Medici e sanitari vittime del Covid-19 riconosciute Vittime del Dovere

 

Provvedimento contenuto nell’art. 16 bis del Decreto Rilancio. Esulta Contramianto che aveva ne proposto l'applicazione
pubblicato il 17 Luglio 2020, 18:37
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“L’associazione CONTRAMIANTO aveva indirizzato una lettera accorata al Premier Conte affinchè il Governo varasse tra le misure di intervento per l’emergenza sanitaria da Coronavirus anche l’estensione di quanto già vigente in termini di benefici economici per le Vittime del Terrorismo e del Dovere riconoscendo specificamente tale Status a tutto il personale sanitario con lesioni anche mortali nello svolgimento della propria professione a difesa della salute dei pazienti nella cura del COVID-19. Oggi quell’appello di CONTRAMIANTO è Legge come contenuto nell’art. 16 bis del Decreto Rilancio” commentano dall’associazione.

“Finalmente un atto concreto per il personale sanitario in prima linea contro il COVID-19 il pericoloso virus. Una guerra combattuta nella trincea delle corsie, degli ambulatori, delle ambulanze , che espone il personale sanitario a maggiori rischi e fatiche rispetto alle normali condizioni di lavoro di qui la necessità di più rilevanti garanzie anche sociali per chi ogni giorno in campo rischia la vita – si legge nella nota dell’associazione -. Doveroso per CONTRAMIANTO aver previsto il diritto con particolari indennità economiche in favore del personale sanitario Vittima del COVID-19 impegnato giornalmente sul fronte dell’emergenza per la tutela della salute dei cittadini . Con l’estensione di quanto già vigente in termini di benefici economici per le Vittime del Terrorismo e del Dovere si riconosce specificamente tale Status a tutto il personale sanitario che ha subito o subisca lesioni anche mortali nello svolgimento della propria professione a difesa della salute dei pazienti nella cura del COVID-19″.

“Ad oggi sono diverse centinaia le morti per COVID-19 tra Medici e personale sanitario , mentre migliaia sono i sanitari colpiti dal virus. Una condizione di rischio che il personale della Sanità vive giornalmente e per la quale oltre ai casi letali vi sono danni permanenti tra i guariti con una possibile riduzione della capacità polmonare” concludono dall’associazione.

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