Taranto FC 1927: presentati Montervino e Laterza

 

Low profile rispetto ai toni trionfalistici di un anno fa. Le idee chiare del diesse Montervino si sposano con la voglia di emergere dell'allenatore Laterza mentre il presidente Giove fa ammenda degli errori commessi la scorsa stagione.
pubblicato il 18 Luglio 2020, 15:08
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L’arroganza, i toni trionfalistici, l’entusiasmo artificioso, la convinzione di aver allestito una corazzata in grado di vincere subito, di un anno fa (presentazione di Ragno, Genchi e compagnia bella) hanno lasciato il passo ad un profilo più basso, consapevole dei tempi che stiamo vivendo, ad un’ammissione di colpe, ad una maggiore apertura verso l’esterno, all’avvio di un percorso pluriennale che possa portare quelle soddisfazioni che sono mancate nelle ultime stagioni.

Queste sono le sensazioni che ha lasciato la conferenza stampa di presentazione, tenutasi nella splendida location della terrazza del Circolo Sottufficiali della Marina Militare, del nuovo direttore sportivo (Francesco Montervino) e del nuovo allenatore (Giuseppe Laterza) del Taranto FC 1927, nonostante qualcuno dell’entourage di Giove (il vice- presidente Sapia) si ostini a non intravedere errori nel recente passato o pecche nella gestione della comunicazione (i cosiddetti “figli e figliastri”) durante la scorsa stagione.

Proclamarsi vittoriosi prima di cominciare a giocare è una delle cose peggiori che si possano fare nello sport”. A rimarcare indirettamente il clamoroso errore commesso lo scorso anno è proprio il diesse Montervino, alla sua terza esperienza tarantina da responsabile dell’area tecnica, dopo le esperienze con la gestione Campitiello (2014-15) e Zelatore (2015-16).

Proprio il presidente Giove è tornato su quello che è stato il prologo della scorsa stagione:” L’errore più grande, lo ribadisco, è stato quello commesso a luglio scorso quando eravamo tutti euforici per l’organico allestito e pensavamo di aver vinto il campionato ancor prima di giocarlo. Ora affrontiamo un nuovo corso, con la stessa determinazione di sempre, con un progetto pluriennale ed una rinnovata disponibilità nei confronti di tutti”.

Non si può ignorare la contestazione in giro per la città nei confronti di questa società. Tanti tifosi sono incazzati, molti hanno scelto la strada dell’indifferenza: “Capisco i nostri supporters. Sono passionali e soffrono quando non si ottengono i risultati. La mia colpa è stata quella di non aver vinto. Chiedo scusa per questo”.

Il futuro è dietro le porte ma porta con sé le incertezze del post Covid:”Il girone H è la Champions League dei dilettanti, tutti vogliono vincere. Noi, come sempre, ce la metteremo tutta. Il direttore Montervino ha avuto carta bianca per costruire, assieme all’allenatore Laterza, una squadra che avrà una sua precisa identità e che sarà affamata ed aggressiva in campo. Non possiamo dimenticarci però di quanto accaduto negli ultimi mesi. Come saprete tante squadre stanno avendo difficoltà ad iscriversi mentre noi siamo qui pronti, come sempre, a non lesinare sforzi per poter raggiungere i nostri obiettivi. La crisi economica è un aspetto da non sottovalutare, giocare senza pubblico e con meno sponsor accanto rispetto al passato non sarà facile. Il Governo ha promesso 400 milioni di euro a favore dei club dilettantistici ma ancora non si è visto nulla. Purtroppo assisteremo ad ridimensionamento di tutto il mondo del calcio, a tutti i livelli.

LE IDEE CHIARE DI MONTERVINO

“Io vengo per fare il direttore sportivo, e niente altro. Vengo a farlo in piena autonomia e questo è stato uno dei punti cardine del discorso intavolato con il presidente Giove prima che raggiungessimo il nostro accordo. Non voglio pensare ad altro che all’area tecnica. Con Laterza sono bastati cinque minuti per intendersi anche se è un allenatore che era stato scelto precedentemente al mio coinvolgimento nel Taranto.

Conosco bene l’ambiente tarantino e so che ci sono troppe invasioni esterne alle quali porremo rimedio. Il mio compito è quello di fare gli interessi della società e non si può prescindere dall’idea di costituire un parco giocatori di proprietà del club. Dobbiamo patrimonializzare la società ossia scovare un giovane, valorizzarlo, farlo diventare un nostro patrimonio e poi al momento giusto cederlo ad un prezzo superiore a quello di acquisto. L’unica cosa che chiedo è che il lavoro che andremo a fare, possa essere giudicato senza pensare a quello che è stato il passato. Pensiamo al presente ed al futuro”.

Montervino, spiega poi perché ha scelto di riallacciare il discorso con la “sua” Taranto visto che recentemente aveva dichiarato che per fare carriera nel suo ambito doveva stare lontano dalla città che gli ha dato i natali: “ Io arriverò a lavorare in serie A o in serie B, ne sono certo. Non nascondo che mi cercassero sei squadre, reali, non inventate. Una, insistentemente, mentre stavo parlando con il presidente Giove. Ho optato per Taranto perché se voglio fare strada in questo mondo, fare un passo in avanti, devo passare da delle sfide difficili ed affascinanti come quella che può essere ora Taranto.

L’EMOZIONE TANGIBILE DI MISTER LATERZA

Personaggio sicuramente più avvezzo al lavoro di campo che alle public relation, il nuovo allenatore rossoblù non ha tradito un pizzico di emozione. D’altro canto passare dal Fasano al Taranto è come fare il salto della fossa.

“Ero disposto a fare un passo indietro se il nuovo direttore sportivo non avesse gradito la mia presenza, non avendomi scelto lui, ma abbiamo parlato e subito abbiamo trovato l’intesa” – ha esordito così l’allenatore, prossimo ai 42 anni, che a Taranto si porterà il suo staff di collaboratori: il vice Lentini, il preparatore dei portieri Indiveri ed il preparatore atletico Rizzo.

“Sono venuto a Taranto convinto di potermi giocare le mie chance, di poter dare qualcosa a questo club e non semplicemente per inserire questa gloriosa piazza nel mio curriculum. Si è vero sono emozionato ma sono convinto di poter fare bene.”

Su come farà giocare la sua squadra (4-2-3-1, modulo adottato, ndc), pochi concetti ma chiari: “Deve avere una identità precisa, esprimere un calcio piacevole ed essere composta da gente affamata ed ambiziosa, in grado di prendersi delle responsabilità. Il nostro non è solo un girone ma una categoria vera e propria a sè stante”.

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