nelle successive riunioni), ovvero “che quando partiranno i lavori da 193 milioni di euro per la realizzazione della Strada Regionale 8 Taranto-Avetrana, le aziende aggiudicatarie dell’appaltopotranno attingere dalla platea dei lavoratori ex Isola Verde in modo da fornire una prospettiva occupazionale per tutti, anche grazie alla collaborazione della Provincia di Taranto”, tale è rimasta.

Lo stesso Borracino quest’oggi ha reso noto che la Regione Puglia potrebbe trovare risorse pari a 2-300mila euro nei prossimi mesi, che di fatto però bastano soltanto a coprire le spese per un mese di attività.

Così come resta irrisolto il nodo degli 11 lavoratori rimasti esclusi dal progetto. Sul punto si aspettavano proposte da parte della Provincia di Taranto, che in base all’accordo del novembre 2016, si era impegnata a trovare le risorse per impiegare tutti gli ex lavoratori di Taranto Isola Verde presso gli edifici di proprietà della Provincia e per le operazioni inerenti i tratti stradali di sua competenza. Impegno che negli ultimi quattro anni è rimasta lettera morta.

Staremo a vedere cosa accadrà dla prossimo 24 agosto.

(leggi tutti gli articoli sul progetto ‘Verde Amico’ https://www.corriereditaranto.it/?s=verde+amico&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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